Incontro con José Muñoz

L’altra sera ho avuto il piacere di incontrare José Muñoz, uno dei grandi maestri del fumetto argentino.Alack Sinner Devo dire persona davvero squisita: non solo ha risposto alle mie domande (ero lì anche per intervistarlo), ma mi ha disegnato Alack Sinner sul volume che ho acquistato, oltre ad autografarlo. Per chi non lo conoscesse, José Muñoz è nato nel 1943 in Argentina. Ha frequentato la Escuela Panamericana de Arte di Buenos Aires, dove è stato allievo di Hugo Pratt e Alberto Breccia. Nel mondo del fumetto, invece, ha esordito come assistente di Francisco Solano Lopez, l’autore dei disegni de L’Eternauta, su testi di Héctor Oesterheld.

Il poliziesco ed il noir hanno da sempre accompagnato la sua carriera fin dagli esordi, il suo primo fumetto importante è infatti la serie poliziesca Precinto 56 su testi di Ray Collins (alias Eugenio Zappietro).

Dall’incontro con Carlos Sampayo nasce il personaggio di Alack Sinner, detective privato, figlio irrequieto e illegittimo della letteratura hard boiled, prestato per caso al fumetto e preso di peso dall’elenco telefonico di New York. Ex poliziotto (ha lasciato il corpo «nauseato e sbattendo la porta»), amaro e disincantato, Alack Sinner, definito il «primo detective democratico», è un non-eroe che mangia, beve, fuma e va al cesso, ma soprattutto sbaglia, come tutti noi.

Graficamente, Alack Sinner in un primo tempo assomiglia all’attore statunitense Steve McQueen, assume poi un aspetto informe e sofferto.

Un personaggio davvero interessante, di cui in questo momento mi sto rileggendo alcune storie….