Archive for Novembre, 2009

Starburst Blues

Posted on Novembre 7th, 2009 in Connettivismo, Micro | 1 Comment »

Stanotte resto in ascolto dell’eco di una pioggia cosmica. Raggi gamma brillano nell’alta atmosfera, accendono il cielo dopo un viaggio silenzioso. Scampoli di verità ricompongono uno spettro stellare, fatto di fantasmi sospesi fuori dal tempo. Con l’ossessione di Lorq von Ray, passo al setaccio la notte. I raggi cosmici sono gli elementi per un rito di negromanzia siderale. Scruto nelle scansioni in attesa di un’epifania, come un messaggio codificato nel tessuto del reale, tra le pieghe delle molteplici dimensioni di un immaginario legato al fantastico e alla scienza.

Immagine composita della galassia M82, una galassia starburst nella costellazione
dell’Orsa Maggiore distante da noi 12 milioni di anni luce. La ricostruzione è stata
ottenuta a partire dalle osservazioni dei telescopi Chandra (raggi X, in blu),
Spitzer (infrarosso, in rosso) e Hubble (emissioni di idrogeno, in arancio).
 

Novembre connettivista

Posted on Novembre 4th, 2009 in Connettivismo, ROSTA | 6 Comments »

Mentre si vanno ultimando i preparativi che porteranno all’incontro dei connettivisti in quel di Milano, il prossimo 21 novembre, sembra proprio che con la pubblicazione di e-Doll e la riedizione di A.E. Van Vogt in Urania Collezione questo novembre fosse stato pensato per anticipare i festeggiamenti del primo lustro del Movimento (la data ufficiale del compleanno è il solstizio d’inverno).

Crociera nell’Infinito è un piccolo gioiello, ancora godibile e provvisto di una carica visionaria e di un senso del meraviglioso che mi accompagnano fin dalla prima lettura, nella mia estate da tredicenne del 1994. Senza quella lettura, senza la sua suggestione, il connettivismo oggi non esisterebbe nemmeno come idea: la sua vocazione al futuro, alla sintesi, all’interdisciplinarità, sono tutti elementi che provengono da lì.

Un libro da avere. E se non amate Van Vogt, lasciatevi sedurre dalla copertina del mitico Franco Brambilla, in cui un post-connettivista alieno emerge dal suo tecno-uovo e s’incammina fuori dal suo cono storico di luce… ;-)

La fantascienza è morta?

Posted on Novembre 4th, 2009 in Agitprop, Fantascienza, ROSTA | 1 Comment »

Ognuno ha la sua risposta. La mia, e quella di 40 specialisti, è su Robot n. 58.

Impressioni d’autunno

Posted on Novembre 3rd, 2009 in False Memorie | 2 Comments »

Dopo il cambio dell’ora, l’autunno è un vortice che avvolge le giornate. Non so a quando risalga con esattezza la mia simpatia, ma sono anni che per me è l’autunno la più dolce delle stagioni. Porta con sé una tenerezza mite che ancora non degenera nel torpore invernale. E’ un mese strano, va bene, e sarò strano anch’io. Al liceo cercavo l’autunno nelle tavole di Dylan Dog e la coincidenza vuole che quest’anno, complice una fortunata razzia alla stazione di Bologna, proprio nei giorni scorsi sia tornato a nutrirmi delle avventure surreali dell’old boy. Preferisco l’autunno perché da sempre porta un presagio di riposo, anche se non ti annega mai nel mare della tranquillità. D’autunno, ho appuntamento con Raymond Chandler. Leggo Marlowe e scrivo. Mentre cammino per strada fiuto l’aria, cerco l’odore dei caminetti e delle foglie cadenti. Per uno strano effetto di slittamento stagionale penso a Italo Calvino. Ricordo l’Irpinia, in ottobre. Indugio in una sospensione ipnagogica in cui le nuvole all’improvviso si aprono e lasciano campo a un cielo immobile. Nell’aria tersa, la luce sgorga dalle cose e spiove obliqua sulla campagna, cristallizza in un sogno d’ambra il canto del cigno della natura. L’autunno non ha bisogno di lune o tramonti per sognare.

300

Posted on Novembre 1st, 2009 in Proiezioni | 19 Comments »

Ricordo che ai tempi se ne fece un gran parlare. Wu Ming, se non ricordo male, lo smontò pubblicamente e a più riprese. Diversi amici invece lo apprezzarono oltre misura. Mi tenni alla larga dalla pellicola e dal dibattito, fiutando sentore di patacca a miglia di distanza e non sentendomi particolarmente motivato per prendere parte alla diatriba.

Stasera ho ottenuto la conferma ai presagi peggiori.

Non ho idea del livello a cui fosse il fumetto di Frank Miller, che nelle storie di Sin City che ho letto è graficamente e drammaticamente sempre molto elevato. Ma il film di Zack Snyder è insulso. La voce fuori campo sembra un plagio dei documentari del Ventennio (o forse di Fascisti su Marte, non ho ben capito). L’estetica è talmente farlocca da risultare ridicola: luci finte, finte scenografie, finti costumi e finte ricostruzioni (nemmeno quel minimo di attendibilità storica che un’impresa come le Termopili avrebbe meritato). Sui dialoghi sorvolo per pietà (e presumendo che anche il doppiaggio ci abbia messo del suo).

Stupisce che il regista sia lo stesso di Watchmen. E stupisce ancora di più che qualcuno abbia sentito il bisogno di sparare a zero e qualcun altro di farne una parodia. 300 si ridicolizza benissimo da solo.

Se Zack Snyder non si fosse riscattato in soli 2 anni, gli avrei consigliato un Programma Ludovico con la filmografia di Albert Pyun somministrata in sequenza direttamente nell’encefalo. A conti fatti, chissà che non abbia provveduto da solo.

Talking about science fiction

Posted on Novembre 1st, 2009 in Fantascienza, On air | 4 Comments »

Non fai in tempo ad allarmarti per la sua morte (e ripensando allo scorso anno, mi viene il sospetto che possa essere il periodo…), che la fantascienza subito ti si risolleva sul letto di morte. Della correttezza del suo certificato di decesso, stilato da luminari di ogni tipologia, parleremo grazie a Silvio Sosio e a un numero di esperti (e qui mi preme ringraziare personalmente Salvatore Proietti per i continui spunti di approfondimento) sul numero 58 di Robot, in arrivo nelle librerie tra qualche giorno.

In UK, invece, si discute di fantascienza sulla BBC, nell’angolo di approfondimento culturale Newsnight Review. Ma non in riferimento alla sua morte, bensì alla sua crescente popolarità. Ospiti: il regista americano Kevin Smith (il tipo in accappatoio) e la scrittrice britannica Jeanette Winterson. E si parla di District 9, del successo di serie TV come Lost, Heroes e FlashForward e del pregiudizio verso la letteratura di genere. Salvo poi riconoscere il forte impatto che i libri di H. G. Wells, George Orwell e Douglas Adams hanno avuto sulla cultura mainstream e il successo fuori dai confini del loro immaginario di riferimento dei lavori di Pynchon e Vonnegut.

I quattro spezzoni della puntata sono su Youtube: 1/4, 2/4, 3/4 e 4/4. Vi invito a soffermarvi in particolare sull’ultimo: