Incontriamo Blicero in una piazzola panoramica, ai bordi della strada di montagna che porta alla Diga del Dipartimento Metropolitano di Ripartizione Acque. Sopra di noi, la Luna si concede progressivamente al cono d’ombra della sua sorella siderale e si lascia inghiottire dalla notte. In fondo alla valle s’intravede la ragnatela di luci della città, dispiegata come un mandala, nella sua geometrica precisione da circuito stampato.

E’ Jim a farsi carico delle presentazioni.

“Il comandante Blicero” dice. Poi, con un cenno nella mia direzione, aggiunge: ”La mia recluta”.

Blicero si aggiusta il borsalino. Ha occhi di ghiaccio ed è questa la prima cosa che mi colpisce. Penetrano l’oscurità e ci riescono persino da sotto la tesa del cappello di feltro che porta schiacciato sulla fronte.

“Ho sentito parlare bene di te” dice al mio indirizzo. “Jim è uno dei nostri agenti migliori. Mi fido del suo giudizio. Per questo, quando si è presentata l’opportunità di questo lavoro, ho pensato subito alla vostra squadra”.

“Bene” dico. “Di cosa si tratta?”

“I tempi sono tornati maturi per diffondere il Verbo”.

Faccio un cenno alla borsa posata ai suoi piedi, nel terriccio e nelle pietre che pavimentano la piazzola. Mi immagino, stipato al suo interno, un assortimento di bibbie e vangeli.

“Staremo mica parlando di testimoniare la parola del Signore?”

Blicero non si scompone.

“In un certo senso, forse” risponde. “Si tratta di spargere consapevolezza. Le strade del mondo ne hanno bisogno. E’ la realtà stessa a richiedercelo”.

L’eclisse è totale.

Blicero si china, afferra la borsa e la solleva. La porge a Jim e dice: “Qui dentro c’è tutto il necessario. Abbiatene cura. E fate un buon lavoro, senza risparmiare un solo centimetro di spazio, né un solo secondo di storia”.

Jim afferra la borsa con espressione grave. “Sarà fatto” assicura.

Lo scambio si compie sotto l’occhio segreto della Luna, che assiste non vista nel suo nascondiglio celeste.

“La nostra missione non conosce tregue” conclude Blicero. ”E’ una guerra psichica, che ci impone uno sforzo di coscienza e resistenza”.

Senza attendere una risposta, risale sulla sua auto nera come la notte, mette in moto e riparte, allontanandosi dalla città su un tappeto di tenebre e di note meccaniche. In cielo, una falce d’argento taglia il velluto della notte. La Luna si avvia a uscire dal suo temporaneo canto di oblio.

Winter Solstice Lunar Eclipse from William Castleman on Vimeo.

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