Riserva di caccia

Posted on Gennaio 24th, 2011 in Criptogrammi, Futuro, Sezione π² | 10 Comments »

Aggiornamento sullo stato della scrittura, per tutti gli amici che nelle ultime settimane mi hanno chiesto - e aspettano - notizie più precise sui miei lavori. Mi aspetta un mese intenso e quindi potrei continuare a latitare da queste pagine ancora per qualche tempo. Oltre a due racconti già abbozzati ma ancora da scrivere, centrale resta chiaramente il lavoro sul romanzo. Di Corpi spenti vi ho già parlato in diverse occasioni, ma qui mi preme concentrarmi su un aspetto del romanzo che ho ritrovati in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera da Ermanno Rea, che di Napoli è stata una delle principali voci del Novecento, ma non solo.

«Oggi guardo con interesse a quelli che si occupano di economia alternativa e non inquinante: il Mezzogiorno potrebbe diventare una macroregione autonoma - senza parlare di secessione, ovviamente! - sulla falsariga anche del concetto di decrescita elaborato da Latouche, per esempio». Concretamente? «Affidare a un pool di intelligenze il progetto di un nuovo sviluppo, la mappatura dei problemi aperti, la speranza di mobilitazione delle coscienze, il compito di elaborare una prospettiva di futuro. Napoli è una città che non conosce se stessa».

Un passo indietro. Gli amici con cui mi sono più intensamente consultato durante la stesura di Corpi spenti sanno che la storia si svolge in un arco temporale di circa un mese, a ridosso delle imminenti votazioni che daranno il primo governo eletto dal popolo al neonato Territorio Autonomo del Mezzogiorno, istituito per decreto del Presidente della Repubblica nel dicembre del 2060. Nel duecentenario dell’Unità d’Italia, ecco che l’Italia si spacca: non è però la Padania a dichiarare la Secessione, al contrario è Bassitalia a staccarsi dalla penisola, come una coda di lucertola. Le spiegazioni di questa soluzione (prendetelo pure come un antipasto del romanzo) sono fondamentalmente due: in prima battuta attuare una secessione morbida, senza cioè dare l’idea della parte più ricca del paese che si lascia indietro quella più povera, ma al contrario caricando questa soluzione della valenza politica di un’opportunità di riscatto e progresso per il Sud (sul modello delle zone economiche speciali cinesi); in seconda istanza, creare una vera e propria Riserva di caccia per i signori di quest’Italietta futura post-democratica e neofeudale. In sintesi, fare di Bassitalia qualcosa che somiglia pericolosamente al Messico delle maquiladoras per il NAFTA, con Napoli che infatti diventa lo spettro di Ciudad Juarez.

Uno dei partiti che si contendono il controllo politico di questa Riserva fa riferimento a un movimento regressionista, che predica per voce del suo leader - un pastore evangelico che ricorda il Floyd Jones di PKD ma che… no, meglio rimandare i dettagli - una dottrina di anti-sviluppo come antidoto alle storture comportate dalla pessima gestione del progresso e delle sue opportunità. E’ una reazione alla Singolarità, che già in questo romanzo assume connotati culturali camaleontici per riflettere un nuovo assetto geopolitico emergente (e che verrà meglio esplorato in un romanzo breve che vedrà presto la luce, spin-off del filone principale di queste Cronache del Kipple). Non il modo più razionale per affrontare i problemi della città assediata dal Kipple, ma - si sa - facendo leva sull’insoddisfazione di pancia delle masse si possono strappare risultati importanti.

Ecco, vedere che qualcun altro ha avuto un’idea simile alla mia, e che in essa riverberano spunti e suggestioni molto simili pur approdando a due esiti completamente antitetici, forse dovrebbe infastidirmi, e invece mi rende ancora più orgoglioso per aver deciso di giostrare il romanzo intorno a quest’idea, anche con la valida incitazione degli amici con cui nei mesi scorsi mi sono confrontato. Perché significa che c’è un meme, nell’aria, e io l’ho recepito al pari di altri più svegli di me. Di sicuro, se mi fossi lasciato sfuggire un’opportunità di critica come questa, avrei sentito meno completo il romanzo, che si avvia felicemente alla conclusione attraverso la sua terza e ultima parte.

Da Napoli, 2061, per il momento è tutto. Restate in ascolto.

[Immagine pubblicata per gentile concessione di 3pad.]

Gunkan-jima

Posted on Maggio 1st, 2010 in Kipple, Micro | No Comments »

Primo maggio: Radio Karma è lieta di annunciare a tutti i lavoratori una gita premio sull’isola-che-non-c’è! Maggiori dettagli a seguire… Restate sintonizzati!

Un punto di vista sul futuro

Posted on Settembre 8th, 2009 in Connettivismo, Fantascienza, ROSTA | No Comments »

Sul blog di Paolo Marzola, che ringrazio pubblicamente per lo spazio e per l’interessante occasione di confronto su questo tema. E sulla fantascienza.

Benvenuti nella Zona

Posted on Marzo 1st, 2009 in Connettivismo, Kipple | 4 Comments »

Queste foto pubblicate da English Russia sembrerebbero uscite da un documentario girato nella Zona. L’atmosfera, per chi abbia letto i fratelli Boris e Arkadi Strugatzki (lo straordinario Picnic sul ciglio della strada, 1972) oppure abbia visto il film che molto liberamente ne trasse Andrej Tarkovskij nel 1979 (Stalker), replica alla perfezione quel mood, sospeso tra nostalgia e inquietudine, tra angoscia e abbandono. Kipple all’n-sima potenza, insomma, caricato dall’ombra retroattiva di Chernobyl. Invece si tratta di una città russa a 160 km da Mosca, rasa al suolo dalla Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale e risorta in epoca sovietica come polo industriale: Tver, già Kalinin (da non confondere con l’enclave di Kaliningrad, che diede i natali a Kant, Hoffman, Goldbach, Kirchhoff, Hilbert e Sommerfeld, tra gli altri). Questo è quello che ne resta (le foto sono di Russos, e sarebbe da tenere d’occhio a patto di masticare un po’ di cirillico…):

 

 

La visione delle foto ha innescato una catena di associazioni mnemoniche, trovandomi da qualche settimana all’opera - molto a singhiozzo - sulla revisione di un «vecchio» racconto ambientato nella Zona. Che, come chi avrà letto Revenant forse ricorderà, è un po’ eco strugatzkiana, un po’ Zona di Esclusione e un po’ Gap.

Codice morto, questo il titolo del racconto, è una storia di zone segregate nello spazio e nella memoria. Ma a volte qualcosa filtra. Come in questo caso: un reportage in un angolo del mondo in cui non si è mai messo piede ci riporta alla mente sensazioni vissute (o solo proiettate) altrove. Codice morto dovrebbe diventare il seguito ideale di Nella Zona, ma al di fuori dell’ambientazione non avrà molto in comune con quello. Piuttosto, sto lavorando per inserirlo in una ideale trilogia incentrata sulla guerra e sulle sue declinazioni: personale (la lotta urbana per la sopravvivenza di Radio Karma, di cui già parlavo), globale (la trasfigurazione di tutte le guerre in Codice morto, contro un nemico invisibile) e cosmica (il primo contatto/scontro con una civiltà aliena in Stazione del tempo, anch’esso attualmente in revisione).

Siccome uno dei privilegi concessi da un blog è proprio la possibilità di parlare dei fatti che ci riguardano, non escludo che ritornerò sull’argomento in un tempo più o meno prossimo. Magari una volta ultimate le messe a punto. Magari anche per parlare ancora di Zone dell’immaginario.

Intanto, salutiamoci con questa sequenza stalkeriana e con una bella citazione fantascientifica.

Credo che il Gap sia costituito da tutti i posti in cui non si è, da tutti i panorami che nessuno vede. Nasce dal silenzio, dall’assenza, da ciò che è cancellato e non letto”.

Michael Marshall Smith - Ricambi (1996)

Radio Gaza Libera

Posted on Dicembre 30th, 2008 in Agitprop | 4 Comments »

Apriamo le trasmissioni pre-REM sulle frequenze di 7,1 Hz in onde-psi. Benvenuti a Radio Karma, dove quello che sembra impossibile diventa realtà.

Ultimo fronte dello psico-terrore. Da giorni prosegue senza sosta l’attacco missilistico sferrato da Israele ad Hamas. Qualcosa deve avere spinto gli implacabili strateghi israeliani a dare per scontata l’equivalenza Hamas = Gaza, visto che nell’aggiornamento del bilancio dato ieri mattina si parlava di 7 nuove vittime, di cui 6 bambini. Siccome il ministro della Difesa Ehud Barak, in un dibattito alla Knesset convocata in seduta straordinaria, ha dichiarato che Israele “ha lanciato una guerra a oltranza contro Hamas e i suoi simili” e il vicecapo di Stato Maggiore Dan Harel ha detto che alla conclusione dell’offensiva “non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas”, corrono i brividi. Anche perché nel frattempo l’Operazione “Piombo Fuso” è andata avanti e i morti sono arrivati a 343 di cui almeno una cinquantina di civili. I feriti sarebbero un migliaio.

I raid vanno avanti. Brividi da guerra totale percorrono un’altra notte ed è più forte di me: non riesco a rappresentarmi Israele - espressione di una cultura che per molti versi mi affascina - come la degenerazione di un incubo di totalitarismo nazista. Il perseguimento dell’egemonia psichica attraverso l’annichilimento del nemico più debole. L’ennesimo fronte spazio-temporale della Terza Guerra Mondiale.


Foto ANSA.

C’è da provare una vergogna collettiva di fronte alla rapacità della politica. All’inutilità della storia. Alla debolezza degli uomini. Ma questa convinzione non basta a togliermi di dosso la sensazione riacuita di un disagio mai rimosso.

[Per seguire la situazione in presa diretta, vi rimando al blog di Guerrilla Radio, segnalatomi dal sempre attento compagno Fernosky. Le televisioni e i giornali, ancora una volta, in questi giorni hanno testimoniato del pessimo stato di salute in cui versa l'informazione.]

Semantica delle immagini

Posted on Ottobre 13th, 2008 in Connettivismo, Futuro, Sezione π², Transizioni | 2 Comments »

Cyberspazio. Un’allucinazione consensuale condivisa ogni giorno da miliardi di operatori legittimi, in ogni nazione, insegnando ai bambini concetti matematici [...] Una rappresentazione grafica di dati ricavati dalle memorie di qualsiasi computer e inviata al “sistema uomo”. Impensabile complessità. Linee di luce distribuite nel non-spazio della mente, ammassi stellari e costellazioni di dati. Come luci di città che si allontanano.

William Gibson - Neuromante,
(Neuromancer, 1984)

 

Una delle applicazioni più interessanti e utili del Web Semantico promette di essere la facilitazione delle ricerche in rete. Oggi i motori di ricerca si basano sull’esplorazione degli URI (Universal Resource Identifier) indicizzati in un database (e degli URI a loro volta contenuti in questi documenti) da parte di agenti (crawler, o spider, o bot) e sulla catalogazione dei risultati. Il meccanismo, come tutti avremo imparato a nostre spese, non sempre fornisce i risultati sperati, nel senso che molto spesso si rende necessario un affinamento (automatico o manuale) da parte dell’utente per scovare nell’elenco dei risultati l’informazione a cui si è effettivamente interessati.

Il Web Semantico, ideato dall’inglese Tim Berners-Lee (uno dei fondatori del World Wide Web), prospetta un superamento dei limiti degli attuali meccanismi di ricerca, mettendo in campo degli agenti intelligenti in grado di contestualizzare l’informazione, rendendo quindi più attendibili e affidabili i risultati. Definito come “l’insieme di formati e linguaggli che trovano e analizzano dati sul Web, permettendo [agli utenti] di comprendere tutti i tipi di informazioni utili in rete” (citazione da: Il Web Semantico in azione, su Le Scienze n. 474, febbraio 2008), questa ridefinizione dell’architettura della rete basa il suo funzionamento “su alcuni blocchi costituiti, a loro volta, da numerosi formati e linguaggi che ampliano le analoghe tecnologie software che permettono al Web stesso di funzionare”.

Ne parlo perché ho voluto ritagliare al Web Semantico (o a qualche sua estensione futura) un piccolo ruolo in Radio Karma, sul quale mi accingo a tornare al lavoro per una nuova revisione, e mi ha quindi colpito questa notizia apparsa proprio sul sito web delle Scienze, su un nuovo approccio statistico messo a punto dai ricercatori della Penn State University (chiamato ALIPR, da Automatic Linguistic Indexing of Pictures in Real-Time) che promette di rivoluzionare la ricerca di immagini. ALIPR si basa sull’apprendimento del software a riconoscere le informazioni utili ricavandole direttamente dalle immagini, partendo da un set di addestramento. Un meccanismo molto simile a quello adottato dalle reti neurali nell’ambito del riconoscimento (la cosiddetta pattern recognition), che potrebbe stravolgere il nostro utilizzo della rete.

Ho fatto un sogno riguardante il Web… ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il Web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli. Ho sempre immaginato lo spazio dell’informazione come una cosa a cui tutti abbiano accesso immediato e intuitivo, non solo per navigare ma anche per creare. [...] Inoltre, il sogno della comunicazione diretta attraverso il sapere condiviso dev’essere possibile per gruppi di qualsiasi dimensione, gruppi che potranno interagire elettronicamente con la medesima facilità che facendolo di persona. Nella seconda parte del sogno, la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer. La “Rete Semantica” che dovrebbe renderlo possibile deve ancora nascere, ma quando l’avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l’ispirazione e l’intuito. Finalmente, si materializzeranno quegli “agenti” intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo.

Tim Berners-Lee - L’architettura del nuovo Web,
(2001, pp. 139-140)

Risorse web correlate:
Oz Blog sul web 3.0 (dalla stessa fonte arriva lo schema rappresentativo del funzionamento del Web Semantico)
• Una serie di slide di Wayne MacPhail, per illustrare i principali tools e concetti del web 2.0 (via SegnaleZero).
La Rete, il futuro (28-10-2008)
Anytime, Anywhere (25-06-2008)

[L'immagine di apertura è tratta da Ghost in the Shell - Stand Alone Complex (2002).]

Qualche anticipazione sul futuro

Posted on Luglio 19th, 2008 in Connettivismo, Nova x-Press, Postumanesimo | 10 Comments »

La pubblicazione di Orfani della connessione sulle pagine elettroniche di Delos mi ha riservato delle belle soddisfazioni. In poco più di una settimana il feedback raccolto dagli amici della Supernova Mob è stato entusiasmante. Facile, penserà qualcuno, trattandosi di amici… E invece no. I miei amici mi hanno abituato bene, lavorando di punta o di taglio quando era il caso. Sapere quanto abbiano apprezzato questo racconto, che ho mandato on-line senza prima sottoporlo al consueto giro dei pareri fidati, consegnandolo al vaglio esclusivo di Carmine Treanni, è gratificante in maniera che non è facile descrivere. Pertanto, mi limito a ringraziare il curatore e tutti i lettori che hanno ritenuto di farmi avere il loro ritorno, sui blog, per e-mail o per telefono.

A questo punto l’accoglienza ricevuta da Orfani della connessione rilancia il progetto di un ciclo di racconti sospesi tra il passato e il presente di Bassitalia, a cui già vi facevo cenno. Tuttavia, come se non fossi già abbastanza incasinato, in attesa di concludere il progetto attualmente in cantiere (letteralmente, trovandomici al lavoro con un altro capomastro), ho deciso di riprendere in mano un’altra vecchia idea, scaturita da un racconto che, in occasione della sua duplice uscita (in anteprima sulle pagine di Continuum e poi nell’antologia Frammenti di una rosa quantica) ha incassato un’accoglienza altrettanto favorevole: Orizzonte degli eventi.

Negli ultimi tempi ho depositato un po’ di programmi per il futuro. Dopo il tuffo nella Napoli del 2066 di Radio Karma (che auspicabilmente vedrà la luce nel corso dell’anno solare 2009), ci sono un po’ di domande a cui Vincenzo Briganti dovrà rispondere. Delle lettrici me lo hanno chiesto a gran voce e, comunque vada, ai necromanti della Pi-Quadro toccherà una nuova discesa nel Kipple. Ma prima ci sono, appunto, vecchie visioni da riportare a galla.

Mi accingo quindi a mettermi all’opera, ancora una volta, sul mondo del Gorgo e di Resurgam. Con i recuperanti, il mistero degli Y, le suggestioni dell’Ecumene postumano in cui coabitano pianeti in quarantena e fazioni scagliate attraverso le stelle dalla detonazione della Transizione. Non so ancora bene se quello che ne verrà fuori sarà un trittico di racconti o qualcosa di più integrato e meglio strutturato, ma conto di scoprirlo nel giro di qualche giorno. A seconda del grado di interesse suscitato da questo post, non escludo di postare all’attenzione degli strani frequentatori alcuni brani in anteprima, oltre che aggiornarvi sullo stato di avanzamento dei lavori. Ed è possibile che la cosa si faccia anche più complicata…

Ad ogni modo, dato l’annuncio, i recuperi imminenti saranno improntati alle tematiche del postumano e del cosmo. Considerate anche le prime defezioni vacanziere nelle schiere dei lettori del blog, dalla settimana prossima entreremo in assetto estivo, dedicando uno spazio crescente agli psicogrammi dello Strano Attrattore 1.0.

[L'immagine di apertura è opera di Moskatomika.]