Apprendo dall’edizione odierna del Corriere della Fantascienza che la Cultura di Iain M. Banks, probabilmente il più vasto e ambizioso affresco sul futuro dell’umanità concepito dai tempi di Dune, sarebbe oggetto dei preparativi per un possibile sbarco sul grande schermo. Il sito ufficiale dell’autore scozzese conferma il rumour senza sbilanciarsi. La notizia nella notizia è che, a essere stato scelto per la trasposizione, non è uno dei romanzi di successo del ciclo, bensì un racconto: A Gift from the Culture.

La Cultura - tanto per autocitarmi - è “una società interplanetaria diffusasi in tutta la galassia, in cui convivono «pacificamente» i discendenti di sette-otto diverse specie umanoidi”. La Cultura, in esplicito contrasto con la Prima Direttiva trekker, non si sottrae alle proprie responsabilità galattiche e sovente, per fini che sembrerebbero ambigui solo a una civiltà a bassa tecnologia e ignara dei benefici di un sistema anarchico ed agalmico quale è la nostra, non si sottrae al compito di mentoring (tutela e addestramento) di civiltà meno progredite. Attività che si traduce in pratica in un traghettamento verso livelli tecnologicamente e socialmente sempre più avanzati.

Industrial Gothic, by Daniel Kvasznicza [via Fantasy Art Design]

Un dono dalla Cultura è stato anche il mio primo contatto con Banks e uno dei miei primissimi avvistamenti del cyberpunk (sebbene di un tipo piuttosto anomalo, fortemente connesso con la space opera). Merito della mastodontica antologia curata da Piergiorgio Nicolazzini per le Grandi Opere Nord verso la metà degli anni ‘90. Una storia di coscienza e terrorismo, molto cruda, di cui potete leggere l’incipit sulle pagine di Railibro, nella traduzione di Anna F. Dal Dan.

Resto convinto, da eretico quale nel mio piccolo mi ritengo, che l’espressione migliore della sua tecnica Banks la raggiunga nei piccoli quadri, in cui riverbera come in un cristallo la profondità della sua prospettiva. Ed è questo il caso del racconto in questione, in cui - come per altro accade quasi sempre nelle opere della serie - la Cultura viene mostrata dall’esterno, sullo sfondo di un pianeta marginale in cui qualcuno sta tramando nell’ombra per assestare un duro colpo all’immagine di pacifici mentori che ne avvolge gli emissari. E per compiere il piano di morte si rivolge a un esponente della Cultura in esilio.

Le premesse per uno sviluppo capace di reggere le canoniche due ore di pellicola, direi che ci sono tutte.