Dopo la caduta di Franco, un villaggio dell’Aragona vota a sinistra e subisce per questo la repentina e cruenta rappresaglia di un gruppo di nostalgici del Caudillo che si fa chiamare “Falangi dell’Ordine Nero”. Appresa la notizia del massacro da un dispaccio di agenzia, il giornalista Jefferson B. Pritchard, veterano delle Brigate Internazionali, si mette in contatto con i vecchi compagni di lotta e organizza una risposta segreta alle manovre del terrorismo neofascista. La ricomposizione del vecchio plotone sarà per tutti l’occasione di fare i conti con la storia e, attraverso il passato, con la loro attuale esistenza. Ma mentre la caccia ai massacratori di Nieves si trasforma in una corsa contro il tempo, che porta gli inseguitori ad attraversare l’Europa intera, da Barcellona a Palermo a Roma, e di qui in Olanda attraverso Svizzera e Germania e infine in Francia, la loro missione diventa un pretesto per gli autori per imbastire un discorso più generale sulla condizione umana e l’esito è questo capolavoro del fumetto del Novecento.

Alterszorn è la “rabbia dei vecchi”, la capacità di indignarsi che si dimostra nella terza età di cui parlava John le Carré e in cui io - per dovere di cronaca - mi sono imbattuto per la prima volta grazie alle tavole di Nathan Never. Ed è la chiave di lettura di quest’opera fondamentale della coppia Christin - Bilal, formata dallo sceneggiatore di Valérian, qui perfettamente a suo agio con i toni neri da spy-story, e dall’eclettico genio della bande dessinée, amatissimo (da me, ma non solo) per il suo lavoro con la fantascienza e l’immaginario. Insieme allestiscono un’opera granitica e assolutamente scevra da retorica, e già questo sarebbe un grande risultato. Ma riescono anche a offrirci validi spunti di riflessione sulla realtà e ci riescono dall’anno emblematico della realizzazione di questo romanzo a strisce, il 1979. Un anno significativo per l’Italia, che si apprestava a vivere l’ultima violentissima stagione dei suoi anni di piombo, e che non a caso offre lo sfondo per il nucleo centrale di questa storia (con il rapimento di un politico comunista che rievoca in qualche misura il sequestro di Aldo Moro).

Le Falangi dell’Ordine Nero è una storia incentrata sulle persone, sui loro scrupoli, le loro crisi private, i loro sacrifici. Si integra per questo perfettamente in quel discorso sulla resistenza morale che facevamo ormai diversi mesi fa, partendo anche quella volta dalla tragica esperienza personale e familiare di un altro grandissimo talento del fumetto mondiale. E anche per questo è un’opera assolutamente da leggere. E da rileggere.