Al puro fine scientifico di scoprire se esiste un antidoto alla TV spazzatura, spero proprio che questi aggeggi entrino quanto prima nelle nostre case. Non ci voleva un grosso sforzo d’immaginazione, d’accordo, e probabilmente qualcosa di simile si era visto in qualche migliaio di altre storie (anche se al momento non riesco a connettere bene i miei ricordi di lettura), ma il mio piccolo auspicio lo avevo formulato tramite il mux in Sezione π².

Il corridoio del reparto scientifico fungeva anche da sala d’attesa. Il mux era sintonizzato su TASS NEWS TV, un canale internazionale che mandava notiziari 24 ore al giorno, aggiornamento in tempo reale. (Cap. 6)

Si trascinò penosamente in soggiorno, dove attivò il mux. Indossò i senso-guanti, stabilì la connessione con la SecurNet e inserì nel motore di ricerca il nome di Grazia Conti. Si fece restituire il suo stato di famiglia. (Cap. 16)
 
Briganti si passò una mano tra i capelli e per distrarsi gettò un’occhiata alla console. L’interfaccia olografica del mux si materializzò dal nulla.
C’era un messaggio vocale per lui, lasciato da un numero anonimo. Briganti avrebbe potuto affidarsi alla prudenza e avviare una serie di controlli incrociati sull’ora della chiamata e la sua sigla identificativa presso l’operatore. Era una procedura alla portata della SecurNet. Ma non lo fece. Aprì invece il file, che si rivelò essere di solo audio.
(Cap. 16)

Ecco, qualora vi fosse sorto il dubbio, sì: la tromba me la suono da solo, okay? Chi ne volesse un assaggio, su ConnectedTV di Yahoo! trova un gustoso antipasto. E adesso torno a lavorare.