Non mi piace parlarmi addosso, non mi piace parlare di me e credo che questo si sia capito piuttosto facilmente, dopo 556 post di questo blog e chissà quante migliaia di altre tracce disseminate per la rete. Chi indulge in dissertazioni sulla propria condizione, tipicamente mi lascia la sensazione di essere anche convinto della propria unicità all’interno del genere umano, della straordinarietà della propria esperienza di vita o carriera rispetto ai comuni mortali, e questo basta a rendermelo presto antipatico. Però ci sono giorni… Penso che capitino a tutti. Ti svegli e l’ennesima provocazione dello smargiasso che il giorno prima non avresti degnato di un nanosecondo d’attenzione, oggi ti strappa una risposta.

Lavorando dietro le quinte del Blog di Urania mi sono attirato l’antipatia di un certo numero di persone. Non è un problema, in fondo uno che scrive impara ad abituarsi molto preso a rancori, livori e invidie dei tipi più vari: vinci un premio, sei un raccomandato; vieni convocato per un’antologia, sei un amico del curatore; moderi un blog, sei un nemico della democrazia; le associazioni sono automatiche e persistono come luoghi comuni duri a morire nell’atteggiamento di una grande parte delle comunità italiane di genere. La mia esperienza si fonda su una certa conoscenza del mondo del fantastico e in particolare della fantascienza, e qui siamo davanti a una galassia di campanili e di micro-comunità disposte a firmare armistizi giorno per giorno e a federarsi tra loro contro il comune nemico del momento, per tornare poi a darsi battaglia il giorno dopo lo scioglimento della tregua e spargere veleno nei pozzi e napalm sugli orticelli le une contro le altre. E’ uno stato di fatto che nessuno può negare e sarebbe interessante indagare i retroscena di questi atteggiamenti, ma non è questo il luogo e il momento e infatti non ho alcuna voglia di dilungarmi oltre sull’amenità di questo comportamento.

Sta di fatto che il rappresentante di uno dei siti più importanti dedicati dagli appassionati a Urania, la collana per cui ho collaborato per oltre due anni fino ad oggi in veste di blogmaster, uno dei rappresentanti del suddetto sito che conta sul contributo di diversi amministratori per gestire le sue diverse aree, non si è mai risparmiato in giudizi e considerazioni sul mio operato. Nessun problema. Stamattina (erano le 6.30 o giù di lì) arriva però ad auspicare per il sottoscritto che:

Speriamo che di persona sia molto più simpatico di come risulta come moderatore.

Testuali parole, suggellate dalla simpatica emoticon del vomito verde che fa sempre la sua figura, specie in bocca a un amministratore. E’ qui, se permettete, che per me sorge un piccolo problema. Come dicevo nella premessa a questo post, solitamente sarei stato dispostissimo a sorvolare, ma oggi no. Perchè oggi sono disposto anche a prendermi 10 minuti per rispondere a questo signore e, già che mi trovo, anche a qualcun altro. A lui, in particolare, mi piacerebbe chiedere, con la stessa indulgenza che ha sempre dimostrato nei miei riguardi:

scusa, ma cosa te ne frega di come sono di persona?

Il problema, credo, nasce dal fatto che si tende a sovrapporre con un pizzico di intraprendenza maggiore del necessario gli ambiti di appartenenza/attività. Viviamo in una società liquida, dopotutto, e il settore del fantastico in Italia la rispecchia alla perfezione: l’appassionato che bazzica il settore tipicamente ci impiega qualche secondo di navigazione web o presenza a una convention per maturare la certezza che, se il fantastico italiano si alimenta soprattutto del contributo di appassionati disposti a tenerlo in vita anche con contributi amatoriali (e stiamo parlando di economia e ordini di grandezza per la diffusione delle opere e la loro retribuzione, non di qualità e di merito delle stesse), allora nessun operatore del settore (salvo qualche meritevole eccezione, vivaddio!) deve anche solo permettersi di ambire alla considerazione che meriterebbe un professionista, malgrado tutta la professionalità che quella persona possa dedicare e riversare nella propria attività.

Non a caso qualcuno, nei giorni scorsi, mi faceva notare il livellamento, l’appiattimento, che contraddistingue il mondo del fantastico italiano, dove gli esagitati che schiamazzano dalla mattina alla sera ammonendo il popolo bue dai sotterfugi e dalle connivenze della grande editoria hanno imposto la regola, nel loro seguito, che gli scrittori, i curatori, i saggisti, etc. debbano essere trattati sempre come degli esordienti, se non proprio come dei mentecatti. Io non lo so se altrove ci siano fenomeni di questa portata, ma in Italia l’influenza di questi scalmanati è sicuramente amplificata dalle dimensioni del settore. Con ciò, piccolo inciso, non voglio certo sostenere che il fantastico sia una nicchia in Italia, ma alla fine quello che si percepisce (quello che percepiamo noi come autori, curatori, blogger, etc.) è sempre e solo lo schiamazzo di quella minoranza che ha deciso di fare un uso militare della rete, mentre magari un numero di lettori due o tre ordini di grandezza maggiore rispetto a loro e al loro seguito resta confinato nella cosiddetta maggioranza silenziosa. E se questo è quello che percepiamo noi come autori, curatori, blogger, etc. mi viene da chiedermi quale sia l’impressione che ne ricava un neofita o comunque un osservatore esterno.

Rilevo, in sostanza, una generale deresponsabilizzazione provocata dal mezzo e, come se non bastassero i pierini e i troll che si dilettano nella pratica per rivalsa, dispiace soprattutto che a questo atteggiamento sempre più diffuso partecipino anche figure che avrebbero tutte le carte in regola e gli strumenti per imporsi al di sopra del blob. Ma contenti loro, contenti tutti.

La provocazione che ho riportato sopra fa il paio con quella che mi è stata rivolta un paio di mesi fa da quello che ho sempre reputato un blog amico. Non a caso ci ho messo due mesi per metabolizzare la cosa…

[...]la cosa che mi fa più male nel blog di Urania è veder Giovanni De Matteo trasformarsi in paladino aziendalista della purezza del testo. Io sono convinto della sua buona fede ma credo che farebbe bene a fare un passo indietro e leggere i suoi commenti dalla prospettiva della sua produzione artistica (con tutto quel che si porta dietro in termini politici e morali).

Ora, con la persona che ha scritto queste parole ho condiviso - credo - interessi, amicizia e attività, avendo collaborato fattivamente su quello che ancora oggi ritengo uno degli esperimenti più importanti, significativi e ambiziosi tentati dalla fantascienza italiana in questo scorcio di secolo. Ma lui ha sempre preferito fare del ruolo di lettore la propria bandiera. La qual cosa, per me, va benissimo. Però, anche questa volta, c’è qualcosa che non va nel tono usato, qualcosa che trovo terribilmente fuori luogo e che mi ha spinto a restarmene zitto per settimane intere meditando sul tono migliore da dare a una eventuale risposta. Adesso, il signore di cui sopra, con la sua domanda fuori luogo e tutta l’impertinenza che trasmette, mi offre l’occasione di riaprire il discorso e - spero - di chiuderlo subito dopo, domandosi che tipo di persona io sia fuori dalla rete. Sono simpatico? Sono antipatico? Chiederei all’amico di dare una risposta al mio posto e, già che si trova, di non tralasciare dal giudizio che vorrà esprimere ogni valutazione di carattere non strettamente attinente alla mia produzione artistica: “termini politici e morali” in primis. Per aiutarlo nella sua valutazione gli ricordo che no, non ho fatto nessun passo indietro sulla questione della moderazione del Blog di Urania e sì, condivido consapevolmente tutte le scelte che sono state operate finora dai curatori della collana.

Perché io non sono di certo la persona più indicata per esprimermi sulla mia simpatia e potrei essere imparziale nel pronunciarmi. Anche se sono ragionevolmente certo di non aver mai - in trent’anni di presenza al mondo e almeno una quindicina di vita di società - sputato nel piatto del mio commensale né pisciato sullo zerbino del mio ospite. Cosa che, invece, pare essere largamente tollerata tra gli ex-commentatori del Blog di Urania, che magari ne fanno anche un punto a favore nei loro metri per valutare la simpatia di chi hanno davanti.