Ho scoperto Pancake per caso. Solo per un caso mi sono imbattuto on-line nelle pagine che lo riguardavano. Sono rimasto stupefatto dall’alone di culto che ne circondava l’immagine e l’opera, a fronte di una brevissima esistenza e di un’ancora più breve stagione letteraria. Mi sembrava un enigma. Ma mi è bastato leggerne poche righe, apprendere poche cose sul suo conto, per convincermi a dare la caccia alle sue cose. Il corpus dei suoi lavori è un autentico scrigno di perle: 12 pietre preziose, un po’ sporche di terriccio umido e di foglie secche. Profumo di cenere.

Pancake. La lettura non mi ha deluso. Mi ha anzi dischiuso sentieri che mai avrei immaginato. Ma lui resta sempre un enigma.

Con il compagno Fernosky abbiamo condiviso la folgorazione. Dall’anno scorso - era proprio di questi tempi - ad oggi, ne abbiamo letto e riletto i racconti, assaporandone le suggestioni, il potere evocativo della parola, i tormenti. Oggi cade il trentesimo anniversario della sua scomparsa prematura. Andavamo pianificando da tempo il rilancio di Next Station. Non ci siamo ancora riusciti, ma non abbiamo creduto che fosse il caso di rinviare il primo dei nostri propositi: rendere merito a un autore ancora terribilmente attuale e sempre profondamente appagante da leggere. Così, con la complicità di Iguana Jo, non abbiamo rinunciato a pubblicare Ricordando Pancake, il mini-speciale on-line sul portale del connettivismo che ne anticipa la ripartenza.

Era il minimo che potessimo fare.