Un nuovo, importante passo avanti nella comprensione della gravità potrebbe essere stato mosso negli ultimi tempi dallo scienziato olandese Erik Verlinde. Ne parlava il New Scientist, la notizia è stata ripresa anche da Bruce Sterling e mi è stata segnalata da Sandro Battisti. In estrema sintesi e con il rischio consapevole di esagerare con le esemplificazioni, che cosa ci dice Verlinde? Il suo approccio è così riassumibile:

thermodynamics + holographic principle → gravity.

In altre parole, partendo dal principio olografico di Gerard ‘t Hooft e Leonard Susskind e applicando un’analogia con i principi della termodinamica, si potrebbero ricavare le leggi che regolano la gravità e che da qualche decennio stanno facendo impazzire i fisici a caccia di una teoria unificata dei campi. Questo approccio (esposto da Verlinde in questo articolo) tratta la gravità come una forza entropica e ce n’è abbastanza da mandare in sollucchero le menti più inclini a sognare passeggiate sul bordo dell’universo.