Cosa c’è di male se uno che si proclama un conoscente superficiale della sua famiglia telefona a una minorenne per informarsi sulle sue prestazioni scolastiche? Assolutamente niente, se la persona in questione è già nota per il suo rapporto privilegiato con il cellulare. Ed è buffo constatare i due pesi e le due misure, facciamo pure tre. Come sempre accade quando qualcosa si muove davvero contro il loro nume tutelare, gli uomini del Presidente stanno serrando i ranghi, pronti a urlare contro ogni logica o buon senso al complotto comunista, alle manovre del Papa, alle ingerenze della CIA, ai cinesi che hanno contraffatto tutto e adesso sembrano essere riusciti a contraffare anche la storia, con grave danno per questo Paese e - soprattutto - per chi lo regge.

La verità, per questa gente, è come per il loro capo e datore di lavoro: sempre e solo una penultima verità. Mai definitiva, nemmeno alla prova dei fatti. Sempre pronta alla riscrittura. Nell’attesa di conoscere la prossima perla di questo rosario da operetta, squallido quanto le commedie caserecce che paiono ispirare l’immaginario dei fini intellettuali che non esitano ad accorrere in difesa del Cavaliere, speriamo che a quel telefono risponda davvero qualcuno, da casa. E venga presto a riprendersi questo extraterrestre per riportarselo sul suo pianeta di origine dove, si spera, nessun uomo o donna o bambino abbia più il coraggio di spingersi.