L’innesco perfetto

Posted on Dicembre 7th, 2010 in Fantascienza, Micro, Proiezioni | 4 Comments »

Venerdì sera, grazie al patrocinio dell’esimio Moskatomika, ho avuto modo di vedere quello che è il film di fantascienza più originale che mi capita da diverso tempo a questa parte. Si tratta di Primer, del tuttofare Shane Carruth, ed è stata una piccola rivelazione. Alcuni di voi lo conosceranno già grazie al cineforum Fantafilm. Per gli altri, ne parlerò presto. Il tempo di riguardarmelo e di studiare a fondo gli schemini che consentono di tirarne i fili: qui sotto la versione light  per principianti e a questo link, invece, la versione estesa (via Keplero), solo per temponauti esperti.

Nelle nebbie del tempo: i servizi segreti temporali italiani di Lanfranco Fabriani

Posted on Ottobre 26th, 2010 in Fantascienza, Letture | No Comments »

Mariani è il vicedirettore dell’UCCI, l’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano, ed è naturale che venga svegliato nel cuore della notte quando il suo superiore, da tutti conosciuto semplicemente come il Vecchio, viene ricoverato d’urgenza per un infarto. Dal suo intervento dipende la sopravvivenza dell’ente, perché proprio con il direttore fuori dai giochi sembrano accumularsi i guai per l’Ufficio, alle prese con una Macchina del Tempo fuori serie misteriosamente apparsa a Genova qualche anno prima della scoperta dell’America, che ha messo in allerta i servizi segreti temporali di mezzo mondo. Mariani deve così affrontare una minaccia imprevista dal passato, destreggiandosi tra beghe di palazzo e manovre politiche, avvalendosi dell’unico ma solerte aiuto della sua assistente, Marina Savoldi.

Il riassunto delle righe che precedono non rende merito alla complessità del romanzo di Lanfranco Fabriani, come probabilmente il pezzo che segue non renderà merito della bravura del suo autore. Il problema è presto detto: ho avuto la fortuna di fare società con lui per il momento in due diverse e separate imprese fantascientifiche, quindi il sospetto che quanto sto per dire sia viziato da vincoli di amicizia può essere fondato. Ma come sanno bene quelli che mi conoscono, evito di parlare del lavoro degli amici in sedi “pubbliche” riservandomi di farlo a casa mia, dove si presume che chi entri sia anche interessato a sapere ciò che ho da dire: quindi non vedo nulla di male a farlo sul mio blog personale. Fine delle avvertenze.

Nelle nebbie del tempo (2005) è il secondo romanzo che Fabriani dedica ai suoi agenti temporali, dopo Lungo i vicoli del tempo (2002). Entrambi i titoli hanno vinto il premio Urania e questo secondo lavoro dedicato a Mariani, in particolare, merita di essere ricordato tra i romanzi più riusciti che hanno conseguito il riconoscimento. L’operazione imbastita da Fabriani si muove nei territori della commistione dei generi ma non è per nulla scontata, amalgamando una trama investigativa inserita in un contesto spionistico con le suggestioni e le potenzialità dei viaggi nel tempo. Impresa rischiosa, ma onorata da un risultato degno delle sue aspirazioni.

Se la trama funziona alla perfezione grazie all’alchimia dei protagonisti e dei loro caratteri, le cui dinamiche relazionali vengono dispiegate con tocco sapiente e accuratissime scelte di tempo, a destare forse la maggiore ammirazione è la profondità dello scenario tracciato dall’autore. Nel mondo di Mariani, la tecnologia dei viaggi nel tempo è tenuta sotto stretto controllo dal governo, o almeno questa è la pretesa che l’autorità cerca di esercitare attraverso la stretta del Comitato Parlamentare di Controllo sull’Attività dei Servizi Segreti, benché poi il Vecchio abbia sempre saputo ritagliarsi margini di autonomia per tessere i suoi disegni machiavellici nella trama degli eventi. Sotto la copertura dell’Ufficio per il Controllo Combustibili Inquinanti, l’Ufficio Cronotemporale esercita le sue attività di controllo e sorveglianza del tempo, prevenendo eventuali ingerenze nel corso degli eventi che si sono consolidati nella storia italiana e, se necessario, sventando attentati da parte di potenze estere particolarmente intraprendenti. Come se questo non bastasse, l’UCCI deve anche gestire le difficili relazioni con i cugini del SISDE e del SISMI, sempre segretamente interessati a impossessarsi del suo controllo per giocare qualche tiro mancino alla democrazia e alla storia della nazione.

È un lavoro duro, giocato sul filo del rasoio e con i nervi a fior di pelle, come se fosse una partita a scacchi. Ma è anche il lavoro perfetto per Mariani, la mente cinica e opportunista, e per Marina Savoldi, efficientissima ed intrepida esecutrice ma anche sua intima rivale. La competizione tra i due, non sempre rispettosa dei limiti della reciproca fiducia per quanto l’intesa finisca comunque per garantire sempre la ricomposizione di ogni frattura, assicura un brio costante per tutta la durata della narrazione. E il sospetto che dietro alle verità mostrate o di volta in volta rivelate si nasconda perennemente una trama segreta, contrassegnata da propositi occulti, mantiene alta la tensione come in ogni romanzo di suspense che si rispetti.

L’importanza strategica dell’UCCI si fonda su un’idea potentissima, che ho voluto definire, non senza una certa cordiale contrarietà da parte dell’autore in persona, “territorializzazione della storia”. Facciamo un passo indietro. Di servizi temporali nella storia della fantascienza se ne sono visti un certo numero: dall’Eternità di Isaac Asimov (1955) alla Pattuglia del Tempo di Poul Anderson (1955-60), fino alla Dr. Zeus Inc. portata in scena da Kage Baker nelle sue fortunate avventure della Compagnia del Tempo (1997-2007). Ma si tratta sempre di entità sovranazionali, quando non proprio sovratemporali, che vegliano sull’umanità dall’alto in virtù di superiori ideali o di – comunque superiori, sfuggenti – interessi. Con Fabriani forse per la prima volta ci troviamo di fronte a una statalizzazione dei cronoservizi: ogni Stato sufficientemente potente da permettersi una Macchina del Tempo si è dotato di un proprio Ufficio Cronotemporale Centrale. E malgrado il London Time Travel Treaty vieti espressamente il trasferimento nel Tempo di armamenti e attrezzature proibite, c’è sempre chi pensa che le regole siano scritte per essere violate: la nuova guerra fredda assume così connotati inediti. Le postazioni da difendere non sono punti strategici nello scacchiere geopolitico del pianeta, ma i nodi cruciali della storia, e ogni nazione sorveglia sui propri. Come può essere, per esempio, l’infanzia di Cristoforo Colombo, strettamente vigilata da una sezione dedicata dell’UCCI (Genova 1450), come pure da agenti americani intenzionati a non lasciare che la minima distrazione dei colleghi italiani comporti qualche spiacevole conseguenza per la storia USA.

Non sono più i confini di stato a dover essere piantonati, ma gli eventi salienti che hanno consentito a ciascun paese di trovarsi ad occupare la posizione che oggi occupano nel Tempo Reale. Perché, naturalmente, le ingerenze da parte di potenze rivali o semplici cani sciolti non mancano mai, come accade anche questa volta a Mariani e alla Savoldi costretti a vedersela addirittura con Berija, il potentissimo capo dell’NKVD, ovvero il Commissariato del Popolo per gli Affari Interni, e quindi della polizia segreta dell’epoca di Stalin, prima di cadere in disgrazia e finire fucilato.

Nelle nebbie del tempo, le sorprese non mancano. Inizialmente dosati con cura, col procedere della lettura i colpi di scena deflagrano in una sequenza mirabile di fuochi pirotecnici. Un’infilata che tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina e alimenta la trepidazione di leggere presto una nuova storia di ampio respiro dedicata all’Ufficio e ai suoi intrepidi, disincantati, ambiziosissimi agenti segreti.

Martin Mystère 311: L’orizzonte degli eventi

Posted on Ottobre 17th, 2010 in Fantascienza, Letture | 2 Comments »

L’esperimento del secolo va storto confermando le previsioni dei suoi oppositori e un buco nero minaccia di inghiottire il pianeta, provocando l’estinzione del genere umano. Questo il concept dell’ultimo numero della storica testata bonelli dedicata alle investigazioni sull’impossibile del Buon Vecchio Zio Martin, creato da Alfredo Castelli nel lontano 1982. Trattando di LHC e di buchi neri, e riportando per di più il titolo di uno dei miei racconti preferiti (nonché più apprezzati in giro, a quanto leggo), appena l’ho visto segnalato da un amico della Lista Yahoo! di Fantascienza ho provveduto a procurarmelo, tanto più che era da tempo che pensavo di rileggere qualche avventura del BVZM.

La storia di Paolo Morales si sviluppa in una progressione drammatica efficace che ha per obiettivo la fine - silenziosa, ma non per questo meno apocalittica - dell’umanità. Accettata la sospensione dell’incredulità sul punto di partenza, continuano a destare tuttavia qualche perplessità un paio di approssimazioni in cui la trama purtroppo inciampa: in particolare le modalità di recupero del minerale ultradenso dalla fascia asteroidale (a bordo di uno shuttle…) e l’arbitrarietà di posizionamento del buco nero (creato all’interno di ATLAS, Martin Mystère se lo ritrova tra i piedi mentre percorre un tunnel…). A risollevare il tenore della storia ci pensa la soluzione con cui la minaccia viene disinnescata, con l’idea di utilizzare il buco nero come una macchina del tempo per inviare nel passato un messaggio di avvertimento.

Essendomi ritrovato ad avere molto a che fare con i viaggi nel tempo negli ultimi mesi, è una trovata che - per quanto non originalissima - ho trovato particolarmente stimolante, nonché - perché no? - suscettibile di ulteriori sviluppi. In definitiva, se siete in cerca di una buona avventura per un’oretta di valido intrattenimento, questa storia potrebbe fare al caso vostro. Resta tuttavia raccomandato un approfondimento su ciò che LHC veramente fa e potrebbe fare, scopo per cui il blog del fisico renitente (che proprio su ATLAS lavora) vi viene in soccorso.

Evento Light 2010

Posted on Settembre 24th, 2010 in ROSTA | 3 Comments »

Stasera qui, per parlare con Lanfranco Fabriani di viaggi nel tempo e fantascienza.

Le sottili implicazioni temporali ed esistenziali di Rant Casey e della famiglia Shelby

Posted on Settembre 6th, 2010 in Connettivismo, Fantascienza, Letture | 2 Comments »

La lettura di Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey, romanzo di Chuck Palahniuk del 2007 (Rant in originale), solleva un’interessante catena di paradossi legati all’ipotetico sfruttamento dei viaggi nel tempo. Il gioco letterario è riconducibile al classico “paradosso del nonno”, topos classico della letteratura di fantascienza, ma Palahniuk ne fa un uso decisamente originale, sospinto dalla consueta verve e dal gusto per il bizzarro e il grottesco.

Questo libro è stata una delle letture più interessanti della mia estate, anche in virtù della sua natura di meccanismo narrativo da forzare per giungerne alla comprensione. Per fare ordine nei miei pensieri, riporto in questo post le mie riflessioni, una sorta di appendice alla recensione uscita su Fantascienza.com.

Personaggi e riferimenti

Visto il numero dei personaggi coinvolti, può tornare utile avere una lista di nomi a cui fare riferimento per sbrogliare la matassa. Quindi eccone un elenco di immediata consultazione:

Buster Casey, detto “Rant”
Chester Casey, padre di Rant
Green Taylor Simms, alias di Charlie Casey
Irene Shelby in Casey, madre di Rant
Esther Shelby, madre di Irene e nonna di Rant
Hattie Shelby, madre di Esther e nonna di Irene
Bel Shelby, madre di Hattie e nonna di Esther
Echo Lawrence, ragazza di Rant
Shot Dunyun, party crasher
Tina Qualcosa, party crasher e speaker radiofonica

I riferimenti alle pagine e i brani riportati a scopo di esempio sono tratti dall’edizione 2010 del volume pubblicato nella Piccola Biblioteca Oscar della Mondadori, traduzione di Matteo Colombo.

Read the rest of this entry »

Easy travel to other times

Posted on Agosto 16th, 2010 in Fantascienza, ROSTA, Transizioni | 5 Comments »

Light è un evento annuale organizzato dal CNR, in occasione del quale i ricercatori italiani incontrano un pubblico di curiosi per esplorare e far scoprire gli aspetti più variegati della loro attività. La notte dei ricercatori è un pretesto per stimolare questa curiosità e nutrirla, fino magari a coltivare gli scienziati in erba che saranno la radice delle scoperte di domani.

Dal momento che è ormai acquisito che la macchina del tempo è meno facile da realizzare del teletrasporto, mentre di quest’ultimo argomento si occuperà un divulgatore di professione, serio e bravo (come il direttore responsabile de Le Scienze Marco Cattaneo), a parlare dei viaggi nel tempo sono stati convocati due scrittori di fantascienza: Lanfranco Fabriani e il sottoscritto. Ringraziando Leo Sorge per la gentile proposta e il comitato organizzatore per averla assecondata, vi diamo appuntamento al Planetario di Roma la sera del 24 settembre 2010 e vi rimandiamo al ricco programma di Light ‘10. Enjoy!

Cenere alla cenere

Posted on Agosto 1st, 2010 in Connettivismo, Fantascienza, ROSTA | 6 Comments »

Il racconto è su Carmilla. Per riepilogare i contributi pubblici che hanno reso possibile la sua stesura, vi rimando alle precedenti puntate: 1 e 2. Grazie a tutti quanti hanno voluto fornire la loro testimonianza e il loro apporto all’iniziativa e a Valerio Evangelisti per aver apprezzato il risultato finale.

Cenere alla cenere: indietro al 1980

Posted on Luglio 17th, 2010 in Connettivismo, Fantascienza, Graffiti | 16 Comments »

La gestazione del racconto si è conclusa. Come scrivevo ai molti amici con cui negli ultimi giorni abbiamo sviluppato un intenso scambio di e-mail, è stata un’esperienza a dir poco straordinaria. E il merito è di tutti quelli che hanno offerto il loro contributo, in forma di ricordi, sensazioni, informazioni, correzioni, consigli, editing, al fine di dispiegare e sintonizzare il mood di quei giorni. Il risultato è un “racconto totale”, un viaggio nel tempo in cui spero che ognuno di voi troverà incastonata una scheggia del proprio 1980.

In ordine rigorosamente alfabetico, e nella speranza di non dimenticare nessuno, devo ringraziare: Mauro Appiani, Sandro Battisti, Simone Conti, Lanfranco Fabriani, Fernando Fazzari, Paolo Frusca, Francesco Gallo, Alessio Lazzati, Marco Moschini, Michele Nigro, Gabriele Paradisi, Alberto Priora, Salvatore Proietti, Giorgio Raffaelli, Giampaolo Rai, Alessandro Reineri, Paolo Trubiano. A un livello diverso, devo riconoscere i miei debiti di gratitudine ancora una volta verso Dick (desideravo scrivere questo racconto da quando ho letto per la prima volta Noi, temponauti su una vecchia copia del n. 15 di “Robot”, acquistata nel 2007 dal mio pusher di fiducia di materiale storico Andrea Jarok) e David Bowie (il titolo è un omaggio esplicito a Ashes to Ashes, che è anche il titolo dello spin-off di Life on Mars, una delle poche serie TV per cui ho davvero un culto).

Seguiranno maggiori informazioni - appena ne avrò - sulla pubblicazione del racconto: chiunque volesse dargli una lettura nel frattempo non deve far altro che chiedere. Intanto, grazie agli stimoli musicali e ai consigli di ascolto forniti da Salvatore Proietti, Cenere alla cenere ha anche una sua soundtrack, che potete ascoltare su YouTube cliccando qui.

Ancora una volta: grazie a tutti!

1980: una ricostruzione d’ambiente

Posted on Luglio 9th, 2010 in Connettivismo, Criptogrammi, Graffiti | 42 Comments »

Starei scrivendo un racconto ambientato nel 1980 (di cui al momento non dico altro), se non mi trovassi poi la sera impegolato in lunghe sessioni di ricerca e documentazione per ricostruire l’ambiente di quell’epoca. Il 1980 è stato un anno cruciale nella storia d’Italia e questo lo sappiamo: la strategia della tensione, il calcio scommesse, Ustica, la strage di Bologna, la cassa integrazione FIAT e la marcia dei quarantamila, la banda della Magliana che imperversa a Roma e la mafia che colpisce in Sicilia, la P2 che minaccia il Paese, il concerto di Bob Marley a Milano e il Terremoto dell’Irpinia. Di timeline la rete abbonda (da Wikipedia a Anni ‘70) ma non è questo che mi interessa davvero.

Mi piacerebbe in effetti avere qualche impressione di prima mano da parte di chi quell’anno lo ha vissuto, da bambino, da ragazzo o da adulto. Sono interessato ai piccoli dettagli, ai particolari anche insignificanti di quell’epoca - meglio, ma non necessariamente, se cancellati poi dalla trama del mondo con lo scorrere del tempo. Qual era il panorama che si vedeva sulle strade e quali modelli di auto dominavano il quadro? Quali stazioni di servizio e quali insegne campeggiavano sulle pompe di benzina? Che musica veniva riversata fuori dai juke-box nei bar e quali liquori era frequente vedere serviti nei bicchieri degli avventori? Fate voi, pensando a tutti quegli elementi che, in definitiva, vi sembrano necessari per rievocare lo Zeitgeist di quell’anno, magari da angolazioni oblique. Quegli elementi che non è facile trovare se non scavando nelle pieghe della rete o della nostra memoria, ma che risultano fondamentali per ricreare il mood di una stagione della nostra vita, perché lì dentro - in qualsiasi riproduzione artificiale del 1980 - non possono assolutamente mancare.

Sto chiedendo in prestito le vostre sensazioni personali, i simboli che quell’anno vi ha lasciato attaccati addosso, la vostra fotografia privata (rielaborata da questi trent’anni che ci sono stati in mezzo, anche la nostalgia è parte integrante del gioco) depurata dalla filigrana dell’iconografia prevalsa grazie alla logica dell’amarcord di massa. Credo che un esperimento di questo tipo possa portare a esiti interessanti, oltre che arricchire notevolmente l’esperienza della mia scrittura. Non che cambi niente, ma il racconto è un racconto di fantascienza. Se vi va di contribuire, lo spazio dei commenti è a vostra disposizione. Grazie a tutti!

Dal futuro

Posted on Marzo 27th, 2010 in Fantascienza, Letture, ROSTA | 1 Comment »

Cos’è il futuro? A chi me lo chiedesse, risponderei piuttosto candidamente: un punto di vista. Nient’altro. Ci sono prospettive privilegiate per esaltare gli aspetti del mondo in cui viviamo che più ci interessano o ci stanno a cuore, e dal punto di vista del tempo il futuro riesce ad abbracciare in sé il massimo spettro di possibilità. La sua efficacia narrativa risulta dalla capacità di cui di volta in volta dà prova l’autore nello storicizzare il presente, visto attraverso queste lenti deformanti.

Questa riflessione si sposa alla perfezione con la lettura dell’ultima novella di Robert Reed tradotta in Italia: La verità, finalista al premio Hugo 2009. Sono rimasto travolto dalla lettura di quest’opera al punto da non potermene separare fisicamente. Trascinato, ne ho scorso le pagine con un’unica destinazione: la fine - o meglio, le possibili fini. A mio modesto parere, Reed ha scritto un capolavoro ricco di spunti di riflessione sul nostro presente e sul nostro comune, recente passato. Con l’avvertenza di saltarla a pie’ pari per evitare spoiler, vi segnalo la mia recensione su Fantascienza.com.

Intanto - qualcuno di voi se ne sarà già accorto - su invito di Mark sono tornato ad aggiornare la mia libreria su Anobii. Per il momento gli scaffali sono ancora parziali e incasinati come quelli delle mie due biblioteche (a 800 km di distanza l’una dall’altra) ma dopo una settimana di applicazione siamo già alla catalogazione di 656 volumi e dovremmo essere a circa il 90% della libreria. E’ un inizio. Ma il punto che si riallaccia al titolo di questo post è il seguente: quanto può essere rivelatore dell’esperienza della lettura di un libro il suo ricordo, alla luce degli anni che passano? A mio giudizio il ricordo è un’indice molto più attendibile di tanti altri metri di valutazione. Nella trama delle nostre giornate, la lettura finisce inevitabilmente invischiata nell’esperienza e nell’umore del momento, cosicché ricollocare temporalmente una lettura è un discorso che si allaccia strettamente alla ricostruzione delle circostanze che all’epoca portarono alla maturazione di un determinato giudizio. Questo lavoro di catalogazione funge un po’ da filtro per smussare tutte le oscillazioni contingenti, legate esclusivamente al presente e quindi ai fattori al contorno della lettura.

Anche per questo trovo il servizio messo a disposizione da Anobii estremamente utile. Il proposito è di continuare a tenere aggiornata la libreria man mano che le letture procederanno e vedremo se saprò mantenere la promessa. Chi è curioso, può trovarmi qui.