E sono 29 anni. Il valzer delle ritrattazioni e delle rivelazioni non accenna a interrompersi, come documentavo lo scorso anno. Resta il fatto che questa data non deve passare sotto silenzio, per non darla vinta ai signori dediti a riprogrammare la Storia e, attraverso di essa, le nostre coscienze.

L’egemonia culturale di questi tempi non ci arride. Il consenso della paura è tornato di strettissima attualità politica, in un Paese che con i naz in pattuglia di notte somiglia sempre di più a una sinistra distopia dickiana, un popolo di simulacri schiacciati sotto il tallone di ferro di una democrazia apparente. E la ricetta governativa non trascura la persistenza dell’ignoranza, nella ricetta collaudata di un relativismo che pone sullo stesso piano le stragi di Stato e il cosiddetto terrorismo rosso.

Contestare l’omertà di Stato è il minimo. Diamo voce anche alla resistenza.