Cyberspazio. Un’allucinazione consensuale condivisa ogni giorno da miliardi di operatori legittimi, in ogni nazione, insegnando ai bambini concetti matematici [...] Una rappresentazione grafica di dati ricavati dalle memorie di qualsiasi computer e inviata al “sistema uomo”. Impensabile complessità. Linee di luce distribuite nel non-spazio della mente, ammassi stellari e costellazioni di dati. Come luci di città che si allontanano.

William Gibson - Neuromante,
(Neuromancer, 1984)

 

Una delle applicazioni più interessanti e utili del Web Semantico promette di essere la facilitazione delle ricerche in rete. Oggi i motori di ricerca si basano sull’esplorazione degli URI (Universal Resource Identifier) indicizzati in un database (e degli URI a loro volta contenuti in questi documenti) da parte di agenti (crawler, o spider, o bot) e sulla catalogazione dei risultati. Il meccanismo, come tutti avremo imparato a nostre spese, non sempre fornisce i risultati sperati, nel senso che molto spesso si rende necessario un affinamento (automatico o manuale) da parte dell’utente per scovare nell’elenco dei risultati l’informazione a cui si è effettivamente interessati.

Il Web Semantico, ideato dall’inglese Tim Berners-Lee (uno dei fondatori del World Wide Web), prospetta un superamento dei limiti degli attuali meccanismi di ricerca, mettendo in campo degli agenti intelligenti in grado di contestualizzare l’informazione, rendendo quindi più attendibili e affidabili i risultati. Definito come “l’insieme di formati e linguaggli che trovano e analizzano dati sul Web, permettendo [agli utenti] di comprendere tutti i tipi di informazioni utili in rete” (citazione da: Il Web Semantico in azione, su Le Scienze n. 474, febbraio 2008), questa ridefinizione dell’architettura della rete basa il suo funzionamento “su alcuni blocchi costituiti, a loro volta, da numerosi formati e linguaggi che ampliano le analoghe tecnologie software che permettono al Web stesso di funzionare”.

Ne parlo perché ho voluto ritagliare al Web Semantico (o a qualche sua estensione futura) un piccolo ruolo in Radio Karma, sul quale mi accingo a tornare al lavoro per una nuova revisione, e mi ha quindi colpito questa notizia apparsa proprio sul sito web delle Scienze, su un nuovo approccio statistico messo a punto dai ricercatori della Penn State University (chiamato ALIPR, da Automatic Linguistic Indexing of Pictures in Real-Time) che promette di rivoluzionare la ricerca di immagini. ALIPR si basa sull’apprendimento del software a riconoscere le informazioni utili ricavandole direttamente dalle immagini, partendo da un set di addestramento. Un meccanismo molto simile a quello adottato dalle reti neurali nell’ambito del riconoscimento (la cosiddetta pattern recognition), che potrebbe stravolgere il nostro utilizzo della rete.

Ho fatto un sogno riguardante il Web… ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il Web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli. Ho sempre immaginato lo spazio dell’informazione come una cosa a cui tutti abbiano accesso immediato e intuitivo, non solo per navigare ma anche per creare. [...] Inoltre, il sogno della comunicazione diretta attraverso il sapere condiviso dev’essere possibile per gruppi di qualsiasi dimensione, gruppi che potranno interagire elettronicamente con la medesima facilità che facendolo di persona. Nella seconda parte del sogno, la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer. La “Rete Semantica” che dovrebbe renderlo possibile deve ancora nascere, ma quando l’avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l’ispirazione e l’intuito. Finalmente, si materializzeranno quegli “agenti” intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo.

Tim Berners-Lee - L’architettura del nuovo Web,
(2001, pp. 139-140)

Risorse web correlate:
Oz Blog sul web 3.0 (dalla stessa fonte arriva lo schema rappresentativo del funzionamento del Web Semantico)
• Una serie di slide di Wayne MacPhail, per illustrare i principali tools e concetti del web 2.0 (via SegnaleZero).
La Rete, il futuro (28-10-2008)
Anytime, Anywhere (25-06-2008)

[L'immagine di apertura è tratta da Ghost in the Shell - Stand Alone Complex (2002).]