Ancora sul commercio interstellare

Posted on Ottobre 19th, 2008 in Accelerazionismo, Futuro, Transizioni | 1 Comment »

Stamattina mi sono sprofondato nella lettura del citato articolo del premio Nobel 2008 per l’economia, scritto dall’allora 25enne Paul Krugman ai tempi assistente a Yale. Ricco di spunti e di suggestioni, The Theory of Interstellar Trade si propone di estendere la teoria del commercio interplanetario a uno scenario interstellare e si concentra prevalentemente sulla questione seguente: come dovrebbero essere calcolati gli interessi sulle merci trasportate a velocità prossime a quelle della luce? La sottigliezza del problema è connessa alla flessibilità delle scale temporali: a velocità relativistiche, il transito sembrerà durare meno a un osservatore in viaggio con le merci che a un osservatore stazionario, solidale con il sistema di riferimento inerziale che accomuna la partenza e la destinazione del trasporto. Krugman ricava una soluzione al problema e, parole sue, fornisce “due teoremi inutili ma veri”.

Per quanto divertimento riuscì a procurargli, questo studio non fu del tutto ozioso: andò infatti a inserirsi in un filone esile ma particolarmente radicato in quegli anni, che passava per le proiezioni delle dinamiche del commercio interregionale e internazionale su scenari interplanetari (J. Frankel, “Is There Trade With Other Planets?”, processed, International Monetary Fund, 1975) e per l’analisi delle prospettive dell’uso dello spazio nell’ambito dell’approvvigionamento energetico e della colonizzazione (G. O’Neill, “The High Frontier”, 1976). Ma è lecito attendersi che, col tempo, si possa assistere a una vera e propria riscoperta di questi lavori così poco canonici.

Le complicazioni del viaggio interstellare rendono la teoria del commercio interstellare completamente diversa dal commercio interplanetario, così Krugman decide di affrontarle servendosi dei principi base della massimizzazione del profitto e del costo-opportunità. Quest’ultimo misura il costo del mancato sfruttamento di una opportunità di investimento: a titolo di esempio, le opportunità perse mentre si è impegnati nello svolgere una certa attività. Nella scelta delle strategie, la valutazione del costo-opportunità è fondamentale, perché tiene conto di tutte le risorse non monetizzabili, come per esempio il tempo. E il tempo riveste un ruolo di primo piano, quando si ha a che fare con transiti spaziali della durata di diversi anni.

Chiarite le premesse, le tre sezioni del saggio sono così articolate: fondamenti della relatività di Einstein utili alla successiva analisi; applicazione del modello all’analisi del commercio interstellare dei beni; ruolo dei movimenti interstellari di capitale. Krugman mette in evidenza che, “mentre l’oggetto di questo articolo potrebbe sembrare insulso, l’analisi ha un significato concreto.” Si tratta per cui di “un’analisi seria di un argomento ridicolo, che sicuramente è il contrario di quanto solitamente accade in economia”. I due teoremi di cui si accennava sopra vengono derivati con rigore.

Il Primo Teorema Fondamentale del Commercio Interstellare afferma che:

Quando il commercio ha luogo tra due pianeti in un comune sistema inerziale, i costi di interesse sui beni in transito vanno calcolati usando il tempo misurato con l’orologio del sistema comune, e non con l’orologio nel sistema di riferimento dell’astronave da carico.

Il Secondo Teorema Fondamentale del Commercio Interstellare invece viene così enunciato:

Se esseri senzienti potessero mantenere asset su due pianeti nello stesso sistema inerziale, la competizione equalizzerebbe i tassi di interesse sui due pianeti.

Combinando i due teoremi, ci accorgiamo di avere gli strumenti necessari per una teoria del commercio interstellare. I viaggi commerciali interstellari possono essere considerati alla stregua di investimenti, da valutarsi a un tasso di interesse che sarà comune ai diversi pianeti. Ovviamente Krugman proietta nello spazio siderale l’esperienza e i principi che regolano il funzionamento dell’economia terrestre. Una possibile alternativa a questo scenario è rappresentata dalla diffusione di un sistema agalmico e dall’affermazione di una società cooperativa come conseguenza della marginalizzazione della scarsità.

L’economia su scala interplanetaria e interstellare è stata considerata in molti titoli di fantascienza, dai classici I mercanti dello spazio di Frederik Pohl e Cyril M. Kornbluth (spietata critica al capitalismo e alla pervasività della pubblicità, datato 1953) e Dune di Frank Herbert (che porta invece in scena un neofeudalesimo interplanetario, la cui prosperità si regge sulla disponibilità di una potentissima droga, il melange) ai più recenti cicli di Iain M. Banks (la cui Cultura è una società utopica di stampo anarchico) e Ken MacLeod (per esempio con la serie della Rivoluzione d’Autunno). Su queste pagine ci siamo già soffermati su L’Era del Flagello di Walter Jon Williams, mentre altrove abbiamo parlato dell’agalmia nelle pagine di Accelerando e L’alba del disastro di Charles Stross.

Il futuro è lì davanti a noi. Solo il tempo - come arguisce Krugman in chiusura del suo articolo - saprà dirci se lo spazio si rivelerà l’Ultima Frontiera dell’economia umana. E, eventualmente, in che senso.

[Le illustrazioni sono, in ordine, di Giorgio Raffaelli, Memories of the Space Age - 2 e 1, e di Owen Fitzpatrick, Space Station Visual.]

Teoria del commercio interstellare

Posted on Ottobre 16th, 2008 in Accelerazionismo, Fantascienza, Futuro, Transizioni | 4 Comments »

Nei primi giorni di vita di questo blog vi segnalavo l’articolo Against the Empire del serbo M.M. Cirkovic, che indagava le possibili evoluzioni delle società post-biologiche. Se qualcuno allora poteva averla considerata una curiosità un po’ bizzarra, adesso sarà felice di sorprendersi ancora di più apprendendo che il premio Nobel per l’economia 2008 Paul Krugman, nel 1978 - approfittando, come confida lui stesso dalle colonne del suo blog, di una parentesi nella fretica vita di assistente universitario - produsse un ancor più curioso articolo dedicato alla Teoria del commercio interstellare.

Lo scopro grazie a Strategie Evolutive. E anche se il link punta ancora a una pagina morta (chissà che qualcuno non abbia voluto rimuoverlo per un tardivo soprassalto di pudore), suona fin dal titolo interessante. Speriamo solo che il PDF venga ripristinato il prima possibile.

Aggiornamento [ore 21.06]: Il link ha ripreso a funzionare. Articolo scaricato e inserito in coda di lettura.

[L'immagine è tratta da Valerian e ritrae la stazione spaziale Punto Zero.]

Semantica delle immagini

Posted on Ottobre 13th, 2008 in Connettivismo, Futuro, Sezione π², Transizioni | 2 Comments »

Cyberspazio. Un’allucinazione consensuale condivisa ogni giorno da miliardi di operatori legittimi, in ogni nazione, insegnando ai bambini concetti matematici [...] Una rappresentazione grafica di dati ricavati dalle memorie di qualsiasi computer e inviata al “sistema uomo”. Impensabile complessità. Linee di luce distribuite nel non-spazio della mente, ammassi stellari e costellazioni di dati. Come luci di città che si allontanano.

William Gibson - Neuromante,
(Neuromancer, 1984)

 

Una delle applicazioni più interessanti e utili del Web Semantico promette di essere la facilitazione delle ricerche in rete. Oggi i motori di ricerca si basano sull’esplorazione degli URI (Universal Resource Identifier) indicizzati in un database (e degli URI a loro volta contenuti in questi documenti) da parte di agenti (crawler, o spider, o bot) e sulla catalogazione dei risultati. Il meccanismo, come tutti avremo imparato a nostre spese, non sempre fornisce i risultati sperati, nel senso che molto spesso si rende necessario un affinamento (automatico o manuale) da parte dell’utente per scovare nell’elenco dei risultati l’informazione a cui si è effettivamente interessati.

Il Web Semantico, ideato dall’inglese Tim Berners-Lee (uno dei fondatori del World Wide Web), prospetta un superamento dei limiti degli attuali meccanismi di ricerca, mettendo in campo degli agenti intelligenti in grado di contestualizzare l’informazione, rendendo quindi più attendibili e affidabili i risultati. Definito come “l’insieme di formati e linguaggli che trovano e analizzano dati sul Web, permettendo [agli utenti] di comprendere tutti i tipi di informazioni utili in rete” (citazione da: Il Web Semantico in azione, su Le Scienze n. 474, febbraio 2008), questa ridefinizione dell’architettura della rete basa il suo funzionamento “su alcuni blocchi costituiti, a loro volta, da numerosi formati e linguaggi che ampliano le analoghe tecnologie software che permettono al Web stesso di funzionare”.

Ne parlo perché ho voluto ritagliare al Web Semantico (o a qualche sua estensione futura) un piccolo ruolo in Radio Karma, sul quale mi accingo a tornare al lavoro per una nuova revisione, e mi ha quindi colpito questa notizia apparsa proprio sul sito web delle Scienze, su un nuovo approccio statistico messo a punto dai ricercatori della Penn State University (chiamato ALIPR, da Automatic Linguistic Indexing of Pictures in Real-Time) che promette di rivoluzionare la ricerca di immagini. ALIPR si basa sull’apprendimento del software a riconoscere le informazioni utili ricavandole direttamente dalle immagini, partendo da un set di addestramento. Un meccanismo molto simile a quello adottato dalle reti neurali nell’ambito del riconoscimento (la cosiddetta pattern recognition), che potrebbe stravolgere il nostro utilizzo della rete.

Ho fatto un sogno riguardante il Web… ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il Web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli. Ho sempre immaginato lo spazio dell’informazione come una cosa a cui tutti abbiano accesso immediato e intuitivo, non solo per navigare ma anche per creare. [...] Inoltre, il sogno della comunicazione diretta attraverso il sapere condiviso dev’essere possibile per gruppi di qualsiasi dimensione, gruppi che potranno interagire elettronicamente con la medesima facilità che facendolo di persona. Nella seconda parte del sogno, la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer. La “Rete Semantica” che dovrebbe renderlo possibile deve ancora nascere, ma quando l’avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l’ispirazione e l’intuito. Finalmente, si materializzeranno quegli “agenti” intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo.

Tim Berners-Lee - L’architettura del nuovo Web,
(2001, pp. 139-140)

Risorse web correlate:
Oz Blog sul web 3.0 (dalla stessa fonte arriva lo schema rappresentativo del funzionamento del Web Semantico)
• Una serie di slide di Wayne MacPhail, per illustrare i principali tools e concetti del web 2.0 (via SegnaleZero).
La Rete, il futuro (28-10-2008)
Anytime, Anywhere (25-06-2008)

[L'immagine di apertura è tratta da Ghost in the Shell - Stand Alone Complex (2002).]

Verso una Civiltà di Tipo I

Posted on Settembre 2nd, 2008 in Postumanesimo, Transizioni | No Comments »

Energie rinnovabili e nucleare, rivoluzione dell’economia e volontà politica sono gli ingredienti della ricetta che secondo Michael Shermer potrebbe consentirci di spiccare il balzo verso una Civiltà di Tipo I sulla scala di Kardashev. Un mio commento al suo articolo apparso il 22 luglio scorso sul Los Angeles Times è uscito oggi su Fantascienza.com.

A voi per un feedback.

Welcome back, in the wake of the Singularity…

Posted on Agosto 25th, 2008 in Accelerazionismo, Connettivismo, Fantascienza, Futuro, Postumanesimo, ROSTA | 1 Comment »

Di ritorno ieri dalla frontiera meridionale, vengo proiettato oggi nel futuro dalle news di Fantascienza.com. Il S*ommo riprende da Engadget alcune previsioni lanciate da Justin Rattner, responsabile della ricerca in casa Intel, a margine di un convegno interno della compagnia. Nella scia di Gordon Moore, insomma, gli uomini chiave dell’azienda californiana continuano a gettare gli occhi lontano. Rattner intravede in tecnologie WREL (wireless resonant energy link), microrobot programmabili e pattern recognition i tre settori chiave di una rivoluzione imminente. E nel giro di quarant’anni il divario tra uomo e macchina potrebbe venire colmato.

Anche se non condivide la natura empirica della celeberrima legge di Moore, lo sguardo che Rattner getta nel futuro è di quelli capaci di mantenere vivo un sogno. Torneremo a parlarne presto, da un’ottica fantascientifica (letteraria, cinematografica e non solo), sulle pagine di Delos SF.

Stay tuned!

Fantascienza: un tentativo di definizione

Posted on Agosto 18th, 2008 in Agitprop, Connettivismo, Fantascienza, Psicogrammi | 1 Comment »

[Pubblicato sullo Strano Attrattore 1.0 il 29-07-2007.]

Sulla scorta di quanto detto e riportato nei giorni scorsi, mi avventuro nella mia definizione. Se avrete l’impressione che questa rimastichi le altre - ben più illustri - definizioni, la vostra impressione sarà corretta. Nulla si inventa e nulla si distrugge, come vedremo tra poco… Ma si tratta, come sempre, di un’ipotesi. E nulla è definitivo.

La fantascienza è la letteratura del mutamento, del possibile e del superamento. Mostra come, cambiando alcuni parametri della nostra realtà (società, storia, tecnologia), potrebbe diventare o avrebbe potuto essere il nostro mondo. E siccome il mutamento è al centro di ogni storia della letteratura che valga la pena leggere, il fatto che il mutamento sia la premessa per una storia di fantascienza rende automaticamente il genere una meta-letteratura, che si interroga sul mondo, sull’uomo e sul loro destino. La fantascienza è l’ultima frontiera dell’avanguardia culturale, artistica e civile. Un passo letterario verso l’escatologia.

Se qualcuno si sta chiedendo il perché della copertina di Babel-17… be’, parafrasando Mick Jagger potrei dire che “se cercate un altro nome per la fantascienza, potete chiamarla Samuel R. Delany“: ne incarna la quintessenza (avventura, speculazione, indagine sociale, sperimentazione, nostalgia del futuro e traslazione storica, tutto), quindi, avendo superato la prova dei dati preliminari, la mia ipotesi non può che essere smentita da una futura controprova. A voi il divertimento di scovarla…

E il connettivismo? Nei giorni scorsi, nella Lista di Fantascienza di Yahoo! Gruppi, azzardavo che:

Il connettivismo è un tentativo di coniugare l’indagine sociale con la speculazione scientifica, l’estrapolazione tecnologica e l’alternativa storica, realizzando una ideale fusione tra tradizione umanistica e attualità scientifica.

Ma, in fondo, c’è anche una definizione un po’ più larga, venuta fuori ad Anghiari:

Il connettivismo è la fantascienza degli scrittori nati nel tempo di internet.

Bologna 2008: An Inner Space Odyssey

Posted on Luglio 30th, 2008 in Fantascienza, Proiezioni | 1 Comment »

Credo che lo spettacolo che ci si è presentato davanti domenica sera (al vostro affezionatissimo e al Compagno Fernosky), grosso modo verso le 21.30, in quel di Piazza Maggiore a Bologna, avrebbe lasciato attonito qualunque appassionato di fantascienza. Che Stanley Kubrick fosse oggetto di culto per folte schiere di cinefili e cineamatori era un dato già acquisito, ma che un film criptico come 2001: Odissea nello Spazio richiamasse abbastanza curiosi da riempire il cuore della città era un evento su cui non mi sarei sentito di scommettere. Eppure, l’improbabile si è realizzato.

Domenica sera alcune migliaia di spettatori hanno avuto il piacere di assistere alla proiezione su maxischermo e con adeguato accompagnamento sonoro di questo capolavoro misterioso del cinema del Novecento. Il perché di quel ”misterioso” è presto detto: tutti ne hanno sentito parlare o ne parlano a loro volta, ma quanti hanno davvero avuto la tenacia di arrivare all’ultimo fotogramma? Personalmente, si è trattata della mia terza (o quarta al massimo) visione integrale del film, pur avendone sbocconcelatto a più riprese scene e sequenze. Sarà che solo le pietre miliari dell’arte riescono a suggerire a ogni nuova fruizione nuovi spunti di riflessione e approfondimento, ma anche questa volta è capitato che, in corso di visione, nuove possibilità dissipassero vecchi dubbi e altre domande prendessero il posto delle precedenti incertezze.

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L’orizzonte postumano

Posted on Luglio 22nd, 2008 in Accelerazionismo, Connettivismo, Postumanesimo, Psicogrammi | 1 Comment »

[Pubblicato sullo Strano Attrattore 1.0 il 18-03-2007. Avvertenze: il romanzo di cui facevo menzione all'epoca, al momento in cui scrivo si è concretizzato "solo" nel racconto Stazione delle maree, pubblicato sull'iterazione 08 di NeXT. E' una storia lunga, che si ricollega per lo sfondo a Orizzonte degli eventi e, quindi, all'altro progetto che ho ripreso in questi giorni. Non è morto ciò che in eterno può attendere, ribadivo poco tempo fa e quindi, in attesa di riprendere anche quel progetto, mi accingo a mettere on-line il racconto per l'estate. Pazientate solo qualche giorno ancora. L'articolo che menziono in chiusura di post, invece, è uscito sia su Next che su Divenire.]


Cieli postumani in una elaborazione di IguanaJo.

Negli ultimi giorni mi sono ritrovato a riflettere spesso sugli scenari che potrebbero spalancarsi all’orizzonte dell’uomo dopo la Singolarità. Il primo input è arrivato da Vernor Vinge, che in una recente lezione tenuta lo scorso 15 febbraio ha preso in esame possibili alternative alla Singolarità Tecnologica, da lui stesso concepita nel 1993.

Le soluzioni prese in considerazione dal grande autore e matematico americano sono principalmente tre: 1. un ritorno alla follia, con cataclisma globale - tipicamente un inverno nucleare, vista la situazione politica internazionale ancora il più plausibile e concreto degli ostacoli che si frappongono tra l’umanità e il futuro - con conseguente estinzione di massa; 2. una nuova età dell’oro, resa possibile da una brusca ma non violenta compensazione tra bisogni dell’uomo e risorse della Terra - qualcosa del tipo di un arresto della crescita demografica a cui si accompagni uno sfruttamento più efficiente delle risorse energetiche - che combinata alla presa di coscienza che “più gente felice è una situazione preferibile a poca gente felice” permetta l’emulazione degli effetti della Singolarità sul lungo periodo (ovvero spalmandola su 20-50mila anni); 3. la ruota del tempo, uno scenario molto attendibile fondato com’è sulla natura dinamica dell’ecosistema Terra e sulla consapevolezza che la tecnologia può causare terribili distruzioni, che conduce quindi a una successione ciclica di disastri e ricostruzioni combinando gli esiti dei due scenari precedentemente illustrati.

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Quando la simmetria s’infrange

Posted on Luglio 20th, 2008 in Letture, Psicogrammi | 1 Comment »

[Pubblicato sullo Strano Attrattore 1.0 il 25-01-2007. Immagine da Fantastic-Fractals.com.]

Uno dei passi più illuminanti letti su Le leggi del caos, del famoso scienziato belga di origine russa Ilya Prigogine (premio Nobel della chimica nel 1977 per i suoi studi sull’irreversibilità, il caos e le strutture dissipative, ovvero lontane dall’equilibrio), traccia un suggestivo parallelo tra i macrosistemi di particelle e le dinamiche sociali. Il libro è un volumetto agile e folgorante, che abbaglia con la lucidità della speculazione scientifica spinta alle sue conseguenze estreme. Per questo mi sento di consigliarlo a tutti.

Nel capitolo settimo tocca il culmine l’illustrazione dell’irreversibilità e la suggestiva ipotesi delle rotture di simmetria che spezzano stocasticamente l’evoluzione altrimenti deterministica di un dato processo. Lascio parlare il sommo scienziato, che di sicuro saprà essere più efficace e chiaro di me.

Ogni sistema formato da molte particelle, come un gas o un liquido, è percorso da questo flusso di correlazioni. Si può persino considerare che questo sia il modo di invecchiare del sistema. Le correlazioni inglobano una quantità sempre crescente di particelle. può venire in mente una analogia: due amici si incontrano e conversano tra loro; poi uno riparte per una città e l’altro per un’altra, ma rimane comunque la memoria del loro incontro. Ognuno di loro incontra via via altre persone e l’informazione contenuta nella conversazione iniziale si propaga in seguito a incontri successivi. In questo caso abbiamo come la comparsa di un secondo tempo non legato alle molecole individuali, né ai singoli individui, nell’esempio appena citato, ma alle relazioni tra le molecole, o tra le persone della nostra analogia esemplificativa.

E ancora:

Mi sembra che l’idea di un tempo legato al livello statistico e più precisamente all’evoluzione delle correlazioni abbia una chiara portata intuitiva. Se prendiamo come oggetto di paragone la società umana e poniamo a confronto la società dell’era neolitica con quella attuale, non è tanto il fatto che gli uomini presi individualmente siano diversi, più o meno intelligenti: piuttosto sono le relazioni tra gli individui che hanno subito un radicale cambiamento. Indubbiamente anche la nostra società invecchia, ma più rapidamente della società neolitica, perché i mezzi di municazione si sono amplificati e quindi la dinamica delle correlazioni sociali ha subito un’enorme accelerazione.

Bagliori di Singolarità, all’orizzonte.

Qualche anticipazione sul futuro

Posted on Luglio 19th, 2008 in Connettivismo, Nova x-Press, Postumanesimo | 10 Comments »

La pubblicazione di Orfani della connessione sulle pagine elettroniche di Delos mi ha riservato delle belle soddisfazioni. In poco più di una settimana il feedback raccolto dagli amici della Supernova Mob è stato entusiasmante. Facile, penserà qualcuno, trattandosi di amici… E invece no. I miei amici mi hanno abituato bene, lavorando di punta o di taglio quando era il caso. Sapere quanto abbiano apprezzato questo racconto, che ho mandato on-line senza prima sottoporlo al consueto giro dei pareri fidati, consegnandolo al vaglio esclusivo di Carmine Treanni, è gratificante in maniera che non è facile descrivere. Pertanto, mi limito a ringraziare il curatore e tutti i lettori che hanno ritenuto di farmi avere il loro ritorno, sui blog, per e-mail o per telefono.

A questo punto l’accoglienza ricevuta da Orfani della connessione rilancia il progetto di un ciclo di racconti sospesi tra il passato e il presente di Bassitalia, a cui già vi facevo cenno. Tuttavia, come se non fossi già abbastanza incasinato, in attesa di concludere il progetto attualmente in cantiere (letteralmente, trovandomici al lavoro con un altro capomastro), ho deciso di riprendere in mano un’altra vecchia idea, scaturita da un racconto che, in occasione della sua duplice uscita (in anteprima sulle pagine di Continuum e poi nell’antologia Frammenti di una rosa quantica) ha incassato un’accoglienza altrettanto favorevole: Orizzonte degli eventi.

Negli ultimi tempi ho depositato un po’ di programmi per il futuro. Dopo il tuffo nella Napoli del 2066 di Radio Karma (che auspicabilmente vedrà la luce nel corso dell’anno solare 2009), ci sono un po’ di domande a cui Vincenzo Briganti dovrà rispondere. Delle lettrici me lo hanno chiesto a gran voce e, comunque vada, ai necromanti della Pi-Quadro toccherà una nuova discesa nel Kipple. Ma prima ci sono, appunto, vecchie visioni da riportare a galla.

Mi accingo quindi a mettermi all’opera, ancora una volta, sul mondo del Gorgo e di Resurgam. Con i recuperanti, il mistero degli Y, le suggestioni dell’Ecumene postumano in cui coabitano pianeti in quarantena e fazioni scagliate attraverso le stelle dalla detonazione della Transizione. Non so ancora bene se quello che ne verrà fuori sarà un trittico di racconti o qualcosa di più integrato e meglio strutturato, ma conto di scoprirlo nel giro di qualche giorno. A seconda del grado di interesse suscitato da questo post, non escludo di postare all’attenzione degli strani frequentatori alcuni brani in anteprima, oltre che aggiornarvi sullo stato di avanzamento dei lavori. Ed è possibile che la cosa si faccia anche più complicata…

Ad ogni modo, dato l’annuncio, i recuperi imminenti saranno improntati alle tematiche del postumano e del cosmo. Considerate anche le prime defezioni vacanziere nelle schiere dei lettori del blog, dalla settimana prossima entreremo in assetto estivo, dedicando uno spazio crescente agli psicogrammi dello Strano Attrattore 1.0.

[L'immagine di apertura è opera di Moskatomika.]