Il segretario, ormai dimissionario, ascolta in silenzio il ronzio subliminale del motore. Immerso nei pensieri, l’espressione corrugata. Mentre la città scorre attorno a lui, il riflesso del profilo nel vetro si sovrappone agli scorci di Roma ed è il ritratto impietoso di uno stato d’animo che si trascina da giorni.

Cosa diremo agli elettori? Non è più un mio problema, ecco… Almeno di quello, se non altro, ho smesso di preoccuparmi. Non che in effetti ci abbia mai messo il pensiero più di tanto: quella dovrebbe essere preoccupazione dei candidati del partito, coltivare le relazioni con la base, mantenere le linee… E’ una trafila, dopotutto, l’abbiam fatta tutti… Ci son passato anch’io! Però, cazzarola, siam stati eletti, siam stati qua a sbatterci due mesi, cercando la quadra… Parla con questo qui, senti quello lì, ascolta quell’altro là… E Giorgio, sempre con le sue condizioni, le sue direttive… Va bene, è il Presidente, mica il Papa!

«Segretario, siamo arrivati».

Aspetta un po’… Non è il Papa, d’accordo, ma è già Presidente! Non è che basta lasciarlo lì, finché muore? Poi tanto il problema passa a qualcun altro. A quel punto non lo riguarderà più nemmeno a lui. Io non voglio più saperne niente… Mi rifaccio una vita, sui colli piacentini, mi godo la vecchiaia, la famiglia. Magari manterrò qualche contatto. Sentirò qualcuno, di tanto in tanto. Almeno per gli auguri… Natale, il compleanno… Si ricorderà di me?

«Da questa parte, segretario. Il Presidente la sta aspettando».

A proposito, una telefonata… Almeno quella, cazzarola, nessuno ha pensato di farla.

«Hai mica un cellulare da imprestarmi?»

Vediamo un po’ la rubrica… Rispoli, Robida… Romiti! No, cazzarola, proprio non ce l’ho!

«Ecco, segretario».

«Oh, non fa niente… ’si preoccupi…»

«Scusi?».

«Non si preoccupi…»

Niente, e vabbe’… Andata così… D’accordo, d’ora in avanti anche lui avrà i suoi problemi. Siam venuti giù noi, è solo questione di tempo. Nemmeno Mario, che lui sì c’ha una bella testa, riuscirà a tenere in piedi la baracca a lungo. Però, forse… In fondo siam nati lo stesso giorno lì! Magari si ricorda… Un bigliettino d’auguri, una cartolina.. Una di quelle sconce, che lui c’ha un gran spirito, almeno è capace di tirar su il morale!

«Allora, Pier… Ho letto sull’internèt. Che stai combinando?»

«Giorgio, guarda… Ho combinato un casino! Però avevo promesso una sorpresa, almeno quella lasciamela fare. Sarà il mio commiato dagli italiani, dalla politica, da tutto.  È davvero l’ultima proposta che faccio… Poi basta! Via, me ne vado, non mi vedete più!»

«Sentiamo».

«L’idea è semplice, e proprio per questo magnifica. Senti: tu Presidente della Repubblica, Monti al governo. Lo appoggiamo Silvio ed il PD».

«E poi?»

«E poi si vedrà. Se ne occuperà qualcun altro, no? Posso mica pensare io a tutto, adesso… Intanto la chiudiam qui. Poi, si apre una fase nuova! Non ti sembra?»

«Pier…»

«E? Dimmi…»

«Una fase nuova? Con me al Quirinale e Mario capo del governo?»

«Già. Ce lo chiedono…»

«Ah, sì? Chi ve lo chiede, Pier… si può sapere?»

«Gli elettori…»

«Gli elettori, eh? Quelli grandi o quelli piccoli?»

«Quelli… medi».