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Dieci anni di Continuum

Con enorrme ritardo, segnalo che la rivista Continuum ha compiuto dieci anni di vita e che per l’occasione è stato varato un corposo numero per festeggiare l’evento. Voglio ringraziare l’amico Roberto Furlani - curatore della rivista - che mi ha coinvolto chiedendomi di scrivere un articolo sul rapporto tra la fantascienza italiana e il web. L’articolo si può leggere qui, e riporto un estratto dell’editoriale di Roberto. Aggiungo che Continuum, come ho detto nell’articolo, ha - insieme ad altre riviste del web, a cominciare da Delos Science Fiction - colmato quel vuoto che si era creato nell’informazione e approfondimento fantascientifico, tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, dopo la scomparsa delle riviste cartacee, come Robot, Aliens e altre.

Ecco l’estratto dell’editoriale di Roberto:

L’esigenza che ci ha spinto a fondare Continuum era quella di avere una rivista web di fantascienza (non di fantastico in genere, né di una nicchia in particolare come il cyberpunk o la space opera), completamente gratuita, ben curata e dove potessero convivere esordienti promettenti e firme illustri.
Il fatto che dopo dieci anni siamo qui a parlarne significa che l’opportunità è stata pienamente sfruttata, trasformandosi da occasione circoscritta dal punto di vista temporale e della visibilità a una realtà sufficientemente solida e importante da superare indenne lo scorrere di un lasso di tempo così lungo.
Continuum
oggi è una pubblicazione dall’identità ben delineata e riconoscibile, che si propone di dar spazio alla fantascienza in tutte le sue forme e manifestazioni (dalla narrativa alla cinematografia, passando per i convegni e i fumetti), non disdegnando di assumere talora una verve polemica o quantomeno una vivacità dialettica (si pensi per esempio a certi articoli di Calabrese o a certe recensioni di Ursini).

Roberto Furlani

Gli alieni sono fra noi, o quasi

Gli Alieni sono sulla Terra. Non è - molto in sintesi - la trama dell’ultimo romanzo o film di fantascienza di successo, tipo La Guerra dei Mondi di Spielberg, ma una notizia la cui fonte è nientepocodimenoche la Nasa, l’ente aerospaziale americano. Come dire: a volte la fantascienza supera la realtà, o se preferite il contrario.

Gli scienziati della Nasa si sono imbattuti in un microbo che ha quanto pare vive grazie all’arsenico e queste elemento chimico è incompatibile con la vita come la conosciamo sulla Terra, a cominciare dagli esseri umani. Non a caso, l’arsenico è usato in abbondanza nella letteratura gialla..

Il nostro amico microbo pare che sguazzi in fondo al Mono Lake, nel Parco Nazionale di Yosemite, in California, un lago ricco di arsenico. Se, quindi, si sono detti gli scienziati della Nasa, questo microbo vive nell’arsenico, allora ciò conferma, ovvero è una prova che potrebbe esistere nell’universo una forma di vita che sia completamente diversa da come la conosciamo noi, e quindi aliena.

La scoperta, infatti, rientra nella disciplina dell’Astrobiologia - ossia lo studio dell’origine, evoluzione e distribuzione della vita nell’universo - e pare destinata a segnare una svolta nello studio della vita fuori dalla nostra Terra.

Aspettiamo conferme, intanto non dobbiamo più scrutare il cielo, ma guardare in basso, molto in basso, al limite anche sotto le scarpe. È noto che molti microbi si annidano nei posti più strani.