Differenze Culturali

1. “Perchè vedi, mamma, la zuppa di lenticchie è per i vegetariani e quindi niente pancetta, e non so come darle sapore senza la pancetta.”
“Ma scusa, non puoi mettere dentro la pancetta e poi toglierla?”



“No, mamma, non funziona così.”
“Oh insomma, ma quanto è difficile questa gente. Mica la devono mangiare, no?”

2. Alex: “Mi ha sempre irritato questa cosa di chiamare le scuole private “Public Schools”. Confonde le idee.”
Io: “E’ perchè una volta c’erano due tipi di scuole: le scuole della Chiesa e quelle aperte a tutti gli altri, cioè pubbliche.”
Alex: “Si si, la so l’origine della parola, ma rimane il fatto che confonde le idee. E’ che noi inglesi siamo sempre attaccati alle cose, prima di lasciarle andare ci mettiamo secoli…”
Io (entusiasticamente): “Esatto! Come le due bocchette separate per l’acqua fredda e l’acqua calda! Una volta c’era una buona ragione di avere due diverse bocche per…”
Alex (perplesso e sulla difensiva): “Perchè? Cosa c’e’ che non va nei lavandini con due bocchette?”

3. Italiano trapiantato: “Tazza di tè?”
Ospite inglese: “Oh, volentieri!”
Italiano trapiantato: “Allora, ho del Darjeeling First Flush Whittard, del Lapsang Suchong, del Sencha, dell’Oolong…”
Ospite inglese (disorientato): “Non è che avresti del tè normale?”
Italiano trapiantato, tirando fuori la scatola di PG Tips con un sospiro: “Latte e zucchero?”

4. Inglese: “Tazza di tè?”
Italiano (perplesso): “Alex, ci sono trenta gradi fuori…”
Inglese: “E allora?”

5. Io (a mio zio, in visita a Londra): “Le riunioni dei fantascientifici? Beh, sai, qui funziona così: quando uno arriva nel pub, si avvicina agli amici e offre un giro, e tutti quelli che non hanno il bicchiere pieno ordinano e il nuovo arrivato torna con le sue cinque o sei pinte, e dopo un po’ o arriva qualcun altro o uno della compagnia originaria si alza e fa, io vado a prendermi una pinta, volete qualcosa? E così alla fine tutti offrono un giro e si paga più o meno lo stesso tutti quanti e…”
Mio zio: “Una pinta sarebbe mezzo litro, vero?”
Io: “Più o meno, sì.”
Mio zio: “E la bevi tutta?!?”

4 comments ↓

#1 S* on 12.12.08 at 10:26

Ho capito qual è la differenza culturale. Che gli inglesi quando guardano i propri difetti si prendono in giro. Gli italiani quando guardano i propri difetti si deprimono e si disperano.

#2 Anna Feruglio Dal Dan on 12.12.08 at 10:42

C’e’ grossa crisi. :-)
No, voglio dire, hai ragione - prendersi per il culo è il fondamento dell’umorismo inglese. Ma gli inglesi sono per lo più ciechi di fronte ai propri veri difetti, piccoli e grandi.

In quanto a noi, forse parte del nostro problema è la carenza di autostima. Gli inglesi si prendono in giro perchè in fondo hanno una grande opinione di sè. Noi ci sentiamo dei cazzoni, in parte perchè il resto del mondo ci considera dei cazzoni, spesso a torto.

Continuo a ricordare quello che mi ha detto un tizio una volta su Usenet: “Gli Italiani nella comunità scientifica? Rubano metà dei soldi dei finanziamenti e sperperano il resto, ma dagli due stuzzicadenti e un elastico e ti mettono un satellite in orbita”

#3 Luigi Rosa on 12.13.08 at 17:17

Bellissime (e verissime) quelle del tè!

#4 Nello on 12.15.08 at 14:02

Inglese: “Tè con latte?”
Io: “Se c’è col limone, grazie”
Inglese, dopo aver cercato 3 minuti nel frigo, tira fuori il limone e lo spreme nel tè… e poi ci mette pure il latte.

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