Ecco un brano tratto da Ai Margini del Caos, romanzo di Franco Ricciardiello vincitore del premio Urania 1997, che prende le mosse dal celeberrimo dipinto di Arnold Böcklin e dall’ossessione nutrita per esso da Adolf Hitler: Die Toteninsel, ovvero L’Isola dei Morti (la riproduzione qui sopra rappresenta la V versione, del 1886, oggi conservata presso il Museum der bildenden Künste di Lipsia).

- Goebbels è il sintomo della crisi definitiva di una percezione lineare, visiva del mondo. La radio è invece il trionfo della percezione acustica, elettrica, il Lebensraum del nazionalsocialismo. E’ il mondo nuovo, la crisi [...] catartica della modernità. La percezione del mondo è sconvolta.

Vic finisce il caffè. - Vuoi dire che la potenza del fascismo radiofonico di Goebbels è tale da nascondere il fatto che la Guerra non è stata vinta dagli Alleati?

- Voglio dire che la vittoria dei sovietici ha significato la continuazione della percezione sequenziale della realtà. Gerarchia, alfabeto, cronologia: il predominio dell’emisfero sinistro del cervello. Al contrario, l’arte e l’immaginario collettivo alla fine del XX secolo sono ormai dominati dalla comunicazione elettrica dei mass media: prospettica, non lineare. Questo introduce una sorta di schizofrenia nell’individuo. [...] La Guerra non è stata la fine del mondo moderno, è stata al contrario l’inizio del Brave New World, il Mondo Nuovo postmoderno. Il fascismo di Hollywood e il fascismo di Hitler stanno proseguendo la lotta contro la modernità tramite la Guerra dei mass-media.

Il dipinto del pittore svizzero è ancora oggi, con la sua storia maledetta, fonte di un fascino inquietante, carico di suggestioni. Tra i molteplici lavori che nel tempo vi si sono richiamati, vi è anche questa sinfonia del compositore russo Sergej Rachmaninov, intitolata Op. 29: Isle of the Dead. Un’opera perfetta per il Giorno dei Morti.