I ricercatori Oriol Romero-Isart e Maciej Lewenstein, rispettivamente del Max Planck Institut per l’ottica quantistica a Garching e dell’Istituto di scienze fotoniche di Barcellona,  hanno annunciato nei giorni scorsi il loro intento di eseguire il celeberrimo esperimento del gatto di Schrödinger, impegnandosi a non torcere un pelo a un felino. “Buone notizie per i gatti”, hanno promesso con fare sornione. In sostituzione, infatti, hanno intenzione di usare un virus.

Sebbene i virus non siano unanimamente riconosciuti dalla comunità scientifica come “organismi viventi”, di certo rappresentano le forme di autoorganizzazione cruciali per comprendere l’origine della vita e l’evoluzione dei regni. I virus candidati per l’esperimento sarebbero il virus dell’influenza e il virus del mosaico del tabacco.

“Ci aspettiamo che questi esperimenti siano il primo passo di un approccio sperimentale a questioni fondamentali, come il ruolo della coscienza nella meccanica quantistica e il discriminare fra l’interpretazione di Copenaghen e quella a molti mondi della meccanica quantistica” hanno dichiarato i ricercatori. Aggiungendo poi che: “dimostrare l’esistenza di fenomeni quantistici a questa scala aprirebbe la strada allo studio del ruolo della meccanica quantistica in biologia”.

L’intera storia, riportata sul sito delle Scienze, mi ha richiamato alla mente uno degli ultimi racconti di Robert Sheckley: Una chiacchierata con il virus del Nilo Occidentale (A Conversation with the West Nile Virus, 2004), pubblicato sul numero 45 di Robot. Un racconto che affronta con esiti paradossali una vicenda sorprendentemente simile e che io, per capirla, ammetto di aver dovuto rileggere più di un paio di volte. Si tratta di una storia molto breve, forse un po’ strana intrisa com’è dell’ironia sottile che contraddistingue Sheckley, ma che una volta colto il twist si rivela fulminante.

Un piccolo gioiello, in cui un uomo è costretto ad affrontare il peso delle responsabilità della sua specie. In attesa dei loro risultati, vogliamo consigliarlo a Romero-Isart e Lewenstein?