Il Punto Omega che compare nel titolo della prossima novella di Don DeLillo, in uscita per il mercato americano il 2 febbraio, sembra non avere niente a che fare con l’Omega point di Teilhard de Chardin e le sue implicazioni postumaniste ed escatologiche, ma non manca di spunti di interesse (oltre che di echi dei precedenti lavori dell’autore newyorchese), come fa notare Fabio Deotto. In rete sono disponibili anche una prima recensione (apparsa sul Publisher’s Weekly) e un estratto (direttamente dal sito dell’editore Simon & Schuster).

I keep seeing the words. Heat, space, stillness, distance. They’ve become visual states of mind. I’m not sure what that means. I keep seeing figures in isolation, I see past physical dimension into the feelings that these words engender, feelings that deepen over time. That’s the other word, time.