Tempo di uscite succulente per gli amanti della fantascienza. Da questa settimana è disponibile in libreria e sul DelosStore l’atteso numero 55 di Robot. Un numero dedicato a Ken MacLeod e curato interamente da Francesco Lato per le ragioni contingenti che ci vengono illustrate, senza esitazioni, nel toccante editoriale del Direktor Vittorio Curtoni, un personaggio mitologico della nostra fantascienza, una persona deliziosa nel privato, a cui rivolgo i miei auguri nella convinzione che il prossimo Robot uscirà temprato come lui dalle fucine piacentine.

Compagno di scorribande del Curtoni è da tempo immemore un’altra istituzione della SF italica come Giuseppe Lippi. Esce in questi giorni la sua ultima impresa, dedicata a 2001 Odissea nello Spazio. Il volume, che si avvale di contributi d’eccellenza, può vantare un’impostazione inedita come può essere quella del dizionario ragionato. Per dirla con le parole dell’autore:

Avendo bisogno di un criterio che fosse, allo stesso tempo, un’idea, ho pensato alla formula del dizionario. In fondo, di monografie critiche o storiche su 2001 ne esistono già parecchie: non mi sembrava il caso di aggiungere altra carne a un fuoco che oltretutto, dovendo propagarsi nello spazio, si sarebbe estinto in men che non si dica. Il dizionario, invece, avrebbe goduto di un costante interscambio d’ossigeno con il lettore, lo avrebbe incuriosito e guidato attraverso l’avventura del film come una sorta di motore di ricerca.

Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del capolavoro di Kubrick e della fantascienza a 360°.

E terminiamo questa panoramica editoriale con una segnalazione autoreferenziale. L’ultimo numero del CorsaroNero, Rivista salgariana di letteratura popolare diretta da Massimo Tassi, contiene una nutrita sezione di approfondimento dedicata alla fantascienza italiana. Irene Incarico ha voluto dedicare un occhio di riguardo al Connettivismo e al sottoscritto, con una lunga intervista e un dettagliato articolo sulle declinazioni nostrane del cyberpunk. In rete ho trovato questa bella presentazione che ne fa il solito Andrea Bonazzi. Visto che sono di parte, vi rimando al suo blog.

Insomma, se vi va, fateci un pensierino. La fantascienza italiana non ha bisogno di essere supportata. Ha bisogno solo di essere letta. L’angolo dei consigli per gli acquisti si chiude qui.