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I Griffin, anatomia di un irriverente cartoon - parte III

Ecco la terza e ultima parte di un saggio sull’irriverente cartone animato I Griffin (Family Guy in originale) apparso nel volume che ho curato per Cagliostro E-Press nel 2007 dal titolo Con gli occhi di fuori - Guida non ufficiale alla famiglia Griffin.

Una famiglia allucinata, ma neanche i vicini scherzano

Protagonista assoluto del cartone animato è il capofamiglia Peter. È lui il motore dell’azione di quasi tutti gli episodi. La sua maggiore capacità è quella di mettersi nei guai, da cui la famiglia dovrà sempre tirarlo fuori, come succede nell’episodio pilota.

Brian, il cane intelligente e parlante, è il suo migliore amico, ma anche un po’ il suo personale grillo parlante. È lui che spesso gli ricorda quali sono i suoi doveri di padre e marito, o lo consiglia sulle scelte che un capofamiglia deve saper prendere davanti alle difficoltà della vita. Ovviamente, Brian viene – nella maggior parte dei casi – inascoltato, oppure le sue parole vengono male interpretate da Peter che, alla fine, fa comunque di testa sua. Da qui nascono i guai del capofamiglia de I Griffin e le scene più importati – ed esilaranti – del cartone animato.

Peter non sembra in grado di comportarsi come un padre ed un marito nella norma, anzi. Tutto ciò che sa fare è guardare alla televisione i suoi programmi preferiti (tra cui telefilm come Star Trek, Happy Days e A-Team), bere birra con gli amici e giocare a poker.

La sua vita è innegabilmente regolata dalla televisione. In molti episodi ritroviamo la famiglia davanti alla tv, in un atteggiamento quasi mistico: la tv scandisce il tempo familiare. I Griffin sono, in tal senso, lo specchio della nostra società, dominata dall’eccesso di immagini e scandita da reality show, più che da eventi della vita personale. Peter, più volte, parla del suo passato attraverso i programmi televisivi, citandoli come se fossero stati eventi del suo vissuto, veri e propri ricordi personali.

Il suo lavoro alla fabbrica di giocattoli è solo un modo come un altro per portare soldi a casa e poter vivere decentemente, ma quando lo perderà non sarà motivo di una crisi esistenziale, anzi: la cosa più importante è quella di non dirlo alla moglie, la quale è, insieme a Brian, la portavoce della sua coscienza.

Lois, da parte sua, è “l’uomo della casa”. È lei a salvare il marito dai guai e a convincerlo, almeno, a redimersi dai suoi “peccati”. È un’adorabile moglie, una perfetta casalinga e un’amorevole madre. La sua vita è anche costellata di scelte coraggiose: pur essendo figlia di due aristocratici, Lois ha deciso di sposare Peter – che ha conosciuto perché era bagnino della piscina della casa dei suoi genitori – nonostante il parere contrario dei suoi ed ha rinunciato anche alla sua eredità. Tutto questo per amore di Peter. Non lesina energie nel suo lavoro di casalinga – nonché di colonna portante della famiglia – e in quello di insegnante di pianoforte, lavoro, quest’ultimo, che svolge a casa per far quadrare il bilancio familiare. L’unico suo neo è che ha tradito Peter con l’allora Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

I figli non sono da meno del padre.

La sedicenne Megan, meglio conosciuta con il nome di Meg, è una ragazza sola, considerata brutta sia dai suoi amici sia dai suoi stessi genitori. Da qui nasce la sua ossessione nel voler modificare il suo aspetto, attraverso liposuzioni e interventi di chirurgia estetica. Peter, spesso, non riesce a ricordarsi il suo nome e non manca occasione in cui dubita persino di esserne il padre.

Chris, il cui nome completo è Christopher Cross Griffin, invece, è per tutto e in tutto la fotocopia di Peter. Grasso e indolente, come il padre, è spesso in conflitto con la sorella. È fondamentalmente un ragazzo paranoico, un adolescente con evidenti problemi di obesità, tonto e superficiale. Solo lui vede una scimmia cattiva che gli appare dall’armadio per fargli brutti scherzi. Il suo unico talento sembra essere il disegno, ma in questo viene scoraggiato dal padre, per cui comunque Chris nutre una vera e propria adorazione, manifestata dal nomignolo con cui quasi sempre lo chiama: “papone”.

Il più piccolo della famiglia è Stewie, che può essere considerato un personaggio principale al pari di Peter. Stewie ha un irrisolto complesso di Edipo e il suo obiettivo principale è uccidere la madre, considerata la fonte di tutti i suoi problemi, anche se spesso non disegna di manifestare affetto per la madre, soprattutto quando non è assente.

Uno dei temi portanti della serie consiste proprio nei tentativi del piccolo di casa Griffin di sopprimere Lois, molto spesso attraverso astrusi ordigni da lui stesso inventati. Anche se gli altri non possono sentirlo – tranne il cane Brian e i telespettatori -, Stewie parla e ragiona come un adulto.

Infine, c’è Brian, il cane parlante e miglior amico di Peter. Colto, elegante, raffinato, ma anche alcolizzato e – per un breve periodo, anche cocainomane -, Brian era un barbone prima di essere adottato da i Griffin. Oltre ad essere consigliere di Peter, è innamorato di Lois, anche se poi accetta di esserne solo un buon amico, ed è inoltre una sorta di tutore del piccolo Stewie.

Oltre ai Griffin la serie è ricca di personaggi secondari davvero surreali. Partiamo dai vicini di casa. Il più singolare è Glen Quagmire, pilota, ma anche pervertito sessuale, erotomane e interessato sessualmente a Lois. Ci sono poi i Swanson, comparsi per la prima volta nell’episodio Eroe non per caso (A hero sits next door, 1ACX05). La famiglia è formata da papà Joe, poliziotto paraplegico che – dopo iniziali diffidenze – diventerà amico di Peter; sua moglie Bonnie, incinta da sette anni per una strana sindrome, e il loro unico figlio Kevin, costretto a subire l’asfissiante corteggiamento di Meg.

Altri vicini di casa sono i Brown, una famiglia di colore composta dal capofamiglia Cleveland, da sua moglie Loretta e dal loro figlioletto Cleveland jr. Cleveland Brown è uomo mite e generoso, e secondo la moglie, poco stimolante. E sarà per questo che la moglie Loretta lo tradirà con Quagmire, separandosi di fatto dal marito. Il loro figlio Cleveland jr. è, invece, dotato di una straordinaria capacità: riesce in tutto quello che gli viene in mente di fare, ma allo stesso tempo non è costante nel portare avanti ciò che ha cominciato. Ancora, Mort Goldman il farmacista di Quahog, sua moglie Muriel e il loro figlio Neil che corteggia senza successo Meg

Tra i personaggi secondari ci sono anche i genitori di Lois, Carter e Barbara Pewterschmidt. Il padre, un ricco armatore, non ha mai visto di buon’occhio il matrimonio della figlia e odia Peter per averla trascinata in una squallida esistenza.

Ci sono poi i personaggi che fanno parte di Quahog, la città in cui vivono i Griffin. Si va dal sindaco Adam West, l’attore interprete di Batman nell’omonima serie degli anni Sessanta (doppiato in originale proprio dall’attore americano) a Diane Simmons , Tom Tucker e Tricia Takanawa, rispettivamente conduttori i primi due e inviata speciale la terza del telegiornale della tv locale, fino a Mr. Weed, il capo della fabbrica di giocattoli dove lavora Peter. Non mancano i criminali: Don Capace è il mafioso della città e Paulie il Lardelloso, suo nipote e braccio destro. Horace è, invece, il barista dell’Ostrica Ubriaca, il bar dove vanno a bersi una birra Peter e i suoi amici Cleveland, Quagmire e Joe.

Personaggi surreali sono, infine, La scimmia cattiva, una scimmia che solo Chris vede e che lo impaurisce sbucando dal suo armadio; Rupert, orsacchiotto gay di pezza con cui Stewie si confida, e la Morte, che compare ogniqualvolta muore qualcuno.

Infiniti sono i personaggi del mondo reale apparsi nella serie, da attori a politici, a sportivi, al cui lista sarebbe davvero lunga da fare. In questo, la serie rimanda al mondo reale per creare una sorta di empatia con lo spettatore e con la storia e la società americana.

Una passeggiata per Quahog

Springfield sta a I Simpson come Quahog sta a I Griffin. Che sia una delle 34 reali città americane di nome Springfield, o l’immaginaria Quahog (da pronunciare Kòag), cittadina del Rhode Island, lo scenario di una serie a cartoni animata è il “personaggio” in più, il classico dodicesimo giocatore in campo, per usare una metafora calcistica.

Nel caso de I Griffin, Quahog è l’immaginaria città del reale stato del Rhode Island, dove Seth MacFarlane, il creatore della serie, ha studiato animazione.

Ogni città ha il suo sindaco e ogni sindaco ha il suo municipio. Il sindaco di Quahog è il mitico Adam West, attore del telefilm Batman degli anni Sessanta, e il Quahog Town Hall è appunto il Municipio della città.

Leggenda vuole che la città fu fondata da Myles Musket “Parla-a-raffica”, un marinaio della colonia di Rhode Island che fu gettato in mare dai suoi compagni di viaggio perché “parlava in continuazione”. A salvarlo fu un’ostrica magica, che lo trascino sulla spiaggia, da cui nacque la città.

Ogni città ha le sue celebrità e nel caso di Quahog si tratta di Tom Tucker e Diane Simmons, annunciatori di Channel Five News. Quahog Channel 5 Studios e il nome degli studi della televisione locale, da dove gli anchorman presentano il telegiornale.

I Griffin vivono al numero 31 di Spooner Sreet, strada realmente esistente a Providence e proprio questa città pare sia stata presa come esempio per la creazione di Quahog. Spooner Sreet si trova in una tranquilla zona residenziale. Gli abitanti hanno preso parte all’annuale festival di Quahog, partecipando alla gara di mongolfiere nella parata per il “Giorno del Raccolto”. Gli abitanti di Spooner Street, con un eccellente lavoro di squadra, riescono a vincere l’ambito trofeo, ma il giorno dopo sparisce e tutti i vicini si accusano l’uno contro l’altro, facendo così degenerare la situazione. Cose che capitano al miglior vicinato.

Happy-Go-Lucky Toy Factory è un altro luogo importante per la città. Si tratta della ditta che costruisce giocattoli per bambini, dove lavora Peter. È stata diretta dal signor Weed, ma dopo la morte del proprietario dell’azienda Peter è stato licenziato e costretto a ripiegare su diversi lavori.

Non mancano i supermercati a Quahog e quello ufficiale è lo Stop ‘n’ Shop, ma per un po’ di tempo nella piccola cittadina ha aperto anche un megastore denominato Superstore USA, che ha letteralmente gettato nel panico i commercianti locali.

Il James Woods Memorial High School è la scuola di Meg, che come si intuisce dal nome è dedicata all’attore James Woods. La scuola è il luogo dove Meg vive una gran parte della sua vita e delle sue frustrazioni. La città decide ad un certo punto di cambiare il nome del liceo James Woods in liceo Martin Luter King Jr. e questo provoca la visita dello stesso Woods a Quahog, il quale diviene amico di Peter.

Il Brine è l’unico teatro di Quahog, dove è stato rappresentato lo spettacolo The King and I che ha visto Lois e Peter contendersi il ruolo di produttore.

Fuzzy Clam è il nome di un club per uomini è indovinate chi è uno dei più assidui clienti? Si, la risposta è giusta: Quagmire, il vicino erotomane dei Griffin.

Lo scenario più importante del cartone animato è sicuramente la casa. Qui si svolgono gran parte delle scenette familiari. Del resto I Griffin sono una sit-com e questo genere televisivo fa proprio della casa il suo habitat naturale. Le stanze del salotto e della cucina sono quelle privilegiate per inscenare litigi, o situazioni ai limiti dell’assurdo.

Quasi un film: La storia segreta di Stewie Griffin

Nel luglio del 2007, in un’intervista a Hollywood Report, Seth MecFarlane si è dichiarato possibilista sulla trasposizione sul grande schermo de I Griffin. La dichiarazione è stata fatta – e non a caso - in occasione dell’uscita del film su I Simpson. In attesa del salto della sgangherata famiglia dal piccolo al grande schermo, c’è da precisare che un film è già uscito su I Griffin, anche se solo in versione dvd. Si tratta di La storia segreta di Stewie Griffin (Stewie Griffin: The Untold Story, 2005) composto in gran parte dagli episodi Stewie B. Goode (4ACX05 ), Bango was his name oh (4ACX06) e Stu & Stewie’s excellent adventure (4ACX07).

Il film è uscito in America il 27 settembre 2005, ed in Italia il 23 maggio 2007.

La trama è incentrata fondamentalmente sul piccolo Stewie. Costretto da Peter e da Lois a prendere le lezioni di nuoto, Stewie incontra Brad. Jealous, il primo della classe di nuoto. Stewie decide di provare a fare meglio di lui in una gara, ma quasi annega nel tentativo, mentre Brad, come previsto, arriva al primo posto. Nel tentativo di uccidere il suo rivale, Stewie attrezza la sedia del bagnino con dinamite e attira sotto il povero Brad. Il detonatore dell’esplosivo di Stewie funziona male e quando la sedia salta, a soccombere sotto di essa è proprio Stewie. Stewie si sveglia “all’inferno” che si materializza in una stanza rossa di un hotel con una piccola televisione, dove Steve Allen[1], che tenta di sedurlo.

Il piccolo di casa Griffin decide che è giunto il momento per lui di cominciare ad essere più buono, altrimenti l’alternativa e finire all’inferno. Chiede così aiuto a Brian che gli consiglia di trovare qualcosa che lo induca a diventare più simpatico. Stewie trova nell’alcol quel qualcosa e diventa così alcolizzato. Brian è, così, costretto a farlo ubriacare così tanto da fargli passare la voglia di bere.

Stewie scopre però una cosa che lo fa letteralmente saltare dalla sedia: vede in tv un uomo identico a lui. Pensa che possa essere il suo vero padre e decide di andare, scortato da Brian, ad indagare. La verità è ancora più allucinante: l’uomo non è suo padre, ma se stesso proveniente dal futuro.

Con un piccolo stratagemma, Stewie si fa teletrasportare insieme all’uomo nel futuro e scopre che il suo se stesso è un fallito: non ha ucciso Lois e non ha conquistato il mondo. Vive in una casa squallida e a trentacinque anni non è mai andato a letto con una donna. È, in una parola, un uomo qualunque, impacciato e anche privo di umorismo. Il piccolo Stewie decide così di ritornare al suo tempo, per cambiare alcuni eventi che possono influire sul suo futuro.

Il film è ricco di divertenti situazioni, ma forse la cosa più delirante è il futuro della famiglia che il piccolo Stewie intravede: Peter e Lois finiscono in uno ospizio per anziani. Sua sorella Meg è diventata un uomo che si fa chiamare Ron, mentre suo fratello Chris fa il poliziotto ed è sposato con una donna che lo ha completamente sottomesso.

Un degno epilogo per la più allucinata famiglia della storia del cartone animato.



[1] Steve Allen, (New York City New York, 26 dice1)mbre 1921 - Encino California, 30 ottobre 2000), è stato un musicista e comico statunitense, riconosciuto come l’inventore del moderno Talk show televisivo.

Estratto da “http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Allen

I Griffin, anatomia di un irriverente cartoon - parte II

Ecco la seconda parte di un saggio sull’irriverente cartone animato I Griffin (Family Guy in originale) apparso nel volume che ho curato per Cagliostro E-Press nel 2007 dal titolo Con gli occhi di fuori - Guida non ufficiale alla famiglia Griffin. Qui potete leggere la prima parte.

La nascita di Family Guy

I Griffin andarono in onda, per la prima volta, il 31 gennaio 1999, dopo il XXXIII Super Bowl, praticamente l’evento sportivo – e quindi televisivo – più seguito d’America. L’episodio s’intitolava Soldi dal cielo (Death has a shadow).

La prima stagione era composta da soli sette episodi, mentre la seconda – che cominciò il 23 settembre del 1999, ne contava 22. Nonostante un certo seguito, la Fox sposto più volte la serie di orario e di giorno, spesso anche senza preavviso. Cosa che fece assottigliare anche lo zoccolo duro di spettatori che si era affezionato al cartoon e ne aveva rilevato l’originalità e freschezza nei contenuti e nel linguaggio. La terza stagione, che cominciò l’11 luglio 2001, era composta da 21 episodi, ma lo show era già stato condannato alla chiusura.

Alla fine della seconda stagione, la Fox annunciò infatti la cancellazione della serie. Da qui, in un certo senso, cominciò la fortuna de I Griffin. La reazione dei fan non si fece attendere: alla Fox arrivarono circa diecimila lettere di protesta, con la minaccia di boicottare il canale e le aziende che vi acquistavano spazi pubblicitari.

Tutte chiedevano a gran voce il ritorno della sgangherata famiglia, ma a dettare legge, in questi casi, sono i numeri dell’audience e, forse, anche la voglia di cancellare uno show non proprio ortodosso per il troppo puritano pubblico americano.

Nonostante questa decisione della Fox, le repliche sui canali TBS e Cartoon Network raggiungono indici d’ascolto notevoli, ma far cambiare idea al network sulla serie animata di MacFarlane furono le vendite dei Dvd, che in poco tempo raggiunsero cifre da capogiro: il cofanetto della prima stagione, diviso in due parti, vendette due milioni e duecentomila esemplari. Segno che la serie si era conquistato una larga fetta di telespettatori e che il passaparola fra i giovani era, forse, stata l’arma vincente contro i freddi numeri degli ascolti della Fox.

Nel marzo del 2004 fu annunciato che nuovi episodi erano in cantiere e che nel 2005 sarebbero andati in onda, cosa che puntualmente accadde il 1 maggio di quell’anno.

Il successo sorrise alla serie, tanto da farla diventare un cult televisivo in assoluto. Attualmente è in programmazione negli Stati Uniti la settima stagione, mentre in Italia sono usciti i Dvd delle prime cinque stagioni.

L’episodio pilota

Non si può non partire dall’episodio pilota per analizzare un cartoon che nel caso de I Griffin assolve pienamente alla sua funzione di “guida”, introducendoci nell’universo del cartoon.

Il plot di Soldi dal cielo (Death has a shadow) è incentrato su Peter che va ad una festa di amici e, pur promettendo alla moglie Lois di non alzare il gomito, si ubriaca, e, il giorno dopo, viene licenziato dalla fabbrica di giocattoli in cui lavora, perché ancora sotto l’effetto dell’alcol.

Nel frattempo il piccolo Stewie costruisce un avveniristico dispositivo per il controllo della mente che però gli viene strappato dalla madre Lois: da qui parte il desiderio del piccolo di uccidere la madre e, nel corso dell’episodio, tenterà più volte nell’impresa.

Peter decide di non rivelare alla moglie di essere stato licenziato, ma racconta tutto ai figli e al cane Brian. Su consiglio di quest’ultimo, chiede così aiuto alla previdenza sociale, ma per errore gli arriva settimanalmente un assegno di 150mila dollari e comincia a fare spese folli, raccontando alla moglie di aver avuto un aumento dal suo capo. Lois però, nel prendere la posta, scopre l’assegno che il marito sta ricevendo e s’arrabbia. Peter decide di farsi perdonare lanciando insieme a Brian i soldi ricevuti da un dirigibile durante il Super Bowl, ma vengono arrestati. Il capofamiglia dei Griffin viene così condannato a 24 mesi di prigione, ma Stenie, grazie al suo dispositivo per il controllo della mente, convince il giudice a non condannare il padre e a fargli riavere il lavoro alla fabbrica di giocattoli.

In questo primo episodio sono già condensati alcuni temi portanti, ma soprattutto vengono già messe in luce le caratteristiche dei personaggi principali e il tono della serie, nonché il suo linguaggio scurrile.

Dopo la sigla, la scena ci presenta la famiglia che si ritrova in cucina. È quasi ora di cena e Meg si lamenta perché ha le labbra troppo sottili e chiede alla madre di poter fare delle iniezioni di collagene. Lois spiega alla figlia che la maggior parte dei problemi del mondo nascono dalla mancanza di autostima. Stacco. Ci ritroviamo in una palestra, in cui uno smilzo Hitler non riesce a sollevare i pesi, mentre in un altro angolo della palestra un ebreo è forzuto e circondato da due belle ragazze che gli accarezzano i muscoli.

Quando Lois ricorda al marito che l’alcool lo mette sempre nei guai, Peter le risponde che si sta preoccupando per niente, ma la moglie gli ricorda a sua volta un paio di episodi che confermano le sue preoccupazioni e che rivediamo in flashback. Nel primo siamo in una chiesa, con il prete che racconta dell’episodio in cui Dio riempie di piaghe Giobbe e tra i fedeli c’è anche Dio (nella classica icona con tunica e barba bianca) che afferma “Detesto quando racconta questa storia”, mentre Peter fa la comunione con il vino e si ubriaca.

Chris alla notizia che il padre è stato licenziato, afferma: “Figo pa’, frantumi gli ingranaggi del sistema dal di dentro”, esprimendo così tutta la sua devozione nei confronti di Peter.

Peter non sa come dire alla propria moglie che è stato licenziato perché la sera prima si è ubriacato e allora appare in suo aiuto il classico piccolo diavoletto (lo stesso Peter vestito di rosso, con corna e coda) che gli dice: “Mentile. È consentito mentire alle donne, non sono persone come noi”. Quando Peter si gira dall’altra parte in attesa del consiglio dell’angelo, non lo trova, perché è rimasto bloccato nel traffico.

Brian, il cane parlante amico di Peter, gli propone la soluzione della verità: dire a Lois che è stato licenziato. Ma Peter risponde: “Cosa che non posso provvedere alla mia famiglia, che lei ha sempre ragione, che io non stavo davanti a quel carro armato davanti alla piazza di Tiananmen?”. In flashback rivediamo l’episodio del carro armato fermato da un singolo studente, durante la repressione della rivolta studentesca da parte del governo cinese. Accanto allo studente c’è anche Peter che però dichiara che voleva comprare solo dei fuochi artificiali.

Quando Lois scopre che Peter ha percepito un assegno di 150mila dollari dalla previdenza sociale, dimostra tutta la sua rabbia, ma il marito si giustifica dicendo che in fondo i soldi potrebbero essere utili per togliere dai tutti i guai in cui i figli potrebbero ficcarsi, esattamente come i Kennedy.

Quasi alla fine dell’episodio, ci ritroviamo in cucina con Lois e i suoi due figli grandi Meg e Chris. Quest’ultimo chiede alla madre: “Che cosa significa quando le ascelle ti prudono, colano e puzzano”. La madre risponde che significa che sta diventando un uomo, anche se spera non del tipo che sta fuori tutto il giorno e non chiama mai (il riferimento è ovviamente a Peter).

Episodi che ci introducono ai personaggi principali della serie.