Questo articolo su Cygnus X-1 mi ha riportato alle atmosfere di Orizzonte degli eventi. Prima di leggere Reynolds, cercavo un nome evocativo per una stazione spaziale, sospesa al di fuori dal tempo, lontana da Dio e dagli uomini. Resurgam era perfetto e così me ne sono appropriato. Questo che segue è un brano di quel racconto. Sempre per Continuum mi ritrovo all’opera - da un bel po’ di mesi ormai, in effetti - su un possibile seguito della storia di Jerry Lone e della sua allegra banda di recuperanti. Se Roberto riterrà che ne è valsa la pena, avrete modo di leggerne gli sviluppi su quelle pagine.

Il brano che segue viene proprio da questo nuovo racconto. Titolo provvisorio: Orbita limite.

Il modello olografico del sistema era tutto ciò che restava del sogno che avevano concepito insieme. L’armonia della danza cosmica, l’equilibrio delle forze che Jerry Lone aveva saputo instillare nel codice, la quiete trascendente che emanava dal walzer planetario: tutti elementi che adesso, nell’abbandono del cuballoggio, stonavano con le prospettive fantastiche che Ayesha si era prodigata a costruire per il loro futuro comune.
Gli angeli del sogno commutarono ancora una volta la sua coscienza indietro, nel mondo degli atomi e degli uomini.
– Devo chiederle di seguirci – disse la voce della donna. Una sfumatura gelida segnava le sue parole, ma non poteva mascherare lo strato di ansia che si era sedimentato sotto la superficie, ormai prossimo a degenerare in frustrazione.
Ayesha s’interfacciò di nuovo con il modello, per un’ultima scorribanda siderale. Si abbandonò al richiamo delle linee di campo, scivolò lungo il declivio del pozzo gravitazionale, oltre la Cintura. Poi virò su un’immaginaria traiettoria radente, una panoramica a volo-clipper sul disco di accrescimento di Niger RX-2047.
A quella distanza, il calore del plasma avrebbe aggredito i sistemi di un’ipotetica freccia, mandandola in
cut-off. Ma nella simulazione la freccia era lei: pilota, navigatrice e Algebra. E in quel momento avrebbe voluto annientarsi, ma i dieci milioni di gradi del Gorgo si dissolsero nell’interazione con il tempo-lento.
Gli intrusi che avevano fatto irruzione nel cuballoggio avevano neutralizzato i suoi protocolli di sicurezza e asservito gli angeli del sogno che aveva in circolo. Ayesha sentì dei passi alle sue spalle.
Non oppose resistenza.