Sabato mattina, un cartone imprecisato su una di quelle che un tempo erano le reti commerciali e che oggi fungono da piattaforma integrativa del sistema televisivo di stato.

Un personaggio non identificato (ascoltavo, ero dal barbiere, senza una visione diretta o parziale del tubo di scarico catodico, ma tanto non è importante) dice: “Eravamo io, Jack, Crowe e tu, usavamo i deck per ripulire il satellite dai farabutti”.

Lasciando perdere il complemento finale, che potrebbe richiamare fin troppo da vicino la nostra dissestata attualità politica, il resto della battuta sembra declinare uno dei due o tre paradigmi del cyberpunk. Un senso di vertigine mi ha colto per un secondo, accorgendomi dell’uso ammansito del cyberpunk in un cartone per bambini.

Se la strada trova il proprio uso per le tecnologie - secondo la celebre formulazione di William Gibson - cosa può fare la televisione di un’idea rivoluzionaria? E come non preoccuparsi pensando a come la TV ha trasformato questo paese, plasmato a immagine e somiglianza di Sua Emittenza nel giro di meno di trent’anni?

Fermate il mondo, vi prego…