Scrivo queste righe dopo avere trovato nella mia casella postale la graditissima sorpresa della copertina di NeXT, così come avremo l’onore di presentarla - se riusciamo a scapicollarci senza rimetterci le penne - in quel di Fiuggi alla Deepcon/Eurocon prossima ventura. Il primo numero internazionale del bollettino di cultura connettivista si avvarrà di contributi di prima scelta di protagonisti della scena nazionale della SF e - forse - anche di qualche nome di rilievo internazionale. Vedremo come evolveranno le cose.

Di sicuro, da qualche giorno sono rientrato in una spirale gravitazionale di attività editoriali. Il tour de force si protrarrà come minimo fino ai primi giorni di febbraio. Nel frattempo, ovviamente, NeXT non potrà essere l’unica cosa che farò, perché un paio di scadenze ravvicinate per collaborazioni a cui tengo molto (e di cui vi informerò a tempo debito) mi terranno all’opera anche su almeno due racconti (la cui stesura, per la verità e con un certo sollievo, è già a buon punto).

Per forza di cose - e avendo in piedi, come sapete, tutta una serie di altre collaborazioni sulla rete e sulla carta - il movimento su questo blog potrebbe risultare nei prossimi tempi un po’ rallentato. E’ una decisione sofferta, perché lo Strano Attrattore è la mia residenza elettronica e mi ci sono trovato a mio agio fin dalla sua apertura. Lo dimostrano i 180 post pubblicati fino a oggi e gli oltre 13mila contatti degli ultimi 5 mesi. Per rispetto verso i 10-12 aficionados e verso i naviganti che capitano occasionalmente da queste parti (in cerca di mappe della Via Lattea o informazioni sulla scala di Kardashev, il caos, il futurismo, Sacco e Vanzetti, il luddismo, le fibre ottiche, San Francisco, i nomi delle vittime della strage di San Gennaro, e tutto il resto), mi sono sentito in dovere di spendere queste poche parole. Non per accampare scuse o giustificazioni (qualunque cosa vogliano far credere le voci petulanti della rete, chi fa questo mestiere - scrivere fantascienza e di fantascienza - oggi, in Italia, lo fa solo per passione, sforzandosi di dare sempre il meglio, in ogni singolo aspetto della faccenda, e oltre a questo ci sono il lavoro che ci dà da mangiare, la vita sociale o anche solo personale negli ultimi tempi pressoché azzerata, le piccole cose ingiustamente trascurate, and so on…), ma per proseguire in quella condotta di trasparenza a cui ho volunto improntare la trasmissione su queste frequenze fin dall’inizio.

[Nell'immagine: Feigenbaum Planet.]

Gli aggiornamenti del blog, quindi, si diraderanno. Una soluzione che si rende necessaria per non rischiare di compromettere il livello di approfondimento, attenzione o anche solo provocazione, che mi sono sempre impegnato a perseguire.

Per il momento, comunque, che non si dica che vi lascio senza alcunché da leggere. Con l’aggiornamento di Delos SF messo in linea ieri, sono accessibili:

• Uno speciale su Richard K. Morgan improntato sull’ultimo capitolo della serie di Kovacs, con un articolo inedito dell’Autore sulle origini non-letterarie di Tak, una panoramica delle commistioni tra noir e SF a cura di Marco Passarello, e due pezzi del sottoscritto.

• Una ripresa organica del lavoro del premio Nobel 2008 per l’Economia Paul Krugman sulla Teoria del Commercio Interstellare. (Ricordate? Anche di questo avevamo parlato a suo tempo)

And last but not least una intervista al leggendario Giuseppe Lippi, Curatore Eccelso di “Urania” e autore del Dizionario Ragionato di 2001, di cui abbiamo già parlato. Una chiacchierata sul film, la fantascienza al cinema e non solo, che dal mio punto di vista si è rivelata non poco illuminante e davvero molto arricchente.

Per il momento è tutto? No, non direi proprio. Ma di carne al fuoco ne abbiamo abbastanza: cominciamo a smaltire questa. Ci sentiamo sicuramente per gli auguri di Natale, e magari prima.

C’ya soon, cyberspace cowboys!