«[...] Supponiamo però che il passato non sia morto, e che quest’uomo sia costretto a tenersi in forma per affrontarlo nel caso in cui quel passato risorga nel presente. Bene, in simili circostanze sarebbe più saggio anestetizzare subito la mente, lasciando che il corpo rimanga forte e pronto.»

«E quel passato?»

Fitzstephan scosse il capo. «Se non so qual è - e non lo so - non è colpa mia» disse. «Prima che tu finisca le tue indagini, saprai quanto sia difficile ottenere informazioni da quella famiglia.»

«Ci hai provato anche tu?»

«Certo. Sono un romanziere. Il mio lavoro ha a che fare con le anime, e con quello che succede dentro di esse. L’anima di Leggett mi attrae, mi sono sempre sentito trattato ingiustamente per il suo rifiuto di rivelarsi a me. Sai, dubito che Leggett sia il suo vero nome. Lui è francese. Una volta mi disse di essere di Atlanta, ma rimane francese nell’atteggiamento, nella struttura mentale, in tutto tranne che nell’ammettere di esserlo.»

«Cosa mi dici del resto della famiglia?» chiesi. «Gabrielle è una matta, o sbaglio?»

«Me lo chiedo anch’io.» Fitzstephan mi lanciò un’occhiata incuriosita. «Lo dici così, tanto per dire, o lo pensi sul serio?»

«Non lo so. E’ una persona strana, sempre a disagio. E poi ha orecchie da animale, quasi non ha fronte e ha occhi che passano dal verde al marrone per tornare al verde senza mai restare dello stesso colore. Ficcando il naso, quanto delle sue faccende sei riuscito a far saltare fuori?»

«E tu - che proprio ficcando il naso ti guadagni da vivere - stai forse irridendo la mia curiosità nei confronti delle persone e i miei tentativi di soddisfarla?»

«Tu e io siamo diversi» dissi. «Lo scopo della mia curiosità è mettere le persone in galera, ed è per questo che vengo pagato, anche se non quanto dovrei.»

«Non c’è nessuna differenza» ribatté. «Lo scopo della mia è mettere le persone nei libri, ed è per questo che vengo pagato, anche se non quanto dovrei.»

«Certo, ma a che serve?»

«Lo sa Dio. A che serve metterli in galera?»

«Allenta gli ingorghi stradali» dissi. «Se metti in galera abbastanza gente, le città non avrebbero problemi di traffico. Cosa sai di Gabrielle?»

Da La maledizione dei Dain (The Dain Curse, 1929) di Dashiell Hammett. Traduzione di Sergio Altieri.