Ieri sono stati 23 anni dal disastro di Chernobyl. 23 anni dall’Ora Zero nella mia personale linea storica del futuro. Prima era una nube indistinta di rumore e sabbia. Poi il canale radio-psichico si liberò all’improvviso e presero a sgorgarne dispacci dal fronte del futuro: l’eco del disastro, gli allarmi degli esperti, la Nube radioattiva che minacciava di inghiottire l’Europa. Fu il trauma che porta al risveglio della coscienza. Il futuro, per me, è nato nella Zona di Esclusione, sulle ceneri di quell’inverno nucleare. Non esattamente sotto i migliori auspici.

Viste le circostanze, recupero le reminescenze ballardiane di un mio vecchio articolo per Fantascienza.com: Chernobyl 2005: turismo sulle ceneri del disastro. Ancora una volta dal futuro, la mia personale memoria della catastrofe.