Lo facciamo tutti, in fondo. La data simbolica del giro di boa da cui ricominciare è una tentazione troppo forte per resistere. Chi si propone di smettere di fumare, chi di cambiare vita. Anch’io mi sono concentrato su uno dei miei vizi, forse quello più incontrollabile: l’abitudine inveterata ad acquistare libri. E allora ieri - forse preso dal rimorso degli ultimi 8 volumetti appena acquistati per finire in bellezza il 2010, tra cui 4 elegantissimi Solaria che aspettavo da tempo e 3 Urania d’epoca - ho approfittato di un pomeriggio di nullafacenza per fissare il punto sulla mia carriera di lettore, sperando di mettere a tacere quel campanellino che da qualche tempo mi risuona con insistenza in un angolo della testa.

Con il supporto della mia libreria virtuale su Anobii ho messo un po’ di ordine - si fa per dire - nei miei scaffali, sparsi in tre stanze a qualcosa come 700 km di distanza o giù di lì, lungo il dorso della penisola. Un bel rompicapo, insomma, ma la cosa peggiore è stata tirare le somme.

Ad oggi, secondo le statistiche del sito, risulta la seguente situazione:

Totale libri accumulati: 872
Totale libri letti al 31/12/2010: 436
Totale libri non ancora iniziati al 31/12/2010: 400
Totale libri in lettura al 31/12/2010: 10 (*)
Totale libri in consultazione al 31/12/2010: 26 (**)

Due precisazioni:

(*) A dire il vero, quelli in lettura sarebbero un po’ di più, ma 10 sono quelli che riesco a gestire agevolmente in parallelo sul breve periodo, per cui magari me ne ritrovo diversi iniziati che, con un po’ di fatica, dovrei riuscire a riprendere una volta ultimati quelli attualmente in lettura (e di conseguenza il 400 indicato come numero di libri non ancora iniziati viene a ridursi un po’, ma la sostanza cambia di poco nelle quantità in gioco).

(**) Nei libri in consultazione ho infilato i doppioni (conseguenza fisiologica della gestione di due librerie lontane 700 km), le riviste e le antologie iniziate e non ancora finite (nella fattispecie Robot e Millemondi Urania), i testi di divulgazione che ho letto solo limitatamente alle parti che nello specifico risultavano di mio interesse o che al contrario rileggo periodicamente. Lo so, la situazione è complessa e variegata…

Sempre secondo le statistiche di Anobii, mediamente negli ultimi 5 anni (ovvero da quando la mia vita si è assestata su una routine lavorativa piuttosto consolidata) ho letto 45 libri ogni anno, tra romanzi, novelle, antologie, saggi in volume, e-book, riviste catalogate, fumetti in volume (sono esclusi per convenzione e comodità di classificazione Bonelli e bonellidi), raccolte di poesie, per una media che si è assestata intorno alle 10.000 pagine all’anno. A questo ritmo, immaginando di volermi fermare qui con gli acquisti, mi ci vorrebbero quasi 9 anni per smaltire lo scibile accumulato! Ed è qui che il campanellino è scomparso, soppiantato dal ringhio di una sirena di allarme.

Bisogna correre ai ripari. Per farlo c’è bisogno di una strategia. E dunque eccomi qui con i propositi per il nuovo anno, che in realtà dovrei estendere ai prossimi due-tre decenni, come minimo. E che diamine, mi sono detto, nella vita un po’ di prospettiva ci vuole! Allora a conti fatti, immaginando di tenere il ritmo attuale, se volessi smaltire i libri accumulati fin qui dovrei limitarmi ad acquistare non più di 25 libri/anno per i prossimi 20 anni, oppure concedermi 32 libri/anno se volessi procrastinare il punto di pareggio a 30 anni. Questo significherebbe mediamente tagliare 3 libri su 4 rispetto a quanto acquistato negli ultimi anni e, al di là dell’impatto che ciò avrebbe sul fragile mercato editoriale italiano, è un proposito praticamente impossibile da mettere in pratica: con l’abbonamento a Odissea Fantascienza appena rinnovato e considerando il trend dei miei acquisti in edicola (tra Urania e collane collaterali, Giallo Mondadori, Segretissimo), direi che anche solo con gli acquisti “periodici” (in quanto vincolati a tempistica di distribuzione e/o abbonamenti) per il prossimo anno mi ritrovo con una quarantina di volumi già opzionati. Vale a dire almeno 10 in più della soglia che mi consentirebbe un consumo sostenibile.

E’ un bel dilemma. A conti fatti, resta un’unica via d’uscita: aumentare il passo di lettura. E’ un obbligo che a questo punto devo impormi. In questo modo, immaginando di aggiungere al lotto opzionato solo 25 volumi, 2 al mese, tra nuove uscite e recuperi di varia natura (libreria, remainder, usato, regalie), se riuscissi a portare la media di letture a 80 volumi/anno potrei sperare di raggiungere il pareggio intorno alla prima metà del 2040. Vale a dire: fra trent’anni.

Vale a dire: un’altra vita.

Solo che di quella spesa finora, a leggere avrò trascorso sì e no 17 anni. A quel punto, nel 2040, la mia libreria avrà superato quota 3.000 e sarà circa quattro volte più grande delle sue dimensioni attuali (un’altra buona ragione per sperare nella diffusione di massa del libro elettronico).

Questa ovviamente è pura matematica. Se da un lato non potrei riuscire a sostenere quel ritmo di lettura, dall’altro confiderei che la curva degli acquisti subisca comunque una flessione nei prossimi anni. Per accompagnare quantitativamente l’analisi, diciamo che potrebbe toccarmi mantenere il ritmo di acquisto di 65 volumi/anno per i prossimi 5 anni, per poi scendere intorno ai 50 libri/anno. In questo modo, immaginando di riuscire a tenere un passo di 65 libri letti all’anno (+50% sul tasso attuale), il punto di pareggio sarebbe per il 2042. Se da un lato questa soluzione può essere vista come incentrata su una tattica-tampone (mantenere costante il numero dei libri non letti per i prossimi 5 anni, per cominciare poi le pratiche di smaltimento con un guadagno di 15 libri/anno per 27 anni), dall’altro tutto sommato rappresenta anche una buona ragione per conservarmi vivo e in salute fino a quella data. Calendario Maya permettendo.

Chi lo ha detto che i libri non possono allungarti la vita?