Entries from Gennaio 2010 ↓

Che rivelazione questo Rivelazioni

Ho da poco finito di leggere Relelation Space, il primo romanzo di Alastair Reynolds, da noi pubblicato su Urania in due parti, il numero 1550 e  1553. Si tratta di una space opera, o per meglio dire una New Space Opera, ossia romanzi che usano l’armamentario classico di questo filone della science fiction innenstandola però con la nuova sensibilità della fantascienza posthuman e con la Hard SF.

Avevo già segnalato a suo tempo, sul Corriere della Fantascienza, anche l’uscita dell’ultimo romanzo di Reynolds, House of Sun, e devo dire che l’idea che mi ero fatto di questo genre di romanzi e dello scrittore gallese, in particolare, è stata confermata in pieno dalla lettura di Rivelazioni.

Si tratta di un grande affresco, in cui in un prossimo futuro l’umanità è sparsa nell’universo, ma l’universo stesso è stato abitato in passato da varie razze, alcune estinte e altre che hanno lasciato tracce della loro esistenza.

Tra queste ci sono ad esempio gli Amarantini, super evoluti abitanti del pianeta Resurgam, scomparsi un mine di anni fa. Dan Sylveste è un archeologo che crede che Amarantini possano essere stati spazzati via da una minaccia proveniente dallo spazio e che la stessa minaccia possa ripresentarsi ora che sono gli umani ad essersi insediati su Resurgam e nella galassia. Da qui parte la storia, ma coinvolge altri personaggi e altre situazioni che poi s’intrecciano con il mistero degli Amarantini  e con Sylveste.

Non dico altro se non riportare la biografia di Reynolds e consigliare caldamente la lettura di questo romanzo, nella speranza che altri vengano presto pubblicati.

Alastair Preston Reynolds (nato nel 1966 a Barry, nel Galles) è uno degli autori più interessanti della fantascienza europea. Si è specializzato nella fantascienza hard e nella space opera. Ha trascorso l’adolescenza in Cornovaglia. Si è laureato in Fisica e Astronomia all’Università St. Andrews, in Scozia. Nel 1991, si è trasferito a Noordwijk nei Paesi Bassi, dove ha incontrato sua moglie Josette e ha lavorato per il Centro Europeo di Ricerca e Tecnologia dello Spazio, che fa parte dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea fino al 2004, anno in cui ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente vive nel Galles, vicino a Cardiff.

Della stessa serie di romanzi di Revelation Space, Reynold ha anche pubblicato i seguenti romanzi: Chasm City (2001), Redemption Ark (2002), Absolution Gap (2003) e The Prefect (2007).

Il futuro secondo la Pravda

Riprendo a postare sul blog, non avendo una vera e propria scusa per questo lungo silenzio, se non il fatto di essere stato molto impegnato. Riprendo, promettendo di essere più assiduo e di non interrompere per un periodo così lungo.

Oggi sono rimasto colpito da una notizia apparsa su il Corriere della Sera. Eccola, da me rielaborata.

 

Nel 2010, Marte è stato conquistato dall’uomo e vi è stata costruita una clinica specializzata in trapianti di organi umani. La Luna, invece, è diventata la sede di varie fabbriche dove si lavorano i metalli che sono presenti sul suo suolo. La criminalità è stata definitivamente sconfitta, così come è stato abolito l’alcol. Ma non finisce qui. Chi vuole viaggiare in limousine può permetterselo, visto che è gratis, così come lo è viaggiare in elicottero. I telefoni, invece, saranno piccoli e portatili e dotati di una telecamera.

Profezie di fantascienza, si direbbe, provenienti però non da un romanzo di un illuminato scrittore americano, bensì da un giornalista russo del 1959 che cercò di immaginare come sarebbe stato il 2010. L’articolo è stato scovato su un vecchio numero della Pravda, l’organo ufficiale del Comitato centrale dell’Unione comunista della gioventù sovietica dal 1925 al 1991, tuttora il giornale più venduto in Russia.

Oltre ai telefonini, il giornalista russo ha anche indovinato l’anno della conquista della Luna, il 1969, peccato che la sua immaginazione lo avesse condotto a profetizzare che fosse stato un russo a mettere piede sul nostro satellite. Niente di male, visto che allora l’Unione Sovietica era all’avanguardia nelle tecnologie spaziali,mentre l’America arrancava più o meno nel buio. Il primo satellite era russo, lo Sputnik, e fu lanciato appena due anni prima, nel 1957.

Ancora, nella futura società del 2010, il denaro è stato abolito e si vive fino a 100-125 anni, anche perché il lavoro pesante è svolto dalle macchine e robot e la vita è ancora più comoda, visto che i ristoranti sono aperti 24 ore su 24 e tutti, o quasi, non mangiano a casa propria, quindi niente piatti da lavare.

Infine, è stato scongelato un mammuth, ovviamente riportato in vita, che presto sarà visitabile presso lo zoo di Mosca, anche perché i ghiacci della Siberia sono stati sciolti grazie alla potenza dell’atomo.

Fantascienza? Si, certo, ma forse più futurologia. L’articolo dimostra che in fondo non è difficile immaginare il futuro, partendo da quella che è la realtà odierna, e qualche volta ci si indovina anche alla grande, vedi la previsione sui telefonini e lo sbarco sulla Luna.

Ecco perché spesso chi confonde la fantascienza con il semplice immaginare il futuro è completamente fuori strada. La fantascienza non immagina il Futuro, o meglio non è questo il suo compito, al massimo è un fatto che capita casualmente. Una delle sue funzioni è quella di aiutarci a capire il presente, immaginando il futuro. E questo al di là del fatto che possa prevedere o no una tecnologia come Internet. Onore comunque all’immaginazione dell’articolista della Pravda e al suo tentativo di aver allettato i lettori del 1959 con le sue previsioni.