Era dall’uscita di questo articolo su Corriere.it che meditavo di scrivere due righe su Sasha Grey, “una pornostar che legge Burroughs, Yeats, Baudrillard e Nietzsche”. L’industria del porno è dopotutto una delle lobby più potenti ad agire sul nostro immaginario e quando i suoi tentacoli intercettano schegge della controcultura cyber (Burroughs, Baudrillard) la sensazione di trovarsi in presenza di un evento chiarificatore della realtà in cui viviamo, una scintilla accesa a rischiarare questi tempi che corrono veloci, si fa forte.

Adesso a quella lista di letture significative potremmo forse aggiungere William Gibson. Ed ecco chiudersi il cerchio. Lo scorso 22 novembre, la star 21enne che, dopo il ruolo di escort come protagonista nel film sperimentale The Girlfriend Experience di Steven Soderbergh, sogna di abbandonare il circuito dell’hardcore, ha preso parte a una performance dal vivo organizzata presso il New Museum dall’artista newyorkese Brody Condon per portare in scena Neuromante. Nell’adattamento, intitolato Case dal protagonista di Gibson assurto ad archetipo del cowboy della console, Sasha Grey ha coperto il ruolo di Molly Millions, meat puppet ed ex-attrice di snuff, e direi che come cortocircuito metanarrativo abbiamo toccato il top. A quanto pare, Gibson avrebbe apprezzato tanto l’idea quanto la sua esecuzione, pur pensando che la Grey sarebbe stata più adatta in una trasposizione di Luce Virtuale.

Quanto al discusso film su cui Joseph Kahn starebbe lavorando per portare al cinema le visioni dal basso futuro dello Sprawl, come riportato dallo stesso io9 e da Indie Movies Online, intorno alla metà di novembre il regista dell’inguardabile Torque ha annunciato su Twitter di aver trovato la chiave giusta per chiudere Neuromancer (”Epiphany. I finally figured out how to end the movie.”). Spinto dallo stesso Gibson a dare delucidazioni in merito (”Scroll, or voiceover?”), Kahn ha quindi risposto in maniera evasiva (”LOL. Freeze frame.”). In realtà, quello che preoccupa di più non è certo il finale, quanto piuttosto tutto quello che può succedere tra i titoli di apertura e quelli di coda.

Intanto, per chi fosse curioso, è stata messa on-line una vecchia sceneggiatura scritta da William Gibson per adattare il suo capolavoro per il cinema. Su The Girlfriend Experience segnalo invece due recensioni di tono opposto su CineFile e StraneIllusioni.