Vita nella terra senza Papa

Fra i molti vantaggi del vivere nel Regno Unito (particolarmente per un fantascientifico), ce n’è uno che ridiventa di scottante attualità ogni volta che torno in patria, anche se spesso percola anche da un’occasionale lettura della Repubblica: niente Papa.

Niente Papa al lunedì. Niente Papa la domenica. Niente Papa nei giornali, alla televisione, negli editoriali. Gli obbligatori dieci minuti di Papa in occasione dell’Angelus? Niente. Gli obbligatori due minuti di Papa nel telegiornale in un qualunque giorno feriale? Niente.

Di tanto in tanto Rowan Williams, quanto di più vicino ad un Papa esista nella fede anglicana (la Regina è il capo della Chiesa nello stesso modo in cui è il capo del Governo, cioè stando rigorosamente zitta), dice qualcosa, e c’e un breve dibattito. Ma l’ultimo intervento che ricordo risale a due anni fa. Per il resto, le chiese fanno le loro cose, di tanto in tanto Peter Hitchens (fratello religioso di Christopher) litiga con Dawkins, e morta lì. Ogni giorno ci sono la “preghiera del giorno” e il “pensiero del giorno”, che ruotano fra la varie confessioni, metodista, anglicana, evangelica, cattolica, musulmana, sikh, hindi, buddista, quacchera, unitaria, più qualche ateo e agnostico.

La domenica, con mia irritazione, il solito programma di varia attualità del mattino viene sostituito da un’intera ora di religioni. Ma il papa latita perfino lì. Ci sono dibattiti etici, con l’obbligatorio religoso (inteso come persona di fede, non sacerdote), ma niente Megafono Papale. Anche perchè essendo il Regno Unito diviso fra le varie confessioni di cui sopra, non c’è tempo.

Non è che non ci siano cattolici nel Regno Unito, ci sono eccome. Ma no sono ossessionati con il Papa quanto gli italiani.

Vista da fuori, la reverenza italiana per il Papa di turno pare strana. Quando mi sono trapiantata qui, Wojtila era già morto e quindi non so se la relativa oscurità del pontefice sia dovuta a una minore popolarità del Papa tedesco. Però ne dubito. Semplicemente, il Papa è un signore che vive in Vaticano e di cui non si sa molto.

Nei rari casi in cui si parla del Papa, lo si fa in un inciso: “e naturalmente i soliti sospetti, come il Vaticano e l’organizzazione degli stati islamici, si oppongono a questa risoluzione…”.

Ahhh, la liberazione. Liberati dal peso e dall’imbarazzo dell’ossessione vaticana sul sesso, i cattolici, compresi i cattolici atei come me, possono dedicarsi a parti più rilevanti del messaggio cristiano, come quelle sull’amore, la tolleranza, il perdono, lo sfamare gli affamati e vestire gli ignudi e così via. Di conseguenza, pur restando atea, non sono mai stata cattolica come da quando mi sono trasferita qui. Mi sorprendo perfino a citare i Vangeli. A ricordare con affetto San Francesco. A riflettere benignamente sul comandamento dell’amore.

Per dire la verità, non è che non rifletta benignamente sui principi del sikhismo e del buddismo, e non è che non abbia scoperto la silenziosa grandezza dei Quaccheri. Ma diciamo che a vivere lontano dal Papa il cattolicesimo sembra più attraente.

D’altra parte Macchiavelli lo aveva già detto: “Abbiamo, adunque, con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati sanza religione e cattivi”.

16 comments ↓

#1 iguana jo on 12.10.08 at 13:11

In realtà l’overdose di cattolicità che ci perseguita da ogni fronte mediatico è il risultato del subdolo metodo adottato dall’internazionale senzadio - che notoriamente controlla tutti i media nostrani - per provocare la liberazione delle coscienze e l’avvento dell’anticristo (o era il contrario? boh…).
Solo che da lì dove stati tu non si capisce.
Da qui è tutto mooooolto più evidente.

#2 Anna Feruglio Dal Dan on 12.10.08 at 13:40

No, no, hai ragione. Come d’altra parte qui è facile farsi sfuggire la matrice marxista che si cela sotto le vesti d’agnello di sedicenti giornali “capitalisti” come l’Economist.

#3 Gianluca (I_AM_I) on 12.11.08 at 14:17

Io ero in Inghilterra quando morì l’altro Papa. I miei conoscenti inglesi erano sorpresi dal fatto che non me ne fregasse un granché.

#4 Anna Feruglio Dal Dan on 12.11.08 at 14:43

Ma loro come la prendevano? Sono curiosa.

#5 Rita on 12.11.08 at 18:43

Meraviglia delle meraviglie! Che sia questo il luogo dove una novella Alice Italiana dovrebbe sbarcare?

Non ricordo bene la ragione, ma nel 1300 la Francia trasferì il papato ad Avignone, mi è ancora più oscura la ragione per cui ce lo siamo ripreso, ma non potremmo restituire la pariglia?

E’ bello, da parte dei Francesi, fare i laici senza avere tutto quell’ambaradan tra i piedi. Che la Francia ci provi al posto nostro con la CEI, i vari eminenza che saltano su al primo pepito (per loro) laicista.
E’ per questo che propongo un salutare scambio con i Francesi: noi gli diamo il Vaticano, dal Papa tedesco al camerlengo russo, l’eminens italiano; in cambio loro ci danno la Corsica.
Non per tanto tempo, giusto quello necessario per veder scomparire le varie democrazie cristiana, unione cristiana e consimili partiti, far apparire matrimoni gay e procreazione assistetita, nonché studio della scienza attiva nelle scuole italiane con tutte le correnti e le teorie sciemtifiche, dall’evoluzione di Darwin alla relatività di Einstein.
Il tempo necessario per disinotossicarci.

#6 Rita on 12.11.08 at 18:46

ah, compliemnti per il cognome!
Feruglio Dal Dan!!!! Un grazioso scampanellio che mi ha colpito.

Ma è vero?

#7 Rita on 12.11.08 at 18:47

Chiedo scusa per gli errori di battuta. Sigh!!

#8 Anna Feruglio Dal Dan on 12.11.08 at 22:29

Si si, il cognome e’ vero. :-)

#9 Gianluca (I_AM_I) on 12.11.08 at 23:08

Ne parlavano, per carità. Anche nei telegiornali. Il punto è che si supponeva che io - in quanto italiano - dovessi essere molto più dispiaciuto di quanto effettivamente fossi. Insomma: anche all’estero sono a conoscenza della nostra papafilia.

#10 S* on 12.12.08 at 11:01

Al di là degli aspetti religiosi, c’è anche da considerare che per gli italiani il Papa rappresenta un po’ quello che per le monarchie rappresenta il re. Potresti ripetere per filo e per segno il primo capoverso mettendo “regina” al posto di Papa?

#11 Anna Feruglio Dal Dan on 12.12.08 at 11:05

No. D’accordo, Bessie ritiene che il suo compito sia tenere la bocca chiusa tranne quando il Primo Ministro le scrive i discorsi e a Natale, ma anche Charlie, che parla spesso e volentieri, fa notizia solo una o due volte all’anno. Diana… quello e’ un altro discorso. Ma la prole grazie al cielo non sta seguendo i suoi passi.

#12 Vittorio Catani on 12.12.08 at 21:40

Invidiainvidiainvidiainvidia!!!!!

Un italiano che sopravvive in Italia.

#13 L01CYL8 on 03.18.09 at 09:14

Caduto per caso in questo blog, faccio un inchino e mi allontano, ripromettendomi di ripassare. Vorrei però lasciare un consiglio di lettura e un grazie all’autrice del post, è confortante sapere che esistono luoghi meno dominati da Roma. Il Principe di Roma e la sua setta hanno preso il posto dell’antico impero, la pax vaticana cerca di sottomettere con il suo ecumenismo ogni altra forma di ragionamento. Amen.

-Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere- Newton Compton Editori

Non ho ancora fatto pubblicità a questo libro ( la faccio gratis alle cose che meritano), trovato per caso in autogrill, ma lo consiglio assolutamente a chiunque voglia leggere una pertinente raccolta di articoli sulle mistificazioni e gli errori catastrofici delle religioni nei secoli. Ovviamente il cristianesimo è in vetta alla classifica.

#14 Paolo Marzola on 05.05.09 at 11:28

sporcarossasenzadio appunto :-)
io invece sono felice di averLo incontrato
se vuoi ti posso lasciare il Suo indirizzo.
ciao
P.

#15 Antonio on 09.06.09 at 15:37

“a vivere lontano dal Papa il cattolicesimo sembra più attraente”.
Fantastico! In una frase sintetica, ciò che ho sempre pensato del cattolicesimo e non avevo mai messo a fuoco! Grazie!

#16 Anna Feruglio Dal Dan on 09.09.09 at 08:45

Scusa per il ritardo Antonio! Ero in vacanza. :-)

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