Cos’è il futuro? A chi me lo chiedesse, risponderei piuttosto candidamente: un punto di vista. Nient’altro. Ci sono prospettive privilegiate per esaltare gli aspetti del mondo in cui viviamo che più ci interessano o ci stanno a cuore, e dal punto di vista del tempo il futuro riesce ad abbracciare in sé il massimo spettro di possibilità. La sua efficacia narrativa risulta dalla capacità di cui di volta in volta dà prova l’autore nello storicizzare il presente, visto attraverso queste lenti deformanti.

Questa riflessione si sposa alla perfezione con la lettura dell’ultima novella di Robert Reed tradotta in Italia: La verità, finalista al premio Hugo 2009. Sono rimasto travolto dalla lettura di quest’opera al punto da non potermene separare fisicamente. Trascinato, ne ho scorso le pagine con un’unica destinazione: la fine - o meglio, le possibili fini. A mio modesto parere, Reed ha scritto un capolavoro ricco di spunti di riflessione sul nostro presente e sul nostro comune, recente passato. Con l’avvertenza di saltarla a pie’ pari per evitare spoiler, vi segnalo la mia recensione su Fantascienza.com.

Intanto - qualcuno di voi se ne sarà già accorto - su invito di Mark sono tornato ad aggiornare la mia libreria su Anobii. Per il momento gli scaffali sono ancora parziali e incasinati come quelli delle mie due biblioteche (a 800 km di distanza l’una dall’altra) ma dopo una settimana di applicazione siamo già alla catalogazione di 656 volumi e dovremmo essere a circa il 90% della libreria. E’ un inizio. Ma il punto che si riallaccia al titolo di questo post è il seguente: quanto può essere rivelatore dell’esperienza della lettura di un libro il suo ricordo, alla luce degli anni che passano? A mio giudizio il ricordo è un’indice molto più attendibile di tanti altri metri di valutazione. Nella trama delle nostre giornate, la lettura finisce inevitabilmente invischiata nell’esperienza e nell’umore del momento, cosicché ricollocare temporalmente una lettura è un discorso che si allaccia strettamente alla ricostruzione delle circostanze che all’epoca portarono alla maturazione di un determinato giudizio. Questo lavoro di catalogazione funge un po’ da filtro per smussare tutte le oscillazioni contingenti, legate esclusivamente al presente e quindi ai fattori al contorno della lettura.

Anche per questo trovo il servizio messo a disposizione da Anobii estremamente utile. Il proposito è di continuare a tenere aggiornata la libreria man mano che le letture procederanno e vedremo se saprò mantenere la promessa. Chi è curioso, può trovarmi qui.