[Ripreso dallo Strano Attrattore 1.0 del 18-04-2006]

In Oceanic di Greg Egan, che nel 1999 è risultato vincitore sia del Premio Locus che dell’ambitissimo Hugo, trova spazio una riflessione sul ruolo dell’umanità nel mondo e della fede nella vita. Ventimila anni prima degli eventi narrati nel libro, gli esponenti di una progenie postumana noti come Angeli approdarono su Covenant a bordo delle loro immense navi spaziali e, spinti da Beatrice, figlia di Dio, rinunciarono all’immortalità riacquistando corpi di carne e di sangue progettati appositamente per la conformazione geografica del pianeta: nacquero così due fazioni adatte per la vita sulla terraferma (i Terricoli) e per quella acquatica (gli Acqualiberi). Le differenze morfologiche dei due gruppi non sono particolarmente accentuate da giustificare una rigida distinzione di specie, si tratta piuttosto di due varianti etniche di un medesimo ceppo: quello che distingue davvero gli abitanti di Covenant è l’adesione a uno dei due culti religiosi dominanti, la Chiesa Profonda e la Chiesa Transizionale. Sulla civiltà che permise l’Attraversamento e la successiva colonizzazione, infatti, si sa ormai così poco che la storia sfuma in leggenda e le Scritture, chiaramente improntate a una visione misticheggiante, dettano legge sull’argomento.

Martin, il protagonista di questa storia, è un Acqualibero Immerso che sperimenta giovanissimo un’esperienza mistica nel corso della quale percepisce la presenza di Beatrice, figura sfuggente e mitica della quale il libro dirà molto poco, e con essa tutto l’amore che può legittimare un atto di pura fede. Crescendo, tuttavia, con l’acquisizione di nuove importanti esperienze e di nuove fondamentali conoscenze, Martin sarà costretto a mettere in discussione l’intero sistema culturale della sua gente.

Nel romanzo breve di Egan si parla di ecopoiesi, bioingegneria ed esobiologia, tra allusioni alla nanotecnologia e alle biotecnologie andate perdute con l’accettazione da parte degli Angeli del fardello della mortalità. E’ questo il mistero che Martin decide di risolvere, a rischio di scoprire l’infondatezza delle sue stesse convinzioni religiose: la ragione che spinse i suoi progenitori a rinunciare all’immortalità e tornare nei vincoli della carne. La scoperta, per quanto dolorosa, segnerà il coronamento di un sogno di verità, l’esito necessario di un processo di conoscenza. Perché, sembra suggerirci l’autore, è solo mettendo in discussione le proprie certezze che si acquisisce la condizione giusta per arrivare almeno a sfiorare la verità. Anche quando le proprie convinzioni sembrano incrollabili, infatti, possono celare un vizio di lettura. Proprio come la visione dei tre Soli che avrebbero illuminato la Terra da cui gli Angeli salparono per l’Attraversamento…

Articoli correlati:
L’Era del Flagello e la Teoria della Cornucopia (21-06-2008)