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1945-2010: resistere al bispensiero

Posted on Aprile 24th, 2010 in Agitprop, Stigmatikos Logos | 1 Comment »

“Raccontare deliberatamente menzogne ed allo stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.”

George Orwell - 1984

In tempi di egemonia del bispensiero, non dovrebbe sorprendere più di tanto il trattamento vergognoso riservato alla Resistenza da una larga parte della classe politica che ci ritroviamo. Una parola voglio tuttavia spenderla lo stesso e voglio farlo oggi per non imbrattare il pensiero (non doppio) che ho intenzione di lasciare in bacheca domani per il 25 aprile, nella ricorrenza del 65° anniversario della liberazione dal giogo nazifascista.

Quello che vedete qui di fianco è Edmondo Cirielli, parlamentare del PDL che ricopre contemporaneamente le cariche di presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati e di presidente della Provincia di Salerno. Proprio a Salerno Cirielli ha dato prova del suo rigore intellettuale in occasione dei preparativi per le celebrazioni del 25 aprile. La storia dei manifesti predisposti dalla Provincia e affissi per la città è rimbalzata sulle principali testate nazionali, da Repubblica al Corriere della Sera. In questi manifesti, nessun riferimento al ruolo dei partigiani nella lotta di liberazione dell’Italia, ma un fin troppo zelante ringraziamento all’esercito americano “per l’intervento nella nostra terra che ha sancito un’alleanza che ha garantito un luogo periodo di pace e di progresso economico e sociale, senza precedenti e che ha salvato l’Italia, come l’Europa, dalla dittatura comunista”.

La minaccia più grande, mentre una generazione di italiani dedicava la propria vita alla libertà nelle nostre città e nelle nostre campagne, sarebbe stata quindi per Cirielli quella comunista, in un saggio di manipolazione dell’informazione che incanta e che ribadisce - proprio come un disco incantato - sulla sua pagina di Facebook:

“Il senso del manifesto per la celebrazione del 65° anniversario della Liberazione è molto chiaro ed è reso palese dalla lingua italiana. La presa di distanza dalle conseguenze nefaste per la democrazia dell’esperienza fascista è, inequivocabilmente, scritta nel manifesto. La realtà è che una certa cultura antidemocratica, per anni a servizio (a volte anche a pagamento) della Russia comunista, vuole negare alle giovani generazioni la possibilità di conoscere una serie di verità storiche, che io invece ho inteso sottolineare. Se ci avesse liberato l’Armata Rossa, anziché gli Americani, per 50 anni non saremmo stati un paese libero.”

Un vero campione delle verità storiche, non c’è che dire. Davvero. Ma delle verità riscritte a regola d’arte e spacciate come fatti inoppugnabili. E che dietro questo ennesimo episodio di revisionismo storico si celi la consueta miscela di malafede e di semplice ignoranza, al momento non fa alcuna differenza. Quello che resta come dato di fatto è la vergogna per la mia terra provocatami da chi la rappresenta e l’amministra come se fosse il proprio feudo, con la licenza di riscrivere la storia e infilare su un manifesto pubblico le peggiori oscenità culturali, replicando a livello territoriale quello che ormai è un paradigma nazionale imposto, accettato e tollerato da tutti.

E non consoliamoci al pensiero che Orwell lo aveva previsto. Contro chi vuole riscrivere la nostra storia, bisogna ribadire il valore della Resistenza, della responsabilità individuale e della coscienza civile di cui ciascuno di noi è provvisto. Resistere, resistere, resistere: all’amnesia collettiva, alla rimozione di Stato, all’oblio come istituzione fondante di un presente effimero. Oggi, con la stessa tenacia di 65 anni fa.

“E’ tutto intorno a te”, ovvero: allo zoo con la Vodafone

Posted on Febbraio 20th, 2010 in Agitprop, Stigmatikos Logos | 3 Comments »

Breve interludio personale, anche per giustificare il calo del bitrate destinato all’aggiornamento del blog nell’ultima settimana. Il fatto è che lo Strano Attrattore ha un problema e questo problema potete vederlo riprodotto qui sotto a cavallo di una scia fiammeggiante che non è, ma potrebbe essere, quella originata dalla macumba del mio houngan di fiducia:

Vodafone Internet Key: la soluzione di Vodafone per la connettività sempre e ovunque, pronta a garantire servizi Internet in mobilità. Penso di essere uno dei pochi dinosauri ancora attivi sotto il piano tariffario Vodafone Internet 100 Ore in Libertà, o almeno questo è quello che mi ha dato a intendere l’operatrice che ieri ha preso in carico la mia chiamata. Operatrice per altro più disponibile e preparata della media delle colleghe e molto meno frustrata di quanto la sua posizione sottopagata in un call center avrebbe potuto giustificare. Preoccupato e insospettito dall’improvvisa riduzione della banda di navigazione (a dispetto dell’esemplare illustrazione delle capacità balistiche della famigerata chiavetta di porcellana che potete ammirare in alto), ieri mi ero infatti deciso a chiedere chiarimenti al gestore. Ed ecco la verità, effettivamente presente anche sulla pagina web dedicata ai servizi internet di Vodafone:

Vodafone salvaguarda la qualità del servizio dati a vantaggio dei clienti per consentire a tutti di navigare su Internet in libertà e senza problemi. Per questo motivo Vodafone potrà limitare la velocità di connessione per quelle applicazioni che permettono lo scambio di file di grandi dimensioni e che quindi possono congestionare la rete (ad es. peer to peer e file sharing). Queste limitazioni, solo in orari di picco di traffico (tra le 7 e le 22) e solo per il tempo necessario, prevedono una velocità massima di 128Kbps in invio (upload) e una velocità massima di 64Kbps in ricezione (download).
Inoltre, qualora i clienti superino la soglia di 10 GB di traffico in un mese, Vodafone potrà applicare, per i 30 giorni successivi, le stesse limitazioni sulla velocità anche alle altre tipologie di applicazioni/traffico internet. Per informazioni dettagliate sulle condizioni di utilizzo dei servizi Internet in mobilità,
clicca qui.

[Da ammirare il redirect del link finale sulla stessa pagina: "Desideri maggiori informazioni? Rileggiti questa pagina"... E grazie!]

Questa clausola, si badi bene, nascerebbe da una non meglio specificata normativa europea entrata in vigore lo scorso giugno, stando a quanto mi riferisce l’operatrice dell’assistenza clienti, e in effetti ho trovato traccia di un’analoga clausola applicata da Telefónica in Spagna (che la chiama “fair use policy”), ma se qualcuno dovesse chiedere in giro dove si trova scolpita questa norma, garantisco che la risposta sarebbe una scrollata di spalle (ma se qualcuno dei lettori ne sa di più, mi faccia pure sapere). Vodafone, Telefónica e le altre, insomma, salvaguardano “la qualità dei loro servizi a vantaggio dei clienti” imponendo delle riduzioni forzate al traffico dei clienti più attivi (peak rate reduction). Mandano un SMS sulla SIM in uso per la connessione (SMS che alla prima riduzione non mi è mai giunto, mentre in occasione di questa ho in effetti verificato la ricezione di un SMS che non saprei se giudicare minaccioso o semplicemente subdolo “Ti informiamo che hai raggiunto 10GB di traffico nel mese. Ti invitiamo a verificare le condizioni di utilizzo del servizio internet su vodafone.it“) e si lavano a coscienza.

I punti discutibili sono più di uno e li elenco in breve:

1. Policy aziendale. Possibile che il cliente debba venire a conoscenza di queste cose sempre dopo e sempre provandone gli effetti sulla propria pelle? Sarebbe bastata una semplice comunicazione per tempo per spingermi a regolarmi con il traffico del mese scorso. Cosa che forse non avrei particolarmente gradito, ma che avrei comunque adottato in previsione della disponibilità di traffico che mi avrebbe fatto comodo in questi giorni. E invece eccomi qui a navigare a 50 kbps, provando l’ebrezza dei minuti di attesa mentre il browser si sforza di mettere insieme una pagina di Wikipedia…

2. Contrattualmente… A una verifica tardiva, risulta in effetti esplicitato nel contratto firmato da me e dal procuratore della Vodafone per i servizi Internet 100 Ore in Libertà un bel punto riguardo l’impegno da parte dell’azienda a informare il cliente attraverso una comunicazione cartacea in caso di qualunque modifica apportata al contratto. Mai ricevuta nessuna lettera dalla Vodafone, a parte la carta delle fatture.

3. Idealmente… Su un piano di principio, è mai possibile che un utente debba vedersi limitata la velocità di connessione in seguito al superamento di una soglia mensile di 10 GB? E’ in questo modo che si vuole garantire l’accesso dei propri clienti alla rete? Limitandone altri piuttosto che acquistando banda a sufficienza per venire incontro alla domanda?

Chi mi legge prenda nota. 10 GB/mese: ecco la quantità di informazione/dati che è concessa a ogni singolo utente. Se pensate che possa bastare, vi dico solo che nel mio caso non è affatto una rarità che nell’arco di una giornata di connessione (10-12 ore in media) riesca a superare ampiamente la soglia di 1 GB. Ed è normale, per voi, imporre una soglia nella soglia? Insomma, se io scelgo un piano da 100 ore mensili è perché ho intenzione di sfruttare al massimo quelle 100 ore… non mi aspetto mica di dovermi automoderare in quelle 100 ore per rispettare un vincolo che non è nemmeno menzionato nel contratto che ho firmato o in una sua fantasmatica integrazione. Se avessi preferito un vincolo nel traffico, mi sarei orientato verso un servizio chiamato Vodafone 10 GB di Libertà al Mese, non vi pare? E’ un concetto così astruso?

Se sono queste, insomma, le famigerate next generation network che hanno predisposto per noi, allora mi sa che ci hanno scambiato davvero per gli animali rinchiusi nelle gabbie di uno zoo: società come la Vodafone ci tirano le noccioline e cercano di convincerci di essere l’oggetto delle loro attenzioni più premurose. Spiacente, Vodafone, ma “tutto intorno a me”, delle cose che promettevi con lo slogan di un tempo, non si vede ancora niente. “Internet ovunque, basta poco” è invece il tuo ultimo slogan. A cui potremmo tranquillamente ribattere: “e serve ancora meno”, un impegno davvero minimo, niente di più di quello che dovrebbe essere lo standard minimo imposto dal mercato come dalla correttezza verso chi ti corrisponde un prezzo per i tuoi servizi.

E voi, lettori dello Strano Attrattore, nel caso doveste trovarvi a scegliere tra i servizi di connettività mobile proposti dal mercato, siete avvisati.

Primizie per veri necrofili

Posted on Febbraio 12th, 2010 in Agitprop, Stigmatikos Logos | 4 Comments »

E siccome non accade mai nulla per caso, ecco un rumour che saprà deliziare i palati fini dei necrofili e menagrami. Buon appetito, ragazzi! Ristoratevi per bene, e poi tornate a spalare il vostro guano sul lavoro di chi si sbatte per rendere possibile l’impossibile.

Punto morto

Posted on Dicembre 8th, 2009 in Connettivismo, Stigmatikos Logos | No Comments »

Quando sembri arrivato a un punto morto, fai entrare dalla porta un tipo armato di rivoltella.

Lo insegna Raymond Chandler, in The Simple Art of Murder. Funziona sempre. E se il tizio armato è una donna, anche meglio (lo so, nel fotogramma del Grande sonno qui sopra Lauren Bacall non è armata, ma non è poi così importante, no?). Funziona perfino se ti trovi nello spazio, in orbita attorno a un Gorgo di plasma incandescente…

More news coming soon!

Il Fratello Maggiore e la quadratura del cerchio

Posted on Dicembre 1st, 2009 in Agitprop, Stigmatikos Logos | No Comments »

Ma davvero c’è gente che ancora si stupisce davanti a questo?

Aggiornamento: Il tour in visita ai dittatori dell’est - moderna espressione del comunismo migliore - dovrebbe continuare con la prossima tappa in Corea del Nord, dove il Premier affronterà con il clone di Kim Jong Il il tema delicato del condizionamento popolare e dell’estensione illimitata del potere.

Advertising space

Posted on Novembre 27th, 2009 in Micro, Stigmatikos Logos | 1 Comment »

Your sky is not available at the moment. Please try again shortly…

Se uno sapesse almeno dove è andato a cacciarsi il cursore… Comunque, se sapeste che Photoshop non c’entra, non trovereste anche voi angosciante e dickiana questa foto del messaggio d’errore apparso nei cieli dell’Ucraina? Un evento simile porta con sé il presagio sinistro di una rivelazione metafisica incombente. E - oserei aggiungere - anche una prospettva postumana, ripensando al bel racconto di Benjamin Rosenbaum The House Beyond Your Sky, di cui si parlava anche su Fantascienza.com un po’ di tempo fa, prima che venisse tradotto da Robot.

In effetti sono abbastanza certo che già il solo pensiero che il nostro mondo girasse su un sistema operativo Microsoft basterebbe a far cadere dalla sedia un buon numero dei lettori di questo blog. Per il momento, l’apocalisse è rimandata. L’arcano è rivelato sulle pagine di English Russia ed è intuibile a partire dal titolo di questo post.

Solo un innocuo per quanto bizzarro incidente di percorso per una trovata pubblicitaria singolare. Niente di grave, insomma. Il fuori servizio della realtà può attendere.

Waiting for the black hole sun

Posted on Novembre 26th, 2009 in ROSTA, Stigmatikos Logos, Transizioni | No Comments »

Come prevedibile, la coraggiosa stampa italiana non ha dedicato alla notizia il rilievo che meritava, anche se va riconosciuto al Corriere di averne finalmente parlato ai lettori ignari in termini “seri”. Nessun buco nero, come temeva la lobby internazionale dei millenaristi antiscientifici. In attesa che il prossimo incidente confermi l’ineffabile ipotesi del bosone fuggitivo, possiamo tenerci aggiornati con un punto di vista embedded, grazie ai borborigmi del fisico renitente Marco Delmastro, da qualche giorno aggiunto ai link “orizzontali” dello Strano Attrattore. Qui ci aspettiamo grandi cose da tutti quei TeV. Quindi, ragazzi, in bocca al lupo!

Maschilismo stellare

Posted on Ottobre 25th, 2009 in Fantascienza, Stigmatikos Logos | 3 Comments »

Sarò l’unico al mondo, ma fin dall’età di 13 anni ho sempre considerato lei il principale motivo di interesse della saga Jedi. Non a caso mi manca ancora la seconda trilogia… Il fanatismo fioccato intorno a Star Wars - il fenomeno più simile a una religione che si sia visto nella storia della fantascienza dai tempi di Hubbard, ma sicuramente più innocuo di scientology - ha senz’altro contribuito a non rendermi mai particolarmente simpatica un’operazione di patchwork e merchandising, che sarebbe stata comunque una buona trilogia senza l’aiuto del marketing, ma che la facile impressionabilità e il desiderio di evasione del grande pubblico ha trasformato in un fenomeno di culto, senza per altro produrre ricadute particolarmente significative sul genere stesso di cui l’immaginario di George Lucas è figlio. Ma leggere queste dichiarazioni un pizzico ingrate da parte di Carrie ”Leia” Fisher, un po’ me la fanno scadere al livello del Capitano Kirk. Non sarà la stessa cosa, ma resta comunque triste, il destino dei miti stellari.

Non è ver che sia la mafia…

Posted on Ottobre 5th, 2009 in Stigmatikos Logos | 3 Comments »

Ecco… Per favore, adesso qualcuno dica a quelli del PD di restarsene zitti e buoni, in disparte, a guardare. La coscienza civile dell’Italia e del mondo gliene sarà grata.

Ipse dixit

Posted on Settembre 11th, 2009 in Stigmatikos Logos | 6 Comments »

“La parte sul futuro per me è stata la più difficile da scrivere perché non volevo fare della fantascienza”. - Walter Veltroni (presentazione di Noi, Festa dell’Unità, Bologna, 11 settembre 2009)