A proposito di Resistenza culturale alla strategia del Controllo e alla nuova logica del dominio, l’altra sera la trasmissione La 25ma Ora - Il cinema espanso de La7 ha dedicato uno speciale ad alcuni corti realizzati da Antony Balch tra gli anni ‘60 e i ‘70, cercando di trasporre su pellicola la tecnica del cut-up messa a punto da Burroughs e Brion Gysin sul modello del dadaistra Tristan Tzara. Balch, regista horror inglese e distributore di film di exploitation, incontrò William Burroughs al Beat Hotel di Madame Rachou e i due strinsero amicizia iniziando una intensa collaborazione che approdò a questi progetti cinematografici. Non di rado i corti coinvolgevano in prima persona il profeta dei beatnik anche come attore.

Per approfondire il discorso su Burroughs, il cut-up come tecnica letteraria aleatoria e il suo impiego critico come «arma» da contrapporre al linguaggio come virus, l’influsso bidirezionale tra immaginario fantascientifico e controcultura beat, metto qui i collegamenti - che lo Zio Billy mi perdoni - a due articoli a lui dedicati su Fantascienza.com: un profilo e la sua riscrittura incentrata sulla Trilogia Nova. In realtà ci sarebbe molto da aggiungere sulla questione dei collegamenti. Il cut-up&fold-in portato da Burroughs allo stato dell’arte nella de-linearizzazione del testo trova un valido contrappeso nella trama di riferimenti intertestuali che percorrono la Trilogia del Cut-Up in particolare e tutta la sua opera nel complesso. In effetti, scrivendone lo scorso anno, parlavo a questo proposito di «trittico olografico» proprio in funzione di questa sovrapposizione, che viene infine a realizzarsi tra i punti di vista e le linee narrative destrutturate.

Oggi, nell’era della Rete nella sua incarnazione 2.0, come possiamo far valere a nostro vantaggio le acquisizioni della guerriglia sin-estetica di Burroughs? Il segreto, ieri come oggi, sembra risiedere sempre nel valore della connessione. Prendere d’assalto lo Studio della Realtà dalle nostre rispettive cabine di regia: la costellazione dei link può aprire nuove associazioni, intessere una rete di collegamenti utile a imbrigliare la comprensione del mondo attraverso una molteplicità di punti di vista in grado di proiettare nuova luce sulla trama del reale. Oggi abbiamo strumenti nuovi da usare. La Resistenza può passare all’upgrade.

E dopo questo apologo dell’ipertesto - in diretta dallo Studio della Realtà, grazie a YouTube, ecco il corto Towers open fire del 1963.

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

Towers Open Fire

Onde elettriche che falciavano attraverso gli schemi cerebrali della Terra - Il messaggio della Resistenza Totale sulle onde corte del mondo - Questa è guerra all’ultimo sangue - Scambiare le lingue - Tagliare le linee delle parole - Far vibrare i turisti - Lasciare libere le porte - Fotografie che cadono parole che cadono - Fare irruzione nella Stanza Grigia - Chiamata generale per i partigiani di tutte le nazioni - Torri aprite il fuoco!

William S. Burroughs - Nova Express (1964)