Una bella sorpresa ci è stata comunicata la scorsa notte - notte fonda, in effetti - da Roberto Furlani, curatore di Continuum. La sua rivista telematica di fantascienza ha dismesso la veste spartana con cui ci era diventata familiare nei suoi 10 anni di onorato servizio e, in vista delle celebrazioni per questo importante traguardo (previste, se non vado errato, per il n. 33), ha rinnovato il suo apparato grafico. Così adesso, al di là del consueto spessore dei contenuti, Continuum può offrire ai suoi lettori anche - a mio avviso - un piacere di lettura che la precedente incarnazione era un po’ costretta a sacrificare.

Non è solo una questione di appeal estetico (anche se è indubbio che l’occhio vuole sempre la sua parte), ma anche e soprattutto un miglioramento di ordine pratico, essendo difficile da sostenere la lettura a schermo intero, che ci obbligava alle più spericolate acrobazie di ridimensionamento delle finestre per agevolare la vista nella lettura. La nuova banda di testo, circoscritta a metà template, rende le cose decisamente più facili. Per non parlare dei grandi passi in avanti compiuti nella navigabilità (con il menu sempre visibile) e nell’inclusione dei contenuti multimediali (l’incorporamento di file video è stata un’altra bella sorpresa trovata in questo numero). Sabrina Moles ha fatto davvero un lavoro notevole per traghettare la webzine nell’era del Web 2.0.

E questo numero 31 che inaugura il nuovo corso si prospetta ricco. Come ricca è anche la presenza connettivista, con una recensione dell’antologia Frammenti di una rosa quantica (a firma di Fabio Calabrese), un breve reportage dell’ultima Italcon/Eurocon (pubblicato in anteprima proprio sullo Strano Attrattore), l’esordio di Maurizio “Scarweld” Landini sulle pagine elettroniche di Continuum e la “ristampa” di un mio vecchio racconto, già apparso sull’Iterazione 01 di Next, dal titolo La nuova specie. Ma adesso vi lascio all’editoriale di Roberto, che come in ogni rivista che si rispetti è sempre il punto di partenza per cominciare l’esplorazione dei contenuti. Lunga vita e prosperità a Continuum!