Starei scrivendo un racconto ambientato nel 1980 (di cui al momento non dico altro), se non mi trovassi poi la sera impegolato in lunghe sessioni di ricerca e documentazione per ricostruire l’ambiente di quell’epoca. Il 1980 è stato un anno cruciale nella storia d’Italia e questo lo sappiamo: la strategia della tensione, il calcio scommesse, Ustica, la strage di Bologna, la cassa integrazione FIAT e la marcia dei quarantamila, la banda della Magliana che imperversa a Roma e la mafia che colpisce in Sicilia, la P2 che minaccia il Paese, il concerto di Bob Marley a Milano e il Terremoto dell’Irpinia. Di timeline la rete abbonda (da Wikipedia a Anni ‘70) ma non è questo che mi interessa davvero.

Mi piacerebbe in effetti avere qualche impressione di prima mano da parte di chi quell’anno lo ha vissuto, da bambino, da ragazzo o da adulto. Sono interessato ai piccoli dettagli, ai particolari anche insignificanti di quell’epoca - meglio, ma non necessariamente, se cancellati poi dalla trama del mondo con lo scorrere del tempo. Qual era il panorama che si vedeva sulle strade e quali modelli di auto dominavano il quadro? Quali stazioni di servizio e quali insegne campeggiavano sulle pompe di benzina? Che musica veniva riversata fuori dai juke-box nei bar e quali liquori era frequente vedere serviti nei bicchieri degli avventori? Fate voi, pensando a tutti quegli elementi che, in definitiva, vi sembrano necessari per rievocare lo Zeitgeist di quell’anno, magari da angolazioni oblique. Quegli elementi che non è facile trovare se non scavando nelle pieghe della rete o della nostra memoria, ma che risultano fondamentali per ricreare il mood di una stagione della nostra vita, perché lì dentro - in qualsiasi riproduzione artificiale del 1980 - non possono assolutamente mancare.

Sto chiedendo in prestito le vostre sensazioni personali, i simboli che quell’anno vi ha lasciato attaccati addosso, la vostra fotografia privata (rielaborata da questi trent’anni che ci sono stati in mezzo, anche la nostalgia è parte integrante del gioco) depurata dalla filigrana dell’iconografia prevalsa grazie alla logica dell’amarcord di massa. Credo che un esperimento di questo tipo possa portare a esiti interessanti, oltre che arricchire notevolmente l’esperienza della mia scrittura. Non che cambi niente, ma il racconto è un racconto di fantascienza. Se vi va di contribuire, lo spazio dei commenti è a vostra disposizione. Grazie a tutti!