Oggi è il Pi-Day. Anche quest’anno è arrivato e Google ce lo ha ricordato alla sua maniera:

Nel post dello scorso anno troverete un po’ di link utili da esplorare. Quest’anno mi preme segnalare ai lettori interessati anche alle mie attività collaterali al blog che, dopo tre anni e un mucchio di appunti, rimescolamenti di carte, riflessioni, discussioni con gli amici, dietro-front, reset e restart, mi trovo da qualche settimana al lavoro sul possibile seguito di Sezione π². A prescindere da come evolverà il progetto nei prossimi mesi, mi sembra il giorno adatto per annunciarlo.

Riprendere lo scenario e i personaggi di un lavoro precedente è un’impresa impegnativa. Le maggiori riserve su questo tentativo di serialità nascevano in massima parte dall’aver lasciato trascorrere molto tempo dall’indagine della Pi-Quadro che aveva presentato ai lettori di “Urania” Vincenzo Briganti e il suo lento sprofondare nel Kipple. L’anno scorso sono in effetti arrivato a chiedermi se non fosse passato troppo tempo per provare a dare un seguito a quella storia. E mi sono incartato sul dubbio per lunghi mesi, mentre portavo avanti altri progetti di scrittura: progetti collettivi o solitari, ma sempre in grado di assorbire molte energie, e questo è stato un bene. Perché in questo modo ho lasciato che il lavoro e la fatica prosciugassero progressivamente le mie incertezze e le mie riserve, distillandone gli elementi salienti su cui avrei dovuto concentrare la mia attenzione. Questo mi ha permesso di capire alcune cose e di mettere bene a fuoco i punti cardine su cui avrei dovuto agire.

Come risultato, al giro di boa dal 2009 al 2010 mi sono ritrovato con le idee chiare per ciò che avrei dovuto scrivere. Ho una storia, ho dei personaggi appena presentati nel primo volume ma degni di ulteriore spazio di approfondimento e uno scenario magmatico che va evolvendo oltre il fronte d’onda della Singolarità, quel bordo d’attacco logorato del meccanismo fuori giri della Storia. E ho 50.000 caratteri in Word che rappresentano un buon inizio per portare avanti il progetto. Ho anche un titolo di lavoro, provvisorio come sono tutti i work in progress: Corpi spenti.

Ne riparleremo.