Meritano una menzione d’onore gli italiani che ieri erano a Castel Volturno per commemorare la strage degli innocenti del 18 settembre 2008. Merita un attestato speciale il telegiornale de La7, che nell’edizione di sabato sera per primo - a quanto mi risulti - ha trovato il coraggio di parlare di “matrice razzista” per questo eccidio ancora senza movente.

Se dovessero essere confermate le sensazioni sempre più forti in queste ore, malgrado i proclami ancora convinti del questore e dei suoi collaboratori, la vigilia di San Gennaro dovrebbe venire eletta lutto nazionale, a triste memento per le generazioni future e celebrazione dei valori di uguaglianza, integrazione e rispetto della dignità umana, che in questo Paese si stanno progressivamente dissipando. Una speranza oziosa, me ne rendo conto.

Meritano stima e rispetto i parenti e gli amici delle vittime, e gli altri extracomunitari che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera per tirare avanti, che vivono come ombre in un mondo che non conosciamo e in cui non vogliamo immischiarci, e che si vedono ora traditi da uno Stato che magari credevano esistesse ancora, ingannati dai controlli di routine delle forze dell’ordine sguinzagliate da ministri da palcoscenico a caccia di irregolari: clandestini e uomini neri da riversare nei sogni della gente per bene, elettori beati nello psico-terrore alimentato dalle autorità.

Intanto, grazie a Giuseppe D’Avanzo e a Roberto Saviano, apprendiamo finalmente i nomi delle vittime. Nomi rimasti oscuri fino a ieri, come se i morti non fossero stati nemmeno uomini degni del privilegio di venire battezzati e chiamati per nome, ma solo comparse destinate al sacrificio per un servizio giornalistico da 2 minuti in prima serata o da tre colonne su un giornale. Sono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25, ghanesi. Mentre è ancora ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana.

Samuel, Alaj, Christopher, Alex, Kwame, Eric e Joseph. Ennesime vittime di camorra in un territorio abbandonato al suo destino. Lontano dagli uomini e da Dio.

[Aggiornato alle 09:54. La foto è opera di Luigi Caterino.]