Ottobre, ormai agli sgoccioli, è stato per Tor.com - ricco portale web dell’editore americano Tor - consacrato allo steampunk. Ma è da qualche tempo ormai che assistiamo a una nuova stagione di interesse intorno al sottogenere forse più sovversivo maturato in seno alla fantascienza. Nel Regno Unito, che come dimostrano le esperienze del new weird e del filone postumanista è tornato a occupare una posizione di avanguardia di fronte alle sensibilità montanti nel fantastico, lo steampunk è in fase crescente da un pezzo. Una comunità di allegri attaccabrighe si è coaugulata intorno alla Steampunk Magazine, che ha avuto anche un’emanazione italiana grazie a una delle comunità undeground più interessanti nel nostro panorama culturale nazionale.

La rivista Ruggine è uscita con un numero 0 e un primo numero, liberamente scaricabili. La Guida Steampunk all’Apocalisse, nata dal collettivo che sta dietro la Steampunk Magazine, è stata tradotta da Regina Zabo, che ho avuto il piacere di conoscere elettronicamente negli ultimi mesi, grazie a un progetto che ci vede coinvolti entrambi. Insieme al più steampunk degli scrittori connettivisti, Simone Conti. E a tanta altra gente, nomi noti nel settore e altri prestati invece al genere. Non esito a definirlo un progetto importante e ambizioso.

[Inciso promozionale: anche la Guida Steampunk all'Apocalisse, imprescindibile manuale in caso di collasso della nostra civiltà ipertecnologica, è disponibile in free download.]

La comunità steampunk evolutasi intorno alla firma di Margaret Killjoy è interessante per vari aspetti, che vanno dall’attivismo politico strettamente inteso (come dimostra quest’ultima mobilitazione) alle battaglie per la difesa dell’ambiente e l’adozione di una logica dei diritti culturali alternativa all’obsoleto copyright. Ma forse la caratteristica più bella è lo spirito anarchico intriso di un umorismo dissacrante, la capacità di rendere credibile un’alternativa del futuro a bassa tecnologia. E qui i nuovi steampunk divergono dai “classici”, consolidatisi con le visioni di Jeter, Gibson & Sterling, Blaylock, Powers e Di Filippo. Se la letteratura può riscrivere le regole del passato, perché mai gli attivisti non dovrebbero dedicarsi alla forma del futuro?

La bellezza dello steampunk, dal mio punto di vista, è sempre stata questa sua carica sovversiva: riformulare la classica domanda alla base della fantascienza (what if…?) in una declinazione storica (cosa sarebbe successo se…?), senza trascurare - a differenza dell’ucronia - l’aspetto tecnologico della faccenda. In definitiva, è sempre il solito vecchio trucco degli specchi deformanti per cogliere meglio l’essenza della realtà: e con lo steampunk - altro punto di divergenza dall’ucronia - a prevalere è l’attualità, piuttosto che la storia. Se l’ucronia gioca su ipotesi legate a episodi storici precisamente identificabili, lo steampunk si confronta con le radici tecnologiche della nostra civiltà. Non a caso le opere fondanti del filone sono tutte ambientate in epoca vittoriana, tempi di positivismo e di grandi cambiamenti all’orizzonte. Provate a leggere cosa diceva qualche anno fa il grande Paul Di Filippo, autore della magistrale Trilogia Steampunk.

La cosa interessante del progetto a cui accennavo poche righe sopra, è che prova a portare lo steampunk in Italia attraverso un’iniziativa collettiva e la costruzione di uno scenario condiviso di inizio Novecento. Ho consegnato la revisione del mio racconto da un paio di giorni. Ne accennavo tempo fa. Se la stesura in sè mi ha portato via buona parte del mese di agosto, il cosiddetto world-building ci ha tenuti impegnati per qualcosa come sette mesi. E’ stato il primo racconto che ho ambientato a Milano, nonché il primo in cui mi si è resa necessaria un’opera di ricostruzione d’ambiente, senza molti margini per l’improvvisazione per quanto non siano mancate le opportunità per inventare. Sono soddisfatto come raramente mi è capitato in passato, ma adesso a prevalere è la curiosità delle reazioni dei lettori di fronte a questa operazione. Torneremo ad aggiornarci nel 2010.

Nel frattempo, il materiale per rispolverare la vostra conoscenza della fantascienza a vapore non vi mancherà: seguite i link di questo articolo e divertitevi!

[Immagine di Marcin Jakubowski, Titanomachy – Fall of the Hyperion. Via Templates.com.]