Rendo un pubblico servizio, come già fatto in occasione dell’ultimo passaggio televisivo di Palookaville, e vi segnalo che stanotte a partire dall’una la solita RaiTre dedicherà la puntata notturna di Fuori Orario al visionario Shinya Tsukamoto, trasmettendo in sequenza Tetsuo - The Iron Man, Tetsuo - The Body Hammer e Bullet Ballet. E domani, alla paludata mostra del cinema di Venezia, riflettori puntati sul terzo capitolo delle cronache del metallo del regista nipponico, approdato al Lido con l’atteso Tetsuo - The Bullet Man: una pellicola “che riflette violentemente sulla dicotomia tra ‘la perfetta evoluzione dell’essere umano’ (indistruttibile androide, nuova potenziale arma di distruzione di massa) e quel poco di cuore (e sangue non contaminato) che gli è rimasto - commenta il recensore Valerio Sammarco. - Non il suo film migliore (che rimane Tokyo Fist, insieme ad A Snake of June), in alcuni passaggi appesantito da didascalie tutto sommato inutili, ma Tsukamoto - con inserti di videoarte straordinari - dimostra una volta di più quanto gli ‘insostenibili’ ritmi digitali ed elettronici coincidono con le mutazioni fisico/sensoriali della fruizione cinematografica. Apocalittico, (mai) integrato.”

Tokyo Fist è in effetti un gioiello di studio sui corpi e il dissidio tra mente e caos metropolitano si consuma sul campo di battaglia di uomini spezzati, interrotti tra ossessione e alienazione. Ma un posto speciale nel mio immaginario di spettatore e appassionato di cyberpunk lo occuperà sempre il dittico (divenuto ora trilogia) dedicato all’antieroe apocalittico per eccellenza, marchio di fabbrica del cinema di Tsukamoto: Tetsuo, il cyborg mutante che con la sua sola esistenza minaccia di precipitare il mondo in un delirio di metallo vivo e l’umanità in un abisso di angoscia da cui nessuno potrà raccoglierne le urla. Alla prima visione - ai tempi del liceo, quando i sabato sera e le notti d’estate potevano prolungarsi fino all’alba nella scoperta della cinematografia più marginale esistente al mondo, grazie ai recuperi proprio di Fuori Orario - Tetsuo fu veramente un’esperienza terrificante, lo svelamento delle potenzialità della narrativa cyberpunk dispiegate sullo schermo con dosi massicce di violenza e suggestioni apocalittiche. Una vera estasi per i nerd, volendo parafrasare Ken MacLeod.

Il capostipite della serie (1988) è un film davvero unico nel suo genere, atipico per forma e struttura: la lunghezza scopertamente anti-commerciale (appena 67 minuti) lo colloca a metà strada tra un corto e un lungometraggio, la fotografia in bianco e nero tiene fede all’anticonformismo del suo autore, l’assenza di una linearità narrativa lo catapulta in una dimensione psichedelica. Metaforico ai limiti estremi dell’ermetismo, anticonvenzionale fino al midollo.

Un uomo pratica dolorosissimi e cruenti innesti di metallo sul proprio corpo, forse al fine di testarne le capacità di resistenza e adattabilità o forse semplicemente per accrescere le proprie potenzialità fisiche. Mentre scorazza a folle velocità lungo le strade alla periferia di Tokyo - che (fotografata dapprima con luce morta, e poi con una luce gelida, aliena, in Body Hammer) trasfigura nelle scenografie ora sontuose, ora claustrofobiche le caratteristiche della metropoli moderna sconfinata, caotica e spersonalizzata - un’auto con a bordo una coppia lo investe, causandone il ferimento mortale. Eccitati dalla situazione, i due rinunciano a qualsiasi tentativo di soccorso e preferiscono consumare un amplesso sotto lo sguardo morente della vittima. Ballard docet. Per loro sarà l’inizio di un incubo spaventoso e terribile, che avrà il suo epilogo in una Apocalisse di Fuoco e Metallo.

Shinya Tsukamoto, già considerato da molti il Cronenberg del Sol Levante (definizione su cui si potrebbe anche essere d’accordo, se non fosse estremamente riduttiva), riesce a conferire alla pellicola con il suo tocco artigianale un afflato cosmico, elevandola ad una dimensione sovrannaturale ancor più che surreale. Lontano anni-luce dal cinema di impostazione occidentale, europea o americana che sia, alla sua uscita Tetsuo ottenne contro ogni aspettativa un tale riscontro di critica e di pubblico, da indurre il suo autore a girarne un seguito: Tetsuo II - The Body Hammer. Più che di un prosieguo, si tratta in realtà di una evoluzione delle tematiche del prototipo. Oggi parleremmo di upgrade. Facendo affidamento su una disponibilità di risorse visibilmente più ampia, Tsukamoto ricrea l’atmosfera onirica da incubo del precursore e scava nel passato del suo protagonista e della sua nazione, a scoprire i retroscena della metamorfosi cibernetica che, a quanto mi è dato capire, sono alla base anche di questo terzo e ultimo capitolo dell’epopea postumana del metallo.

Tetsuo - The Iron Man (1988, 67 min.). Nella stazione della metropolitana, un anonimo impiegato fugge di fronte ad una donna sul volto della quale si contorce un’indefinibile, mostruosa forma metallica. La donna lo insegue, lo assale e l’uomo una volta uscito sulla strada si accorge di correre più veloce delle macchine. Svegliatosi nel suo letto, crede di aver sognato, ma presto si accorge che tutto è accaduto davvero: vittima di una mutazione, il suo corpo pulsa ed assimila il metallo e tutto ciò che è in casa; il suo sesso si trasforma in una trivella e durante un furioso amplesso uccide la sua fidanzata. Nel corso della terribile esperienza, ricorda di quando, colti dall’eccitazione morbosa e improvvisa della morte dopo aver investito un podista, insieme si lanciarono in un amplesso altrettanto perverso dinanzi agli occhi sbarrati della vittima. Il mutante crolla in uno stato di percezione alterato, popolato da visioni e ossessioni ricorrenti. In preda a una furia incontrollabile s’imbatte in un suo simile e ingaggia contro di lui una battaglia selvaggia. Nello scontro i due corpi si compenetrano fino a diventare la massa compatta di una macchina da guerra, pronta a seminare l’Apocalisse per le strade della città.

Tetsuo II - The Body Hammer (1992, 81 min.). Dopo essere sfuggito ad un primo rapimento, Minori, figlioletto di Tomoo Taniguchi viene sequestrato da un gruppo di criminali. Nel tentativo di salvarlo, il padre lo uccide involontariamente, sparando all’impazzata con un fucile che gli si è improvvisamente generato dal braccio. Anche Tomoo, distrutto psicologicamente, viene a sua volta rapito e tenuto prigioniero da una misteriosa banda di cyberpunk che, nei locali di una fabbrica abbandonata, lo sottopone a una serie di sadici esperimenti. Il cervello e il corpo di Tomoo subiscono spaventose mutazioni che fanno crescere nel suo petto e nei suoi arti armi micidiali. Colui che guida i test crede che il fenomeno sia originato dalla composizione biochimica delle pallottole che nella prima aggressione avevano colpito Tomoo. In realtà l’uomo è di per sé un mostro che si trasforma a seconda del grado di intensità della sua ira distruttiva. L’origine del prodigio è riposta in un tragico episodio della sua infanzia, il cui ricordo la sua coscienza ha rimosso. Venuto a conoscenza del suo passato e riconosciuto in uno dei criminali il fratello scomparso dopo la morte dei genitori, Tomoo fa proprio l’istinto alla distruzione coinvolgendo nella sua sorte anche la moglie. Confondendosi in un’unica massa metallica, vivente e pulsante, Tomoo si modella in una gigantesca macchina da guerra e parte esultando alla volta di Tokyo.

Tetsuo - The Bullet Man (2009, 80 min.). Anthony, un uomo d’affari americano, vive a Tokyo con sua mogllie Yuriko e il loro figlioletto Tom. Un giorno, però, la loro esistenza viene scossa da un dramma: il piccolo Tom viene ucciso da un uomo misterioso. Anthony, disperato, non si rassegna e comincia a porsi delle domande e ad indagare nel passato della sua famiglia e soprattutto in quello di suo padre Ride. Cosa si nasconde dietro il misterioso progetto “Tetsuo” a cui Ride lavorava nel dopoguerra con le forze militari americane? E perché quando Anthony è scosso dalla rabbia, il suo corpo emette dei vapori e i suoi muscoli si trasformano in letali armi metalliche? Le sue indagini lo porteranno a scoprire qualcosa che rischierà di distruggere lui e l’intera città… [sintesi tratta da Cinematografo.it]

E adesso vi lascio con questa intervista a Shinya Tsukamoto, raccolta alla Comic-Con di San Diego dopo il panel “Tetsuo for the 21st Century”.