Nel mio piccolo reportage uscito lo scorso ottobre sullo Strano Attrattore e simultaneamente sul blog della Comunità Provvisoria dell’Alta Irpinia fotografavo lo stato di salute di un angolo di Bassitalia che, ipoteticamente, avrebbe dovuto essere destinato alla raccolta dei rifiuti speciali. A volte succede che le parole non cadano nell’indifferenza.

La scorsa settimana ho avuto modo di constatare di persona come l’isola ecologica di Calabritto sia stata riaperta, l’area immediatamente circostante sia stata bonificata e semplici (ma per il momento direi efficaci) contromisure siano state adottate per impedire il ritorno allo sversatoio e al degrado che denunciavo solo tre mesi fa. Il ritorno alla normalità mi era stato segnalato già da dicembre. Il luogo è ora presidiato da personale autorizzato (e, credo di poterlo dire sulla base della chiacchierata scambiata sul posto, preparato, attento e disponibile) tre giorni a settimana. Una nuova isola ecologica al servizio dei comuni limitrofi della provincia di Salerno è attualmente in fase di studio.

Dalle nostre parti si direbbe che parlare sposta. Cambiare lo stato delle cose non è una chimera. Basta partire da quelle piccole, utilizzando quello che si ha a disposizione. Ancora una volta, dipende solo da noi.