Tanto varrebbe un film porno della diva che verrà battuto all’asta il prossimo 8 agosto a Buenos Aires. D’estate, a quanto pare, gli spiriti s’infiammano e se l’anno scorso veniva annunciata la stampa dei suoi diari, quest’anno a tenere banco è la pellicola messa all’asta da un cinefilo spagnolo, Mikel Barsa. Girato nel 1946, quando l’attrice appena ventenne si faceva ancora chiamare con il suo nome di battesimo, Norma Jeane Baker, il filmino sarebbe appartenuto a un collezionista spagnolo, prima che i suoi eredi decidessero di monetizzarne l’investimento ingaggiando l’esperto che aveva già curato la vendita dell’unica altra copia esistente.

Per Marilyn Monroe, che qui compare accanto a un attore non ancora identificato, non si tratterebbe comunque di un esordio assoluto. Nel 2008 un’altra pellicola in 16 mm della durata di 15 minuti era stata acquistata da un imprenditore per un milione e mezzo di dollari. Ma la contesa più accesa resta tuttavia quella scatenata dalla difesa del mito: se i venditori esibiscono a testimonianza dell’autenticità dell’opera un certificato dell’American Film Institute (che in una perizia dichiara che “se non è Marilyn, allora è sua sorella gemella”), gli esperti della diva si danno da fare per proteggerne l’integrità iconografica, mettendo in dubbio che la protagonista del film sia davvero lei.

Quel che è certo, è che girano voci su film espliciti interpretati da ogni grande attrice del periodo compreso tra gli anni ‘40 e i ‘60. Me ne dà notizia Lanfranco Fabriani, complice nel misfatto sulla riscrittura della figura di Marilyn che abbiamo operato in chiave fantascientifica, che fa menzione di pellicole in copia unica girate all’inizio della loro carriera da perfette sconosciute che sarebbero poi diventate dive di risonanza mondiale. Al punto che una parte significativa dell’attività dei Press Agent degli Studios si vocifera che consistesse proprio nello scovare le copie di questi filmati oppure, alla peggio, occuparsi delle richieste di riscatto per ritirarle dalla circolazione. Uno spaccato che mescola echi da Il grande sonno, La dalia nera e L’ultimo vero bacio. E che sussurra all’orecchio suggestioni per quello che diventerà forse un nuovo racconto.