In occasione dell’uscita del nuovo numero di Delos SF, curato con la consueta maestria dal buon Carmine Treanni, mi soffermo con questo post sulle relazioni tra fantascienza e musica. Voglio dedicare questo post a due titoli tra quelli che, per ovvie ragioni di selettività, non sono stati citati nello speciale delosiano. Due titoli progressive che sono risultati determinanti in molti momenti della mia scrittura e che ancora adesso ascolto spesso per la loro carica evocativa e ipnotica.

Il primo è Eye in the Sky dell’Alan Parsons Project, una canzone del 1982 incentrata sull’ossessione del controllo. Echeggiando Philip K. Dick fin dal titolo (Eye in the Sky è un romanzo di Dick del 1957, uscito in Italia come L’occhio nel cielo), il pezzo declina il tema sull’onda delle suggestioni orwelliane e burroughsiane, prolungando nella musica la stagione fantascientifica della New Wave ormai conclusa da qualche anno, mentre all’orizzonte già si affacciavano i prodromi del cyberpunk.

Ecco un interessante montaggio recuperato via YouTube:

La seconda canzone vanta invece due particolarità. E’ una canzone progressive anch’essa (o che almeno mi sento di ascrivere come tale, nella mia ridottissima competenza musicale) benché sia uscita nel 2000, quindi fuori tempo massimo rispetto ai confini della stagione di massima fioritura del genere, ma in tempo per prendere parte al ritorno di interesse sul progressive rock registrato con l’inizio del nuovo millennio. Ed è una canzone italiana, scritta da uno dei gruppi storici della nostra canzone: la Premiata Forneria Marconi (per gli amici PFM). Sto parlando di K.N.A. - Kaleidoscope Neuronic Accelerator, dall’album Serendipity del 2000, probabilmente snobbato dai puristi per il successo che regalò al gruppo un po’ a sorpresa. Di K.N.A., che gioca nel titolo con gli acidi nucleici e il codice della vita, insieme alla magia del ritmo (imprescindibile nel progressive) incanta la sintesi tra inner space (”lampi di memoria tra le fragole“) e outer space (”cellule in partenza per le stelle“, “zero gravità senza più regole“) codificata nel testo, con un’allusione in apertura ai paradisi artificiali (”dolce nirvana sintetico“), l’inevitabile richiamo alla psichedelia (”spirito caleidoscopico“) e alcune suggestioni di matrice fantascientifica portate alla ribalta dall’immaginario cyberpunk (”cerco ricordi criptati di nuovi soldati da vincere“). Della “cronaca di un viaggio sottopelle” non ho trovato filmati in rete. Per cui mi limito a riportare qua sotto la trascrizione del testo.

Dolce nirvana sintetico
scioglimi in lacrime
Ho un rilevatore d’amore
che accelera il cuore più fragile

Imparerò, calcolerò finché sarò cosciente
Supertrasparente

Cerco ricordi criptati
di nuovi soldati da vincere
Combatterò, difenderò
finché sarò innocente

Libero evanescente
Libero no ma leggerissimo
per il tempo che si può

K.N.A. cronaca di un viaggio sottopelle
K.N.A. lampi di memoria tra le fragole
K.N.A. cellule in partenza per le stelle
K.N.A. zero gravità senza più regole

Spirito caleidoscopico
riducimi in briciole
Sposta ogni mio sentimento
in vapori d’argento invisibili

E pregherò e pregherò
di non sentire niente

Libero evanescente
Libero no ma leggerissimo
per il tempo che si può

K.N.A. cronaca di un viaggio sottopelle
K.N.A. lampi di memoria tra le fragole
K.N.A. cellule in partenza per le stelle
K.N.A. zero gravità senza più regole