Dalle mie ceneri è un thriller fantascientifico, come capita di rado di leggerne a firma di autori italiani. Alan D. Altieri ha fatto scuola, ma Giampietro Stocco ci aggiunge un tocco personale derivato dalla sua sensibilità, riconducendo il tema della cospirazione, dell’indagine attraverso la trama inestricabile dei segreti di stato, alla sua passione naturale per l’ucronia. Su questo impianto Stocco innesta addirittura un filone di speculazione hi-tech che si spinge verso le frontiere del postumano. La miscela è azzeccatissima e ci regala un’ambientazione al contempo esotica e globale, trasportandoci nel mondo del 2015 come avrebbe potuto risultare da un diverso esito del braccio di ferro tra Argentina e Regno Unito alle Falkland/Malvinas. Un evento minore della nostra storia recente che conduce a una divergenza temporale verso un futuro che solo nelle pagine finali scopriamo essere poi non così distante da una buona fetta dei mondi futuri che potrebbero toccarci in sorte.

Queste le note positive. Purtroppo si nota una certa frettolosità, nello svolgimento e nell’editing (con un certo numero di refusi che spezzano la lettura, dal ritmo altrimenti veloce e coinvolgente). La storia invece avrebbe meritato un altro approfondimento. Non dico il doppio delle pagine, ma una cinquantina di cartelle in più sarebbero giovate sia alla suspense che all’atmosfera, così come qualche riga di dettaglio su Buenos Aires e l’Italia avrebbero potuto aiutare il lettore a immergersi nel contesto geopolitico ben congegnato dall’autore. Se il Cono Sur non facciamo in tempo ad assaporarlo che già ci troviamo sbalzati in Europa, ma solo di passaggio, ho trovato invece ben delineato il paesaggio sociale e urbano della parte ambientata in Africa. Dal punto di vista strutturale, l’intermezzo che si ricollega all’epilogo sarebbe riuscito più efficace se la stessa linea narrativa fosse stata richiamata almeno un altro paio di volte nel corso della trama. In misura analoga il pupazzo-IA avrebbe dovuto giocare un ruolo anche più avanti nello svolgersi degli eventi, per non ridursi alla dimensione della semplice trovata ad effetto, efficace ma estemporanea.

Se posso permettermi, consiglierei a Stocco di rimetterci sopra le mani - compatibilmente con gli altri suoi impegni, che so essere molteplici - per sviluppare meglio il plot spionistico. Lo dico perché ho notato una massa critica di potenzialità inespresse, che avrebbero invece potuto produrre una bella detonazione letteraria. Sul versante delle note estremamente positive, personalmente ho molto apprezzato l’ambiguità morale e l’equilibrio con cui l’autore riesce a portatla avanti per tutta l’estensione della trama, fino alla sua piena risoluzione finale. Davvero un bel tocco da maestro, da parte di un autore che, come dimostra la vittoria all’ultimo premio Alien, si sta ritagliando un ruolo da protagonista nel panorama contemporaneo della fantascienza italiana.

Su Fantascienza.com è possibile leggere un’anteprima della novella e la recensione di Giampaolo Rai. Apprendiamo anche, con estremo piacere, che i libri del catalogo Odissea sono tra i più venduti sull’iTunes Store per quanto concerne gli e-book per iPhone e iPod Touch. Nella Top 20, insieme a calibri internazionali come Shepard e Stross, Stocco risulta l’autore italiano più letto.