E’ uscito il numero 28 di Continuum, la storica webzine di fantascienza curata dall’amico Roberto Furlani. Si tratta del primo numero dell’anno, slittato finora a causa di tutta una serie di ritardi. Poco male, vista la ricchezza del sommario: tra gli altri trovano posto un nuovo racconto di Simone Conti (resoconto di una strana invasione) e un mio vecchio racconto (se la memoria non mi confonde, la mia prima e per ora unica incursione nei territori dell’ucronia). Come rimarca Roberto, sembra quasi che per una volta con Simone abbiamo voluto scambiarci i ruoli…

Quanto alla saggistica, la nona puntata delle Visioni Cyberpunk ci porta in territorio postumano, con una riflessione su Tetsuo, l’uomo di metallo di Shinya Tsukamoto. Se qualcuno noterà una discrepanza tra il tono di questo articolo e quello delle ultime cose che ho scritto, non si preoccupi: il pezzo risale a più di 4 anni fa, quando il progetto della panoramica sul cinema cyberpunk (che va avanti ormai dal numero 19), già concepito per un’altra rivista poi scomparsa, venne rilanciato in blocco grazie al supporto e alla fiducia di Roberto. Spero che se non altro vi appassioni per il suo risvolto vintage.

Più recente è invece il consueto punto della situazione sul panorama fantascientifico internazionale. Questa volta al centro delle mie elucubrazioni è il dilemma integrazione/isolazionismo, tema sviluppato a partire da alcune considerazioni piuttosto provocatorie intorno ad Accelerando (evento editoriale del 2007 per l’appassionato italiano) e integrato con le suggestioni ispirate dall’ultimo romanzo di Greg Egan, Incandescence. A dirla tutta, oltre a un refuso che lascio al lettore il piacere di scovare, anche questo pezzo soffre di un certo ritardo, essendo accadute molte cose tra la stesura e la pubblicazione. Per dirne una, è uscito in Italia l’ultimo William Gibson. Ma ci torneremo presto.

Per il momento, un ringraziamento dovuto al S*ommo.