Archive for the ‘Sezione π²’ Category

Pi-Day 2010

Posted on Marzo 14th, 2010 in Connettivismo, Sezione π² | 25 Comments »

Oggi è il Pi-Day. Anche quest’anno è arrivato e Google ce lo ha ricordato alla sua maniera:

Nel post dello scorso anno troverete un po’ di link utili da esplorare. Quest’anno mi preme segnalare ai lettori interessati anche alle mie attività collaterali al blog che, dopo tre anni e un mucchio di appunti, rimescolamenti di carte, riflessioni, discussioni con gli amici, dietro-front, reset e restart, mi trovo da qualche settimana al lavoro sul possibile seguito di Sezione π². A prescindere da come evolverà il progetto nei prossimi mesi, mi sembra il giorno adatto per annunciarlo.

Riprendere lo scenario e i personaggi di un lavoro precedente è un’impresa impegnativa. Le maggiori riserve su questo tentativo di serialità nascevano in massima parte dall’aver lasciato trascorrere molto tempo dall’indagine della Pi-Quadro che aveva presentato ai lettori di “Urania” Vincenzo Briganti e il suo lento sprofondare nel Kipple. L’anno scorso sono in effetti arrivato a chiedermi se non fosse passato troppo tempo per provare a dare un seguito a quella storia. E mi sono incartato sul dubbio per lunghi mesi, mentre portavo avanti altri progetti di scrittura: progetti collettivi o solitari, ma sempre in grado di assorbire molte energie, e questo è stato un bene. Perché in questo modo ho lasciato che il lavoro e la fatica prosciugassero progressivamente le mie incertezze e le mie riserve, distillandone gli elementi salienti su cui avrei dovuto concentrare la mia attenzione. Questo mi ha permesso di capire alcune cose e di mettere bene a fuoco i punti cardine su cui avrei dovuto agire.

Come risultato, al giro di boa dal 2009 al 2010 mi sono ritrovato con le idee chiare per ciò che avrei dovuto scrivere. Ho una storia, ho dei personaggi appena presentati nel primo volume ma degni di ulteriore spazio di approfondimento e uno scenario magmatico che va evolvendo oltre il fronte d’onda della Singolarità, quel bordo d’attacco logorato del meccanismo fuori giri della Storia. E ho 50.000 caratteri in Word che rappresentano un buon inizio per portare avanti il progetto. Ho anche un titolo di lavoro, provvisorio come sono tutti i work in progress: Corpi spenti.

Ne riparleremo.

Academy cyberpunk

Posted on Gennaio 26th, 2010 in Connettivismo, ROSTA, Sezione π² | 2 Comments »

Ho scelto di parafrasare il titolo di un racconto di Gibson per introdurre l’argomento. Irene Incarico, dottoranda all’Università degli Studi di Trieste, aveva già dedicato la sua attenzione al connettivismo e a Sezione π² sul CorsaroNero. Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, Irene discuteva la sua tesi di dottorato di ricerca, un lavoro incentrato sulla fantascienza cyber di matrice italiana che farà storia, trattandosi del più aggiornato studio sull’evoluzione del genere che mi risulti sia stato compiuto nel nostro paese. Il titolo: Il cyberpunk in Italia: testimonianze letterarie e linguaggi mediatici. Ho ritrovato la tesi on line. Potete leggerla qui.

I giorni oscuri della Pi-Quadro

Posted on Gennaio 25th, 2010 in Sezione π² | 1 Comment »

Omaggio di 3pad.

Sezione Pi-rata

Posted on Dicembre 5th, 2009 in Agitprop, Sezione π² | 4 Comments »

Ebbene, era solo questione di tempo. Adesso che anche tu sei stato piratato, vorremmo rivolgerti alcune domande.

X: Come la mettiamo con tutte quelle tue idee sinistrorse sulla condivisione del sapere, sullo scambio dei libri, sulla diffusione delle informazioni, che vai sbandierando in giro?

Giovanni De Matteo: Le mie posizioni restano le stesse. Non devo spiegarti la differenza tra un lavoro pubblicato sotto licenza CC dall’autore e un lavoro a cui venga attribuita una licenza CC senza il consenso dell’autore, vero?

X: Non essere polemico. Come ti sei sentito quando hai scoperto il misfatto?

GDM: Un po’ sorpreso, poi confuso, poi arrabbiato. Poi di nuovo sorpreso.

X: Una marmellata di stati d’animo… Come mai?

GDM: Prima di tutto: le statistiche di accesso al libro. Indicavano 0 download e 0 pareri, e questo dal 12 aprile 2009. Non è bello che un libro piratato passi praticamente inosservato al pubblico dei potenziali interessati.

X: Posso essere d’accordo. Cos’altro?

GDM: In secondo luogo, il file caricato non è il mio libro così com’è stato pubblicato da “Urania”. Contiene un’appendice che non era assolutamente contemplata nella sua versione originale, né in quella rivista e corretta che uscirà a breve. Senza mettere in discussione il valore dei nuovi contenuti, essi non fanno parte del libro. Sono stati aggiunti come se la licenza fosse di questo tipo (by-nc-sa). E questo, prima ancora di infrangere alcunché di legale, infrange la mia volontà.

X: Non farla grave su. Vuoi aggiungere qualcos’altro?

GDM: L’edizione rivista e corretta di Sezione π² uscirà nel 2010 e sarà liberamente scaricabile da Next Station. Sarà rilasciata con una licenza by-nc-nd. Nel frattempo, prima che Johnrecgo si decida a rimuovere il contenuto, o i gestori di DocStoc prendano i dovuti provvedimenti verso questo caso (ma mi sembra che la procedura di segnalazione sia piuttosto laboriosa), se volete potete scaricare e leggervi il mio libro. Rileggendone qualche pagina nei giorni scorsi, ho trovato che non è poi così male come lo ricordavo…

DocStoc è un sito dedicato alla condivisione di materiale educativo, tecnologico, legale, etc., come sostiene questa recensione trovata in rete. Ma nelle sue directory mi sono imbattuto in diversi romanzi di fantascienza (ho trovato, tra gli altri, opere di Leiber, Varley, Christopher, Brunner, Lansdale e Haldeman), per non parlare di bestseller di Deaver, LeCarré, Oates e Salinger.

Multimedial Expansion

Posted on Settembre 27th, 2009 in Futuro, ROSTA, Sezione π² | 1 Comment »

Al puro fine scientifico di scoprire se esiste un antidoto alla TV spazzatura, spero proprio che questi aggeggi entrino quanto prima nelle nostre case. Non ci voleva un grosso sforzo d’immaginazione, d’accordo, e probabilmente qualcosa di simile si era visto in qualche migliaio di altre storie (anche se al momento non riesco a connettere bene i miei ricordi di lettura), ma il mio piccolo auspicio lo avevo formulato tramite il mux in Sezione π².

Il corridoio del reparto scientifico fungeva anche da sala d’attesa. Il mux era sintonizzato su TASS NEWS TV, un canale internazionale che mandava notiziari 24 ore al giorno, aggiornamento in tempo reale. (Cap. 6)

Si trascinò penosamente in soggiorno, dove attivò il mux. Indossò i senso-guanti, stabilì la connessione con la SecurNet e inserì nel motore di ricerca il nome di Grazia Conti. Si fece restituire il suo stato di famiglia. (Cap. 16)
 
Briganti si passò una mano tra i capelli e per distrarsi gettò un’occhiata alla console. L’interfaccia olografica del mux si materializzò dal nulla.
C’era un messaggio vocale per lui, lasciato da un numero anonimo. Briganti avrebbe potuto affidarsi alla prudenza e avviare una serie di controlli incrociati sull’ora della chiamata e la sua sigla identificativa presso l’operatore. Era una procedura alla portata della SecurNet. Ma non lo fece. Aprì invece il file, che si rivelò essere di solo audio.
(Cap. 16)

Ecco, qualora vi fosse sorto il dubbio, sì: la tromba me la suono da solo, okay? Chi ne volesse un assaggio, su ConnectedTV di Yahoo! trova un gustoso antipasto. E adesso torno a lavorare.

Una narrativa adeguata ai tempi

Posted on Luglio 31st, 2009 in Agitprop, Fantascienza, ROSTA, Sezione π² | No Comments »

Segnalo ai lettori interessati al dibattito sulla SF, la letteratura del XXI secolo e i legami tra narrativa e realtà, questo “vecchio” pezzo di Valerio Evangelisti che non ha perso la sua attualità, pubblicato oggi da Genna sul suo sito. Trovo l’analisi del Magister ampiamente condivisibile, per quanto non concordi con lui sullo stato attuale della fantascienza (dove per attuale parlo degli ultimi 5-10 anni, in modo da mantenere la continuità con il momento storico in cui l’articolo fu scritto) e sulle sue valutazioni dell’incidenza della paccottiglia nell’economia globale del genere. Altrettanto condivisibile resta lo slancio dell’autore, che sa molto di chiamata alle armi. Viene da chiedersi: se non ora, quando? Se non da noi, da chi dovremmo aspettarci questa ripresa dello spirito della letteratura dell’immaginario?

Dopo essermi calato nel presente, nel passato artefatto dall’energia del Vapore, nella provincia nera sospesa fuori dal tempo e di ritorno - quasi - dalla frontiera interplanetaria del futuro remoto, comincio a sentire l’urgenza di indossare le lenti del futuro e tornare per strada. Nella polvere di giorno, sotto la pioggia di notte. In questo periodo, lascio che le suggestioni si accumulino. Comincerò a raccogliere cristalli decantati di memorie olografiche prima di Natale. La stesura mi prenderà invece buona parte del 2010. E oltre, temo.

Prima, sarà il turno della nuova Pi-Quadro. E così lo scheduling dei lavori è saturo fino al 2011.

Dark City, by L. Menabe (via Fantasy Art Design).

Un messaggio dal passato

Posted on Luglio 10th, 2009 in Connettivismo, False Memorie, Sezione π² | 4 Comments »

Non posso dimenticare come venni a sapere di avere vinto il premio Urania. Il giorno era l’11 luglio 2007. Ricordo la chiamata persa sul display del cellulare in modalità silenziosa, mentre mi trovavo in ufficio, nella sede del mio primo lavoro da neo-laureato, giù nell’amena Pomezia - periferia di Pomezia, per la verità, al contempo provincia profonda e far west alle porte della Capitale.

Ricordo il numero, monco perché di un centralino di Milano, e la ricerca in rete del suo proprietario, senza esiti. Ricordo la consulenza di Aldo, vecchio compagno di peripezie transalpine, che ne scovò il proprietario nel luogo più intuitivo: il sito delle Pagine Bianche. Il suo messaggio lo conservo ancora nella memoria della mia vecchia SIM da 32 kB: era della Mondadori e l’unico legame che avevo con la casa di Segrate era il romanzo spedito al concorso 2006.

Ricordo che, nel timore di perdere l’eventuale seconda chiamata (e io sono sempre stato un sostenitore delle seconde occasioni, ma chi sarebbe disposto a concederti una terza?), affrontai tutto il viaggio in navetta da Pomezia a Roma, fermata Eur Palasport della Metro B, con il Nokia 3330 in mano, scrupolosamente in vista, scrutandone ossessivamente il display. E la chiamata giunse in effetti appena sbarcato sul marciapiede di viale America, con la voce di Sergio Altieri che si presentava dall’altro capo della linea e mi chiedeva di mettermi comodo perché aveva una notizia da darmi… Un mesetto prima, nei tempi morti della mia vita da pendolare, leggevo Piombo e sangue su quel marciapiede, e adesso mi trovavo al telefono con il traduttore di Hammett.

Un salto indietro nel tempo, a cui stasera mi ha riportato un’e-mail di Zoon. La sua era la risposta a una mia e-mail vecchia di 2 anni. Solo due giorni prima di quella chiamata, infatti, avevo scoperto il servizio fantascientifico di Mail nel Futuro:

mail nel futuro fa esattamente quello che dice: spedisce una email nel futuro, ad una data da te scelta. puoi usarlo come preferisci, per ricordare un appuntamento, per mandarti un messaggio a quando sarai più grande o per dire qualcosa a qualcuno in qualche luogo, in qualche tempo nel futuro…

Il perché ce lo spiega l’anonimo autore di questo singolare servizio:

perchè è la cosa più vicina al viaggio nel tempo che sono riuscito a fare…

E l’utilità è garantita. Perché la risposta di Sandro, in questa notte di mezza estate, mi ha messo proprio di buon umore. Mentre scrivevo quell’e-mail Next International era ancora un progetto che si chiamava Next Special Edition, ed esisteva solo nelle nostre teste. Grazie a numerosi amici, ma soprattutto all’interessamento-chiave di Salvatore Proietti, Next International si è tramutato in realtà la scorsa primavera. E nel frattempo, devo dire, ho fatto cose che 2 anni fa non avrei potuto immaginare. Neanche questo nuovo blog con i suoi 250 contatti giornalieri era in previsione, all’epoca. E molti dei cambiamenti più importanti della mia vita personale non potevo di certo prevederli, mentre scrivevo quella e-mail. E mi diverte pensare alle faccie di Sandro e Marco, che si sono visti recapitare oggi un messaggio vecchio di 2 anni.

E’ per questo forse che adesso mi sento particolarmente fiducioso. L’effetto capsula del tempo: la prospettiva del futuro illumina quei giorni e mi riempie di ottimismo. Ottimismo, già. Questa è la seconda volta nel giro di una manciata di giorni che me ne sentite parlare, ma non fateci troppo l’abitudine. Quello che ho capito, suggestioni wells/eganiane a parte (Egan è stato solo uno dei tanti autori che hanno affrontato la tematica delle comunicazioni attraverso il tempo, ma forse è quello a cui resto più legato), è che serve poco per ripagarsi il lavoro di anni. I risultati non si misurano in soldi o in gloria, quelli sono termometri volubili. Il metro più affidabile è la soddisfazione personale. In questo caso, per farmelo capire, è bastato un semplice messaggio scritto da una versione-precedente-di-me, abbandonato alle correnti del tempo.

“Lascia dormire il futuro come merita.
Se lo si sveglia prima del tempo,
si ottiene un presente assonnato …”

Franz Kafka

Menti connesse

Posted on Luglio 7th, 2009 in Accelerazionismo, Connettivismo, Fantascienza, Futuro, ROSTA, Sezione π² | 3 Comments »

Oggi Indimente, blog dell’omonima associazione culturale romana, mi ha dedicato un’intervista raccolta nelle ultime settimane dal mio vecchio amico Alessio Mittiga. Ad Alessio devo la scoperta di una serie di fumetti che hanno profondamente segnato il mio rapporto con l’immaginario di fantascienza: V per Vendetta e Watchmen di Alan Moore, per dire, ma anche Transmetropolitan di Warren Ellis e L’Eternauta di Oesterheld. Senza il conforto dei suoi albi e dei suoi consigli fumettari, gli anni romani dell’università sarebbero stati senz’altro meno interessanti. Nell’intervista abbiamo discusso ad ampio raggio di fantascienza, Connettivismo, Accelerazionismo, Sezione π², memoria e web. Buon divertimento!

L’eco della Singolarità

Posted on Aprile 30th, 2009 in Connettivismo, Fantascienza, Futuro, Postumanesimo, ROSTA, Sezione π², Transizioni | 2 Comments »

Ancora 20 anni: tanto manca alla Singolarità Tecnologica secondo le stime di Vernor Vinge. Come ipotesi, l’autore di Universo Incostante e di Rainbows End riesce a cucinarcela bene, senza risparmiare i particolari delle ragioni che lo inducono ad avanzarla.

Dovendo immaginare uno scenario attendibile ai tempi della stesura di Sezione π², mi figurai la data del 2047 (più o meno dieci anni). All’epoca già mi sembrava una stima ottimistica. Non so se la contrazione dei tempi sia sintomatica di una diversa percezione dello stato di avanzamento delle conoscenze e delle tecnologie (e quanto questa nuova percezione risulti giustificata), ma se la scommessa di Vinge dovesse riuscire vincente e alla fine si rivelasse l’unica causa di obsolescenza per il mio romanzo, mi riterrei già moderatamente soddisfatto. Mi toccherebbe magari distribuire versioni aggiornate e corrette della Sezione, in formati compatibili con i protocolli neuronici che saranno invalsi nel frattempo, ma in queste circostanze sarei disposto a rinunciare ai diritti per la riedizione.

Gli interessati si tengano in contatto.

Singolarità Universali

Posted on Febbraio 5th, 2009 in Accelerazionismo, Connettivismo, Fantascienza, Futuro, Postumanesimo, Sezione π², Transizioni | 2 Comments »

L’annuncio della fondazione della prima università dedicata alla Singolarità, sovvenzionata addirittura con i fondi di Google e NASA, ha acceso reazioni in fin dei conti prevedibili, come accade ogni volta che questo meme viene tirato in ballo. In effetti, di questi tempi, negli ambienti di discussione on-line il concetto di Singolarità risulta tra i più opportuni per innescare polemiche durature: ha un potenziale in apparenza inesauribile.

La Singolarità è ormai peggio del Comunismo. Ovunque se ne parli, gli animi s’infuocano. Non sorprende, considerando che i due concetti hanno imboccato traiettorie fin troppo simili. Con l’unica differenza che, in maniera bizzarramente pertinente con l’idea di sviluppo che prospetta, la nozione di Singolarità ha ripercorso la parabola utopica/distopica del Comunismo in tempi decisamente più “accelerati”.

A partire dalla sua elaborazione a opera di Vernor Vinge, abbiamo assistito a un numero ormai incalcolabile di riletture del concetto, che hanno portato a nuove versioni alternative, varianti di successo ed estremizzazioni di convenienza. Mutuando dal lessico della memetica, potremmo parlare di un’idea a bassissima inerzia e a elevatissimo potenziale di deriva. Se da un lato questa molteplicità di interpretazioni è il chiaro e inequivocabile segnale della mancanza di uno stampo dogmatico, dall’altro le continue rielaborazioni hanno alimentato un’impressione sempre più magmatica della Singolarità, qualcosa in corso di continua ridefinizione. E una conseguenza di queste condizioni è stata la progressiva affermazione di un approccio metafisico, un’ansia quasi messianica.

La cosa non deve essere piaciuta allo stesso Vinge se nel 2007 (a circa quindici anni di distanza dal suo storico articolo) decise di mettere in discussione la prospettiva della Singolarità Tecnologica delineando tre scenari alternativi. Il contenuto del suo discorso sul Long-Term Thinking (15 febbraio 2007, da cui sono ripresi i grafici che accompagnano questo articolo) sembra studiato apposta per demistificare l’attesa acritica e quasi religiosa di un evento da lui evocato come una semplice – per quanto promettente – ipotesi sul futuro della nostra società (e civiltà). Le tre opzioni alternative alla Singolarità a cui si richiama lo scrittore americano sono: il ritorno alla follia (con la regressione dell’umanità a uno stadio a bassa tecnologia per effetto di una catastrofe globale), un’età dell’oro decisamente più rassicurante (una sorta di surrogato di Singolarità) e, per finire, una ciclica alternanza tra periodi di splendore e intervalli di oscurantismo (il modello della ruota del tempo). Un tentativo, questo di Vinge, finalizzato a ricondurre la teoria nel solco originario dell’estrapolazione.

Ho già accennato alla volatilità delle sue implicazioni. Vinge ipotizzava in origine due possibili scenari principali come punti di transizione verso il postumano, che prospettavano un’esplosione di intelligenza artificiale (IA) o, alternativamente, un incremento esponenziale delle facoltà cognitive umane ottenuto mediante manipolazioni tecnologiche (dall’intelligence amplification all’augmented intelligence). Ripresa di volta in volta, la Singolarità ha assunto forme molteplici: l’emergere di autocoscienza dai programmi (Ricambi di Michael Marshall Smith), dalla Rete (Terminator nei suoi recenti sviluppi televisivi e cinematografici, ma l’intuizione viene già accennata da William Gibson en passant – praticamente buttata lì, come per caso – in Aidoru) o dalla materia stessa (il computronium di Stross in Accelerando, dove per altro l’esplosione di intelligenza e potenza di calcolo coinvolge l’intero pianeta). La Singolarità Universale è un miraggio. Ogni autore che ne ha scritto ha avuto le proprie idee e convinzioni sulla Singolarità Tecnologica. In Sezione π² immagino per esempio qualcosa di analogo a una Convergenza NGR, la cooperazione dello sviluppo integrato di nanotecnologie, genetica, intelligenza artificiale, computazione quantistica e cibernetica a delineare un panorama tecnologico profondamente integrato e soggetto a una continua evoluzione (in grado di rendere obsoleti strumenti che solo il giorno prima rappresentavano lo stato dell’arte).

Ma è bene ricordare che si tratta sempre di scenari virtuali. Per quello che mi riguarda, la Singolarità è una metafora tra le più potenti oggi a disposizione di chi scrive fantascienza. È un orizzonte degli eventi storico, al di là del quale possiamo concederci una o due licenze in più per guadagnare qualche metro utile nel punto di vista sul reale. E incarna meglio di qualunque altro concetto forte in circolazione l’idea della rivoluzione, dello stravolgimento dell’ordine costituito, del superamento di un certo immobilismo ormai consolidato al di fuori della sfera della tecnologia e della conoscenza. La Singolarità, insomma, è uno strumento: estremamente utile per vettoriare la densità di informazione che può associarsi a un punto di rottura e di non ritorno. Ma come tutti gli strumenti di potenza analoga, il suo uso non è esente da rischi.

Personalmente non so se nel futuro dell’uomo c’è una Singolarità, né quale aspetto assumerà eventualmente. Le IA sembrano ancora piuttosto lontane, sui nostri radar, ma l’incombente ubiquità della Rete potrebbe portare a effetti anche più radicali sulle nostre vite, andando a considerare lo sviluppo parallelo delle interfacce elettroniche e neurali, come prospettato da Gary Stix nel suo articolo “Il download della mente” (titolo molto morganiano), sullo scorso numero de Le Scienze. E sono certo che il futuro saprà essere tremendamente più strano di quanto oggi possiamo immaginarlo.

La Singolarità, in quest’ottica, assume una sua valenza metaletteraria che trascende il semplice contesto diegetico. L’estasi per i postmoderni che amano la fantascienza, verrebbe da dire, parafrasando Ken MacLeod. Che poi ci siano anche enti come la NASA e imprese come Google pronte a finanziare corsi di studio sulle sue implicazioni, come dice il compagno Fernosky, non può far altro che darci da pensare.