Abbasso il finestrino quanto basta per far sibilare l’aria nell’abitacolo e mi sento scorrere di fianco il corpo sensuale della città, il fruscio di seta dell’abito che ha indossato per la notte.

“Non darle troppa confidenza” mi avverte Jim. Quando guida, davanti ai suoi occhi si dispiega una planimetria olografica della città: la funzione d’onda collassa lungo il nostro sentiero spazio-temporale e torna indefinita subito dopo il nostro passaggio. Una volta Jim ha cercato di descrivermene le proprietà quantistiche. ”Come tutte le creature della notte, è intrinsecamente inaffidabile”.

Socchiudo gli occhi e reclino il capo sul poggiatesta. Jim ha una guida sicura, matematicamente conforme al moto dominante nel livello di flusso del traffico che andiamo attraversando. E’ ineccepibile nella sua aderenza alla norma delle distribuzioni statistiche. Immagino gli schemi mentali che si succedono nella sua testa: un campionario d’informazioni sull’intensità del traffico, i volumi orari, il deflusso dai nodi, tenuto in costante aggiornamento attraverso le frequenze di Radio Cruise Control. Jim riesce a evitare accuratamente gli imbottigliamenti, dribbla le ore di punta. Il suo metodo si basa sulle leggi di Kirchhoff ed è infallibile per merito della sua rapidità di adattamento e di calcolo.

La sua guida riesce a calmare i miei nervi, ma produce anche un effetto collaterale. Subisco il suo potenziale ipnotico. Jim un tempo era un dottore e dice che la narcolessia fa parte della terapia che ha messo a punto per me. “Ti aiuterà, vedrai” mi ha assicurato.

Nella mia testa, spettri elettromagnetici evocati dalle voci di Radio CC entrano ed escono dal dominio del sogno, rasentando il confine del dormiveglia.

“Dove andiamo stasera?” gli chiedo.

“Da quanto tempo ci conosciamo, ragazzo?”

“Non me lo ricordo più”.

“E ancora non ti fidi di me?” Scuote la testa. Ne è trascorso così tanto, che ho cominciato a capire cosa mi sta facendo. Analisi dei transitori di livello profondo: bombardare la superficie della coscienza in condizioni in rapida evoluzione, fino a trovare un varco verso i livelli inferiori dell’inconscio, per poi modulare gli stimoli al fine di misurarne profondità, forma e caratteristiche. Un ecoscandaglio psichico. ”Nema problema. Ormai sei pronto. Ti porto a conoscere una persona. Ha chiesto di incontrarci. A quanto pare, ha un lavoro per noi”.

A quanto pare, la prima fase della terapia è conclusa. Jim è una persona estremamente affidabile e scrupolosa. Non correrebbe mai il rischio di compromettere un incarico con un lavoro sbrigativo o poco accurato.

“Un lavoro, eh? Non vedo l’ora…”

inter // states from Samuel Cockedey on Vimeo.