Come suggerisce una tradizione consolidata, che si spinge da Do Androids Dream of Electric Sheep? (Philip K. Dick, 1968) ad Altered Carbon (Richard K. Morgan, 2002), passando per City Come A-Walkin’ (John Shirley, 1980) e la Trilogia del Ponte di William Gibson (1993-1999), San Francisco è la città del futuro per antonomasia. Non stupisce che l’amministrazione metropolitana si sia orientata verso una filiera dei rifiuti che definire avveniristica sarebbe riduttivo. L’obiettivo che si è data la gestione per il prossimo decennio è arrivare al completo recupero dei materiali di scarto.

Zero Waste. A pensare alle tonnellate di rifiuti abbandonati per le strade di Napoli e del suo hinterland, e al modo in cui il Governo vorrebbe risolvere l’emergenza, ce n’è abbastanza da scrivere una saga di fantascienza in 9 volumi e arrivare alla parola fine senza avere sbollito l’incazzatura.

San Francisco conta oggi 764.976 abitanti, su una superficie di 121 kmq (per una densità di 6.322 ab/kmq), ed è il cuore di una megalopoli da 7,2 milioni di abitanti estesa su quasi 9mila kmq (fonte Wikipedia). Numeri paragonabili con quelli della città di Napoli (117 kmq, 975.139 abitanti, che diventano 3,8 milioni nell’area metropolitana, fonte Wikipedia), che è accomunata a SF anche da una conformazione territoriale e geologica molto simile. Però San Franscisco è una città che guarda al futuro, e Napoli invece sembra che dal futuro voglia fuggire.